Martedì 21 Novembre 2017
   
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A GIOIA INTI-ILLIMANI CON MONO CARRASCO E GERARDO PLACIDO

concerto inti-illimani

E’ sera, si spegninti-illimani historico in concertoe l’eco dell’ultimo canto di Monteverdi, clavicembalo, liuto e tiorba tacciono mentre gli applausi salgono. In un angolo del chiostro di Palazzo San Domenico ci sono loro: gli Inti-Illimani. Horacio Duràn ha tra le mani il suo charango, una piccola chitarra che nasce da una conchiglia… canta di mare, sussurri e vento. Tra il pubblico, con il sigaro tra le labbra, giacca sulle spalle, sguardo profondo ed attento a tutto e tutti, Gerardo Placido. Si sposta, istintivamente alla ricerca dell’angolatura migliore… Vibra al pari di un diapason, percependo la teatrale drammaturgia, il pathos dell’incontro tra il Maestro Diego Cantalupi, l’ensemble di musicisti e cantanti di musica antica e gli Inti-Illimani.

I musicisti cileni esortati da Margaret Milano e Mimmo Szost si avvicinano a Cantalupi, un saluto, un sorriso, Horacio lo affianca e partono i primi accordi.

Null’altro. Il canto sgorga limpido, un brivido increspa la pelle mentre l’emozione dilaga. La bellezza delle voci nude, accarezzate dalle corde degli strumenti senza alcuna amplificazione, crea un momento irripetibile dconcerto inti-illimanii pura, struggente, intensa armonia. Le lacrime scorrono sul volto di chi si lascia attraversare dal dolore e dalla speranza che questo canto racchiude, mentre gli applausi sembrano non aver fine. Per Horacio Duràn, Horacio Salinas e José Seves che dal 1970 cantano e suonano “El pueblo unido jamás será vencido” di Ortega in tutto il mondo, un momento da ricordare e custodire, insieme al calore dell’amicizia di Margaret e Vincenzo Milano che li hanno accolti e fortemente voluti a Gioia. Una insolita anteprima del concerto del 27 agosto patrocinato dal Governo del Cile, dal Consiglio Regionale della Puglia e dal Comune di Gioia - che ha ben investito 4.000 euro -, in collaborazione con l’Associazione Benefica Weni, il circolo ARCI "Lebowski" e lo Studio Legale Milano che ha sostenuto le restanti spese, donando a Gioia un momento di internazionalità e due coloratissime ed allegoriche opere d’arte di Mono Carrasco.

Quattro giorni dopo, a Verona, per applaudirli ed ascoltarli il costo del biglietto è di 32 euro in platea numerata e 20concerto inti-illimani in gradinata. Il tour europeo dei 50 anni degli Inti Illimani si concluderà il 15 settembre in Vaticano, ad attenderli un papa argentino, come loro “venuto dalla fine del mondo”.

MUSICA…

In repertorio alcuni classici a “firma” di autori vari - Víctor Jara, Atahualpa Yupanqui, Pablo Neruda, Rafael Alberti e della poetessa cilena Violeta Parra - e nuovi canti eseguiti daigiovani musicisti cileni Fernando Julio, Camilo Salinas, Danilo Donoso e Hermes Villalobos: Ramis, Longuita, America Novia mia, Alturas, Fiesta de la tirana, Polo doliente, Ritmos negros, Inga, La negra tomasa, San Benito, Samba lando, Testaccio, Lo que mas quiero, Danza de calaluna, Run run, Al aparecido, Mulata e La fiesta eres tu.

E del loro concerto tanto resterà… la forza della loro musica intramontabile, il rinti-illimani historico in concertoitmo trasmesso ai presenti, onde viventi e vibranti, la generosità dei musicisti bravissimi nel trasmettere insieme alle note la loro anima: il flauto, le percussioni, le chitarre ed esotici strumenti… la voce di Gerardo Placido mentre recita Neruda, il coro di voci ed applausi e nell’ultimo brano i pugni alzati del pubblico in piazza, giunto anche dalla Sicilia, i colori e la storia raccontata nei due pannelli disegnati e dipinti da Mono Carrasco con l’intera città, scenografia d’eccezione ed unicità del concerto ed infine gli autografi in penombra, a fari spenti sul Cd che celebra i 50 anni degli Inti-Illimani.

…E POESIA

Poesia nei testi e musica nei versi… due arti che creano alchimie emozionali di rara intensità.

“Sia pace per le aurore che verranno,/ pace per il ponte, pace per il vino,/ pace per le parole che mi frugano/ più dentro/ e che dal mio sangue risalgono/ legando terra e amori con l’antico canto […]” recita Gerardo Placido evocando il più prezioso dei beni dell’umanità, l’unico che può garantirle un futuro. L’amore che Neruda esprime per le radici del suo piccolo, gelido paese, è lo stesso che vibra in ogni cuore. “Se dovessi morire mille volte,/ io là vorrei morire/ se dovessi mille volte nascere,/ là vorrei nascereconcerto inti-illimani […] Sono venuto solo per cantare/ e per farti cantare con me.”

Tra le poesie declamate, interludi di grande liricità, “L’ode all’olio”.

“Olio, nella nostra voce - recita Placido -, nel nostro coro,/ con intima soavità/ poderoso canti:/ sei idioma castigliano:/ hai sillabe di olio,/ hai palpebre utili ed odorose/ come la tua fragrante materia.”

Tra il pubblico anche il regista Nanni Moretti. Nel documentario della Sacher Film racconterà la vita degli Inti-Illimani e del “canto” dei murales di Mono Carrasco. Nel pomeriggio ha registrato una video intervista nell’hotel “Ciacco” ed in serata con la sua telecamera raccoglie frammenti del concerto. A differenza di Placido, garbatissimo, disponibile e molto alla mano, Moretti concede solo qualche selfie e non ritiene opportuno intrattenersi con la stampa.

GERARDO PLACIDO - REGISTA, ATTORE E UOMO DI GRANDE UMILTÀconcerto inti-illimani

Geniale ed indovinata la scelta di versi intimamente legati al territorio ed al repertorio cantato, così come è un valore aggiunto del concerto del gruppo historico degli Inti-Illimani la presenza dell’attore e regista Gerardo Placido, impegnato in un suo progetto legato ai musicisti cileni e agli angoli di Puglia esplorati nel tour.

Con lui Matteo Pedone, attore, scenografo e talent scout di cui, a detta di Placido, sentiremo parlare e per la fotografia Angelo Ferri.

“Canto, musica e poesia linguaggi comuni a tutti i popoli, paradigmi di pace! Neruda è un poeta vasto, immenso - confessa Gerardo Placido prima del concerto -, ho scelto le sue poesie perché esprimono con forza l’amore per la patria e la terra, un messaggio di pace di cui si ha quanto mai bisogno. L’arte può rendere reale e non più utopia la pace. Con gli Inti-Illimani ho condiviso un percorso artistico in un’epoca in cui erano simbolo di lotta tra la gente.”

Gerardo Placido, nato ad Ascoli Sainti-illimani historico in concertotriano, figlio di un lucano, ama il sud e la Puglia in particolare. Il suo percorso artistico è ricchissimo. Lo ricordiamo con il nome d’arte di Gerardo Amato ne “La grande magia” di Giorgio Strehler al Teatro Piccolo di Milano, sul grande schermo con Scola, Guccione, Gastaldi, Anton Giulio Majano ed ancora in Tv con “Incantesimo”, “L’onore ed il rispetto”, “Il sangue e la rosa”… decine e decine di film che hanno forgiato e temprato l’attore ed il regista. 

“La cinematografia è un linguaggio diverso da quello teatrale, si entra in empatia con il pubblico attraverso la telecamera ed il regista decide cosa comunicare al pubblico. L’attore in teatro non ha filtri, i tempi sono diversi, immediati. In entrambi deve entrare nel personaggio, viverlo restando se stesso, comunicando attraverso il proprio alfabeto emozionale e trasmettere passione e verità. L’attore vive con il teatro un rapporto diretto con la realtà, sono le sue radici. Il cinema, di contro, è un mezzo di comunicazione mondiale, viaggia. Il teatro è l’amore, il cineinti-illimani historico in concertoma è l’amante.”

Accenna alla formazione, indispensabile per gli aspiranti attori ai quali chiede di far propria la parte prima di dare indicazioni e suggerimenti per far emergere il loro talento con creatività.

“Ho conosciuto Vincenzo Milano a Lodi, spesso siamo insieme. E’ un’ottima persona, ed un ottimo professionista, un vero mecenate che tiene tantissimo a Gioia. Sarebbe bello veder nascere una cineteca in questa città”.

Come vive un regista i periodi in cui non si lavora?

“Star fermi può rivelarsi una opportunità. In realtà si ha modo di osservare con più calma e cogliere stimoli, ispirazioni… Si vede con gli occhi dello spettatore ma con la tensione dell’attore.”

Scopriremo presto cosa Gerardo Placido ha colto in questi due giorni trascorsi a Gioia. Ricordiamo che è uno dei fondatori della scuola cinematografica «Studio cinema international» che inti-illimani historico in concertoha tra i propri docenti personaggi di primo piano del mondo del teatro e del cinema come il fratello Michele, Giancarlo Giannini, Laura Morante, Pupi Avati, Ivano De Matteo, Pino Pellegrino, Lina, Wertmuller e Giuliana De Sio, per citarne alcuni.

“I nostri stage, o seminari, durano in media due o tre giorni e sono frequentati sia da attori, registi o da persone che già lavorano nel mondo del cinema, che da persone che si avvicinano per la prima volta a questo ambiente - prosegue - i corsi sono in pratica delle lezioni dal vero in cui si simulano le varie scene e i momenti di lavorazione di un film. Così chi segue i corsi può capire cosa significa scrivere una sceneggiatura, o fare una regia stando su un set al naturale e cogliendo le varie sfumature dovute a come cambia la luce o alle particolari situazioni che si creano durante la lavorazione.” 

Un incontro importante, dai risvolti interessanti, quello di Gerardo Amato con la città. Gioia, infatti, potrebbe in futuro ospitare seminari e stage di prestigio, per formare i tanti talenti locali. [Foto Mario Di Giuseppe e Mimmo Castellaneta]

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