Mercoledì 22 Novembre 2017
   
Text Size

STUDENTI IIS “DA VINCI-GALILEI” A LEZIONE DI INTEGRAZIONE

IIS Da Vinci - Galilei - immigrato albanese foto1

IIS Da Vinci - Galilei - immigrato albanese foto2“Il giorno 10 maggio 2017 gli alunni della classe 1Ai dell’IIS “Da Vinci- Galilei” hanno incontrato il sig. Gustav Veshtaj, genitore di un alunno della classe, che ha parlato loro della propria esperienza di immigrato. L’incontro è stato voluto alla docente di Storia, prof.ssa Giulia Notarnicola, inserito nel percorso “Cittadinanza attiva”, volto a sensibilizzare i ragazzi sul fenomeno dell’immigrazione nel nostro Paese e a contrastare relativi pregiudizi e discriminazioni.

Il relatore, emozionato per l’inconsueto invito, ha raccontato della sua infanzia in Albania, dove a soli sei anni ha cominciato a lavorare, per dare una mano a suo padre, un pastore. Nel rispetto dell’obbligo scolastico, ogni giorno doveva percorrere a piedi sei chilometri, per raggiungere la scuola. Ricorda le difficoltà per conciliare il lavoro nei campi e lo studio, spesso portato a termine alla luce di una candela, anche per sottrarsi al rischio di punizioni inflitte ai giovani scolari dai maestri, qualora non avessero svolto a casa i compiti loro assegnati. La sua famiglia, dice, possedeva cinquecento metri quadri di terreno, da cui ricavava il necessario per tirare avanti, ma più tardi lo Stato confiscò tutte le terre e la situazione per loro peggiorò.

Ha raccontato di aver assistito ad episodi di grave offesa alla dignità umana, come quando un suo conoscente, sorpreso mentre tentava di scappare dall’Albania, fu ucciso e il suo corpo, legato ad una macchina, trascinato per le strade del paese, perché fosse di monito per tutti gli altri. Nel suo Paese dicevano che in Occidente si viveva peggio, ma si sapeva che non era così. Le persone istruite venivano costrette al silenzio, perché non era consentito nessun dissenso.

Raggiunta l’adolescenza, decise di tentare la fuga, a rischio della propria vita, verso un Paese che gli assicurasse un futuro migliore. Era il 1995 quando arrivò su un gommone sulla costa pugliese in prossimità di Brindisi. Trovato un lavoro presso una masseria con l’ aiuto di alcuni amici, suoi connazionali, all’inizio non fu trattato bene, infatti in un solo mese dimagrì di ben quindici chili, ma poco dopo trovò un altro lavoro, sempre a governare il bestiame, e questa volta i suoi datori di lavoro si dimostrarono molto rispettosi con lui, al punto da farlo sedere alla loro tavola, come fosse un figlio, e assicurargli un posto confortevole per dormire. L’unico problema rimaneva la conoscenza della lingua italiana.

Nel ‘96, messi in regola i documenti, si trasferì a Gioia del Colle, dove iniziò a lavorare come agricoltore. Racconta di essere stato sempre rispettato e questo lo invogliava a fare sempre al meglio il proprio lavoro. Nello stesso anno tornò in Albania, dove sposò Roza, che due anni dopo lo raggiunse in Italia. Oggi hanno due figli, ai quali vogliono assicurare una vita migliore della propria e sanno che il riscatto sociale per loro sarà possibile solo grazie allo studio e al conseguimento di un diploma. Nutrono anche la speranza che possano laurearsi e per questo sono disposti ad ogni sacrificio.

Al termine i ragazzi gli hanno rivolto delle domande, per approfondire la conoscenza delle condizioni di vita in Albania prima del crollo della dittatura. Hanno appreso, anche con il contributo della docente, degli orrori delle dittature che si sono avvicendate nella storia anche nel nostro Paese, degli anni della Guerra Fredda, del crollo del Muro di Berlino. Se l’obiettivo era quello di far conoscere ai giovani studenti quanta sofferenza spesso ci sia nelle vite di persone costrette a lasciare la propria terra d’origine, dopo il contributo del sig. Veshtaj può dirsi pienamente raggiunto.

Non sono mancati momenti di inaspettata commozione da parte dei ragazzi, per esempio quando un alunno ha raggiunto il sig. Veshtaj e, abbracciandolo, gli ha confessato di essersi commosso al suo racconto e di considerarlo un modello di genitore. Ora gli alunni della classe IAi riconoscono al padre del loro compagno di classe coraggio e onestà. Alla domanda, se pensa un giorno di tornare in Albania, risponde di dovere molto al nostro Paese e, nonostante l’attuale crisi economica, di volerci restare. Gli chiedono di esprimersi circa il recente fenomeno di immigrazione di massa e risponde che gli immigrati devono essere subito integrati nel mondo del lavoro, per contribuire alla ripresa economica del Paese che li accoglie. Al termine i ragazzi gli hanno consegnato una pergamena, per attestargli il prezioso contributo all’attività didattica”.

Classe IAi

Redazione di Istituto - IIS "Da Vinci - Galilei"

 

Commenti  

 
#1 Nicolas 2017-05-26 16:07
Ho avuto l'onore di conoscere Veshtaj , davvero una gran brava persona di degno rispetto.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI