Mercoledì 22 Novembre 2017
   
Text Size

LA FOTOGRAFIA? UNO STILE DI VITA PER ROBERTO PEDRON-foto

ètranger mostra Roberto Pedron

ètranger mostra Roberto Pedron La storia raccontata da Roberto Pedron nei suoi scatti, è una storia di amore dedicata a quei 28.000 minori fuggiti da guerre, violenza e povertà per raggiungere il luogo in cui costruire il loro futuro e… scomparsi nel nulla, nel sottobosco del malaffare, nelle sabbie mobili della clandestinità. Volti che nessuno potrà più fotografare o ricordare…

Nell’incontro che ha inaugurato la seconda stagione di Ètranger, la presenza di quei volti “bambini” in mostra nel corridoio di palazzo San Domenico, a stento illuminati da luci che non hanno reso giustizia alla loro profonda bellezza e verità, è stata una delle più significative testimonianze di amore verso chi è straniero ed essendo ancora “bambino” non desta paura, diffidenza ma infinita tenerezza. Lo sguardo di un bambino non mente. Racchiude tutto in un sorriso, in una lacrima, nel buio ed in fondo al buio in quella luce che ha dentro e che brilla e si rifrange in chi ètranger mostra Roberto Pedronsa guardare oltre.

InTi racconto una storia” allestita secondo un progetto della compagna di Roberto da lui ringraziata, vi è questo e tanto altro.

C'è una storia che Roberto non avrebbe mai voluto dover "raccontare" attraverso le immagini… “Frequentando certe zone ci sono molte storie che non vorrei raccontare, ad esempio le morti dei bambini, che sono le vere vittime innocenti…” la violenza che le accompagna, vite distrutte da laceranti ferite o peggio, schiavitù.

Ed in uno di quei luoghi, uno dei tanti percorsi con i suoi reportage per testimoniare la verità, in Burkina Faso, Roberto ritrova sé stesso, quella parte di sé che traspare nei suoi scatti: un’aura di luce ed amore. Qui adotta Sandrine e Salomon. Confessaètranger mostra Roberto Pedron di sentire suoi figli tutti i bambini incontrati nel suo percorso, bambini in viaggio verso la vita, sottratti alla morte.

Roberto nel 2014 ha costituito il Comitato Mahmud, esso prende il nome da un bambino siriano gravemente ammalato che all'epoca abitava nel campo profughi di Bab al Salam, intollerante ai raggi del sole e costretto al buio. Mahmud, è stato salvato dalla morte grazie all’aiuto di chi come Pedron non solo crede nella solidarietà ma la agisce con gesti concreti.

“La nostra associazione si occupa prevalentemente di bambini in forte disagio e offre loro la possibilità di migliorare le loro condizioni di vita e di studiare, perché essi rappresentano il futuro.”

Ed è al futuro che è volto lo sguardo catturato in ogni singolo volto dall’obiettivo fotograètranger mostra Roberto Pedronfico e restituito ad una eterna fanciullezza.

In quei volti c'è tanto di noi, di quel che siamo stati e forse saremo, un continuo ritrovarsi... qual è il volto di Roberto Pedron?

“Il mio vero volto..... il mio, non so, amo quello che faccio e ci metto passione e ci metto sempre la faccia!”

La mostra “Ti racconto una storia” - assolutamente da non perdere - sarà aperta al pubblico fino a questa sera, domenica 11 giugno, con le sue tante storie raccontate da bambini. Roberto ha fotografato frammenti della loro anima… si entra nei loro occhi, nei loro sorrisi, nelle loro lacrime, nel loro dolore, scoprendo che si è Ètranger anche a latitudini insospettabili, nel proprio civilissimo paese. La “diversità” è un valore da difendere, rispettare, amare. Ed è questo che Roberto Pedron testimonia nei suoi scatti: una indiscutibile, assoluta verità. Grazie Roberto! [foto Redazione GioiaNet]

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI