Martedì 21 Novembre 2017
   
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“GIALLONERO DI PAESE” CON ROCCO FASANO E PALAZZO ROMANO

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2 Sono due gli appuntamenti culturali che “Palazzo Romano” donerà alla città. Questa sera, giovedì, 18 maggio alle 18.30 presso la storica sede della scuola media Losapio, in Piazza Umberto, il professor Rocco Fasano in “Giallonero di Paesericorderà l’amaro colera dell’abate Losapio, la sua figura, le sue opere, gli scritti ed i lasciti tra cui lo stesso edificio che ospiterà l’incontro.

Una delle finalità di questa operazione culturale, come sottolineato da Lucio Romano, organizzatore dell’evento patrocinato dal Comune, è gettar luce e riportare l’attenzione sull’area cimiteriale dei colerici - ben 633 nostri concittadini vittima della ferale epidemia, senza lapide né nome - attualmente in abbandono totale.

“Mi sono reso disponibile per una bonifica del sito in modo da rivalutare lo stesso unitamente alla sua memoria storica…” confessa Lucio Romano che indossa le vesti di mecenate con sempre maggior convinzione.

“Sono davvero onorato che il professor Rocco Fasano - studioso, intellettuale e grande comunicatore, raffinato uomo di studi, profondo conoscitore della storia pugliese, legato alle tradizioni linguistico - culturali di Gioia del Colle - abbia accettato il mio invito. Sarà come sempre una lezione magistrale di storia quella cui assisteremo, resa spumeggiante dalla personalità del relatore, uno dei massimi esperti di storia locale e cultore di letteratura e poesia, egli stesso poeta oltre che già Direttore didattico della Scuola Elementare "G. Mazzini" di Gioia del Colle; docente presso la facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Bari ed autore di numerose pubblicazioni accademiche, nonché di storia e di lingua locale, nonché fervente politico, militante appassionato e civico ed amministratore negli anni passati della nostra Città.

Il secondo appuntamento - “Storie di mamme” - nasce dal desiderio di condividere una esperienza germinata nella Giornata dei risvegli organizzata dalla dottoressa Antonietta Conte in collaborazione con palazzo Romano Eventi il 7 ottobre del 2016.

Ospite dell’incontro che si terrà il 22 maggio nel chiostro di Palazzo San Domenico alle ore 18.30, Maria Vaccari, presidente dell’Associazione “Gli amici di Luca” di Bologna.

Nel corso della serata Raffaella Rizzi e Lucio Romano presenteranno “Storia di Luca, ragazzino di 15 anni”, scritto da Maria e Monica Vaccari e Fulvio De Nigris.

Per l’occasione nel chiostro sarà allestita una mostra di Poesia Visiva a cura di Fabio De Cuia. L’evento è inserito nella manifestazione “Gioia Bambina” e vede tra i partner l’Associazione “Ombre”.

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Commenti  

 
#7 pulcinella 2017-05-21 08:42
Una querelle anacronistica e di basso livello. Siamo in Europa e continuiamo a vivere di piccole storie di paese. Va bene il rispetto delle tradizioni, ma di una comunità, non le storielle dei vicoli. O la celebrazione di famiglie che nella storia non hanno avuto alcun ruolo. La tradizione significa conservare la fiamma, non contemplare la cenere. Ben venga la biblioteca e Palazzo Romano sarebbe meglio che si dedichi alla cultura. Come ogni tanto gli riesce.
 
 
#6 Franco Gisotti 2017-05-20 18:22
Signor Stoppini una sua nota a margine di singoli interventi può lasciare intendere ai lettori che il contenuto possa essere rivolto all'estensore dell'intervento. Poiché io non sono opportunista. E neanche Rocco Fasano. Potrebbe indicare per cortesia a chi si riferisce.. per correttezza di informazione naturalmente.

La Redazione
Egr Sig. Gisotti, il riferimento è rivolto, come lei ha ben potuto comprendere, a tutti quelli che pur avendo a cuore il futuro della loro città, della salvaguardia della sua memoria storica e di quella dei suoi cittadini, della sua identità culturale, non sempre si ricordano di farlo ogni qualvolta si manifesti questa necessità. Tutto qui. Se non si risconosce in questa "fattispecie" perchè preoccuparsene tanto da chiedere ulteriori "chiarimenti"?
Buona continuazione di serata a tutti.
 
 
#5 Franco Gisotti 2017-05-20 15:28
La memoria di un popolo, di un popolo prof. Giannini, è altra cosa rispetto alla storia raccontata da leggi, leggine e regolamenti comunali. Ma questo gli storici lo sanno e occupano i loro spazi senza invadere quelli della memoria collettiva. La sensibilità che viene condivisa da un popolo è patrimonio dell'umanità. Non sarà mai scalfita da decisioni ammettere nistrative. Semmai ne rimarrà indignata. Io ho memoria.
Io sono indignato

La Redazione
Indignarsi per difendere le giuste cause dovrebbe essere la normalità in un popolo che ha a cuore il patrimonio storico della propria città. Lo si dovrebbe fare sempre però, non all'occorrenza. Altrimenti rischia di essere scambiato come puro opportunismo.
Buona serata a tutti.
 
 
#4 F. Giannini 2017-05-19 21:57
Mi assumo la responsabilità di aver proposto da qualche anno a diverse Amministrazioni di trovare una nuova sede per la Losapio e di utilizzare l'attuale sede di Piazza Umberto I come Biblioteca.
E questo perché in un periodo in cui le disposizioni ministeriali prevedono classi fino a 30 alunni nell'attuale sede non ci sono queste possibilità. Inoltre le anguste aule al pianterreno, che prendono luce dalle porte laterali non rispondono a requisiti igienici e di sicurezza per gli alunni.
E' vero che il Losapio lasciò tutti i suoi averi al Comune, ma " per lo stabilimento di una Biblioteca scelta ad uso dei miei concittadini e medio della stessa lo formerà la mia piccoòa Biblioteca attuale, e tre Scuole primarie di Umanità minore con insegnamento di Grammatica Italiana, e Latina, e di umanità maggiore con insegnamento di Geografia Universale, e Particolare, ed un corso di belle lettere, Poesia, ed Eloquenza, con insegnamento di Storia Universale, e particolare nel corso che durerà ogni classe, ed ogni scuola... " ( dal testamento del Losapio ).
Ma è pur vero che il Comune nel 1869 inaugura l'istituzione del Ginnasio Tecnico Municipale Losapio, a spese del Comune con le rendite del Legato Losapio. Il Comune si è sobbarcato le spese per la gestione comunale anche quando furono impiantate le prime tre classi ginnasiali nel 1898. Anche con il pareggiamento del Ginnasio nel 1908 le spese di mantenimento furono a carico del Comune; anche mel 1910 con la regificazione del Ginnasio le spese di mantenimento furono a spese del Comune. E anche con l'istituzione del Liceo comunale, poi pareggiato ed infine regificato le spese furono a carico del Comune.
Il Legato Losapio non era un pozzo senza fondo; a cause delle spese sostenute i fondi si esaurirono.
La volontà testamentaria del Losapio è stata dunque mantenuta.Trasformando l'attuale Scuola Losapio in Biblioteca si rispetta la volontà del Losapio.
Una proposta mi sentirei di fare all'Amministrazione; si potrebbe pensare di intitolare la Biblioteca anche al Losapio: Biblioteca Losapio-Angelillo.
Per chi volesse conoscere qualcosa in più su queste vicende consiglio la lettura di una mia ricerca, presente nella Biblioteca: "Dal Ginnasio Losapio al Liceo Marone ".
Spero di non aver urtato la sensibilità di qualche altro gioiese oltre quella del prof. R. Fasano!
 
 
#3 Franco Gisotti 2017-05-19 12:08
Non mi risulta che Rocco Fasano fosse amministratore a Gioia quando i lasciti che menziona la redazione non sono stati difesi. Quindi non capisco la precisazione fatta .

La Redazione
Chi vuol intendere intenda. Rocco Fasano, infatti, non centra assolutamente.
Saluti
 
 
#2 Mai più 2017-05-19 11:29
Ma intanto egr. Redazione, questa amministrazione, che tanto si vanta per le idee di apertura al sociale guarda caso ha deciso di chiudere un edificio deputato alla cultura e dal quale inizia proprio il cammino culturale dei nostri ragazzi oggi e degli uomini di cultura domani.
Quindi, l'unica cosa da fare per non deludere ancora una volta la Città e di non mortificare l'orto della cultura, è che questa amministrazione, ritorni sui suoi passi e poco per volta, adegui l'edificio secondo quanto la legge richiede. Allora dimostrerebbero questi amministratori di avere a cuore almeno un indirizzo sociale e non essere aridi, astiosi e vendicativi fino in fondo e speriamo che quanto prima, issano bandiera bianca e si ritirino senza fare ancora danni più di quanto ne hanno fatto i loro predecessori.
 
 
#1 Franco Gisotti 2017-05-19 06:46
La memoria di un paese, di un luogo, di un uomo si rispetta se, chi viene dopo e ha volontà di conservarla per ricordare e tramandarla, ne mantiene intatta l'immagine, la storia e le finalità per cui è degna di essere mantenuta. Questo è stato uno dei messaggii giunti al pubblico accorso ad ascoltare Rocco Fasano. Dobbiamo ringraziare Lucio Romano per averci dato occasione di riascoltare una dellle figure più rappresentative di quella cultura della memoria che quotidianamente viene attaccata per demolirla dalle istituzioni. Commuovente l'ultimo gridato appello alle nostre istituzioni locali,in sintesi: rispettate la volontà del Losapio di utilizzare il suo lascito alla comunità dell'edificio da lui comprato per farne una scuola di studi classici. La prima a Gioia in un periodo in cui non ce ne erano. Non cancellate la memoria. Noi ve l'abbiamo lasciata intatta. Voi cosa lascierete ai vostri figli e nipoti, una biblioteca?

La Redazione
Pienamente d'accordo sul rispetto delle volontà dei benefattori gioiesi. Peccato che le stesse non siano state difese con la stessa forza anche in un recente passato. Campetto di Santa Lucia, donazioni ex Ibab e asilo De Deo docet.
Buona giornata a tutti.
 

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