Mercoledì 22 Novembre 2017
   
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STUDENTI ITI GALILEI RACCONTANO IL LORO VIAGGIO NELLA MEMORIA

treno della memoria

treno della memoria Mercoledì 31 maggio, presso la Sala Javarone del Comune di Gioia del Colle, il “Treno della Memoria” è giunto a destinazione: percorso educativo promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Gioia, il Treno della Memoria ha coinvolto la classe V Ae dell’ITI “Galileo Galilei”.

Il progetto è partito a novembre scorso, con gli incontri di formazioni presso il liceo Salvemini di Bari, la Sala Javarone e il lavoro svolto in classe, per poi proseguire con il viaggio nei luoghi della memoria; le tappe sono state: Praga, al Campo di Concentramento di Terezin e Cracovia, nei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau, nel ghetto ebraico e nella fabbrica di Schindler. Nove giorni di lunghi cammini e marce, durante i quali ai partecipanti sono stati offerti importanti spunti di riflessioni su tre temi di grande attualità: disabilità, omofobia ed immigrazione.

Mercoledì 31, nella sede di Noci, incontrando gli studenti delle classi IV in mattinata e nella Sala Javarone, incontrando la cittadinanza nel pomeriggio, si è compiuto l’atto conclusivo del progetto: Andrea Dalena, Andrea Rizzi, Angelo Velini, Claudio Curione, Dario Fasano, Domenico Fiorente, Francesco Locorotondo, Lorenzo Verroca, Nicola Borreggine, Tiziano Rizzi e Valerio Lippolis, accompagnati dalla docente di lettere, prof.ssa Gatti, dalla docente che ha supportato i ragazzi durante la fase organizzativa del progetto, prof.ssa Ardillo, la docente accompagnatrice, prof.ssa Barile, assieme all’Assessore alle Polititreno della memoriache Giovanili, Paolo Cantore, all’Assessore alla Cultura del Comune di Noci, dott.ssa Lorita Tinelli e all’educatore dell’Associazione “Terra del Fuoco, accompagnatore dei ragazzi, dott. Rocco Gennaro, hanno testimoniato e condiviso l’esperienza vissuta, ripercorrendo il filo rosso che ha collegato Gioia del Colle a Cracovia.

Durante gli incontri gli studenti del Galilei hanno raccontato l’esperienza, le sensazioni, le emozioni maturate durante il progetto, scortati da tre domande: Cosa ho visto? Cosa ho lasciato? Cosa ho portato?

Dalle enormi teche contenti i brandelli dei vestiti o i capelli dei deportati, al forno crematorio esploso durante una rivolta degli internati, alla sconfinata grandezza dei campi di concentramento, differenti sono state le immagini rievocate dai ragazzi, rivelando di aver lasciato ad Auschwitz l’indifferenza, la superficialità, decidendo di portare a casa la consapevolezza di poter incidere maggiormente nel mondo e la voglia di impegnarsi affinché, sulla scorta di un passato doloroso, possano realizzare un futuro colmo di speranza, dove le farfalle potranno tornare a volare.

 

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