Mercoledì 22 Novembre 2017
   
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VITO ANTONIO VINCI C’È ANCORA. PASSEGGIANDO TRA I RICORDI

vito vinci

vito vinci «Fugaci giorni! A somigliar d’un lampo son dileguati» (G. Leopardi)

“12 Maggio 2017: ricorrenza della nascita di Vito Antonio Vinci e tempo di bilanci. La lungimiranza di Vito emerge sempre nei momenti in cui è avvertita la sua mancanza e in particolare nel giorno della sua nascita. Risulta inutile e poco condivisibile dai più, perché ritenuto di parte, fare l’elenco delle discrasie locali e sottolineare lo stridente silenzio sulle sue fatiche di appassionato lettore e di interprete di leggi, decreti, atti della consulta sfrontatamente ignorati.

Che fine hanno fatto il suo esempio, i suoi consigli, i suoi appelli al culto del bene comune e della democrazia partecipativa? Il sipario è calato inesorabilmente e la rappresentazione non si è più avvalsa di attori capaci di uscire dagli schemi e di recitare a soggetto senza stravolgere il canovaccio.

Ma chi era Vito Vinci? Fare il bilancio di una vita è già impresa difficile per ognuno di noi, perché richiede notevoli capacità di autoanalisi, vito vinciuna buona dose di coraggio e ragguardevole disponibilità al riconoscimento degli insuccessi e degli sbagli commessi. È ancora più arduo e difficoltoso esaminare il percorso vitale della persona con cui si è condiviso in modo simbiotico “omni tempore” tutto: l’approccio con i sentimenti, la realizzazione dei sogni giovanili, la formazione di una coscienza civile e politica, la consapevolezza della sacralità matrimoniale, l’asperità del processo educativo, le gioie della genitorialità, l’amarezza delle delusioni, il dolore delle perdite familiari e, infine , la sofferenza atroce causata dal male che, inesorabilmente, incalza e travolge gli ultimi bagliori della speranza.

Nonostante le note dolorose, mi conforta ripensare al passato e ripercorrere le tappe che hanno caratterizzato la peculiarità di una persona che ha amato sempre guardare oltre le apparenze, ha nutrito felici intuizioni divenute in più riprese concrete realizzazioni e ha manifestato apertamente la sua onestà intellettuale e morale, sia nel campo privato che in quello pubblico. Appassionato di idealità riguardanti la formazione di un consesso sociale maturo e responsabile, si è equipVITO VINCIaggiato sin dall’età giovanile, per un percorso lungo e impervio. Favorito dall’ambiente familiare molto stimolante, e incentivato dall’esempio e dalle idee del padre, esponente di spicco del Partito Socialista Democratico, ha operato la sua scelta autonoma e responsabile, iscrivendosi al Partito socialista. Cosi facendo, ha rivendicato la sua diversità di pensiero e la bramosia di mettersi alla prova, raccogliendo la sfida della crescita.

Pur osteggiato, ha proseguito il suo cammino a testa alta, senza cedere allo sconforto. L’ambiente paesano, purtroppo, non accettava la differenza di idee di un giovane virgulto, non riconosceva la diversità di un individuo autonomo e pensante. Non è venuto meno ai suoi principi, malgrado i fruscii mormoranti, anzi ha lottato tenacemente per riunificare le due sezioni del P.S.I. C’è qualcuno che lo ricorda ancora oggi? Insieme, da attivisti, di notte abbiamo affisso sui muri paesani i manifesti del partito. C’erano, allora, entusiasmo e voglia di partecipazione alla vita politica. Gli uomini, pur di diverso colore politico, dialogavano, si confrontavano e, soprattutto, si rispettavano. Nei lontani anni ottanta gli fu offerta la candidatura a sindaco, su concorde proposta dei consiglieri comunali appartenenti ai partiti più rappresentativi. La sceneggiatura era scritta, si poteva andare in sceVITO VINCIna.

Fermento e attesa animavano il paese. Gioia avrebbe avuto per la prima volta un sindaco socialista.

La prima votazione ebbe luogo, senza esito positivo e così pure la seconda e la terza per l’assenza di “qualcuno”, affetto da miopia politica. Alla fine Vito, col suo solito fair play, fece un discorsetto e ritirò la candidatura. Peccato! Non per lui, ma per il paese che non seppe cogliere la ventata di novità, foriera di progetti di crescita e di ascolto delle realtà sociali, da quelle fortunate a quelle deprivate economicamente e culturalmente. C’est la vie, dicono i Francesi. Perciò, lancia in resta occorre procedere spediti verso gli ostacoli; l’essenziale è continuare a credere in se stessi e, come Vito, non serbare rancore.

Il partito socialista è stato il suo grande amore, ma l’idillio finì con la scoperta dell’inconsistenza morale del Capo, agli antipodi del grande Sandro Pertini.

Alla delusione cocente subentrò un periodo di riflessione che sfociò nell’iscrizione alla favito vinci seminario amministrativocoltà di giurisprudenza. Si sentiva fiero e, nel contempo, emozionato nella nuova veste di studente. Seduto nei banchi universitari fruiva della compagnia dei giovani, da cui attingeva l’entusiasmo e a cui, impartiva lezioni di diritto e di democrazia. Aveva scoperto un nuovo ruolo: magister iuris.

Seguendo il dettame di Seneca: “Vindica te tibi”, ha cercato di metterlo in pratica costantemente e di far comprendere ai suoi contemporanei l’importanza del ruolo che spetta agli individui chiamati al miglioramento di sé per far parte di un tutto.

“Se uno ha perso i compiti del cittadino, eserciti quelli di un uomo” (Seneca, De Tranquillittate Animi 4,1). La morale individualistica acquista, così, valore civile e poi universale.

Il messaggio che Vito ci ha lasciato riguarda la complessità della dimensione umana e la ricerca continua dell’equilibrio interiore, fondato su sani valori e principi universali.

Cerchiamo, quindi, come famiglia di onorare la sua memoria degnamente e di trovare conforto nelle parole di S. Agostino “ColoroRosa Protino Vinci che abbiamo perduto non sono più dove erano, ma sono ovunque noi siamo”.

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 Squarci di memorie

Germogli di speranza

prendono luce in tarda età.
Soffi di vita
alimentano i ricordi del passato.
Immagini fugaci
riempiono i vuoti silenzi.
Ombre fitte e acute oscurano
le stanche menti.
Vaghi sogni sul ritorno
evaporano lentamente.
Gocce stridenti di dolore
adornano il viso distrutto.

                           Rosa Protino Vinci

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"VITO VINCI, ESEMPIO DI LIBERTÀ E PATRIMONIO DI UMANITÀ"

“Il 17 ottobre 2015, il Circolo Libertà e Giustizia, quella stessa creatura nata a Gioia del Colle per sua iniziativa, riunendo intorno ad un tavolo vecchi amici convito antonio vinci cui aveva condiviso il suo percorso di vita professionale, amicale e politico, a due mesi dalla sua scomparsa, con decisione unanime dei Soci, veniva ricostituito e intitolato alla sua memoria.

Oggi, a distanza di quasi due anni dalla sua scomparsa, in occasione di quello che sarebbe stato il suo 72 compleanno, vogliamo ricordarlo per il suo grande esempio di uomo libero e per il suo enorme bagaglio culturale, tecnico e politico che ha lasciato in eredità a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. Un patrimonio che non è andato perso.

Vito Vinci è stato un coetaneo della più bella Costituzione del mondo, quella italiana, e sempre si è ispirato ai suoi ideali di legalità e giustizia. Gli stessi ideali che in questi ultimi anni, con estrema umiltà, sono stati divulgati da chi ha continuato la sua opera con LeG, attraverso percorsi di legalità, rivolti agli studenti di ogni ordine e grado.

Con Libertà e Giustizia molteplici sono state le battaglie aspre che ha condotto per la salvaguardia del territorio e del rispetto della legge, contro la prepotenza di un potere arrogante e senza scrupoli.

Dalla raccolta firme sulle zone F ai fatti delle zone D4, dalle illegittimità edilizie allo studio del cimitero monumentale, oltre ai suoi seminari di diritto pubblico destinati alla cittadinanza attiva, sempre supportato dal sostegno e dall'amore della coraggiosa moglie che gli dava ulteriore forza.

Il tuo ricordo resterà indelebile nella mente di chi ha avuto la fortuna di condividere il tuo percorso di vita e da chi ti ha voluto bene ti giunga un unico grande abbraccio ovunque tu sia.

Ciao Vito”.

Il Coordinamento di Leg Circolo "Vito Antonio Vinci"

 

Commenti  

 
#7 m.carucci-acquaviva 2017-05-15 15:24
E' amaro constatare che la sinistra italiana è ormai priva di persone che somiglino a Vito Antonio Vinci perché anche i più insulsi cretinetti di provincia che si affacciano sull'agone hanno memorizzato il mantra della "sinistra moderna con vocazione governativa".
 
 
#6 X ricordo 2017-05-15 14:30
Ricordati che il confronto è prerogativa degli uomini. I vigliacchi invece, oltre fingersi vittime del sistema, preferiscono restare dietro le quinte a muovere i fili Dell'ingenuo di turno!
 
 
#5 LINGUAGLOSSA 2017-05-15 14:13
L'unica persona a Gioia che, con una volontà di ferro e contro tutti gli insulti di certi notabili, ha posto seriamente, all'attenzione dell'opinione pubblica, il grande problema della speculazione edilizia a Gioia ! Poteva dedicare il suo tempo altrove ma la sua grande voglia di dare un contributo alle buone sorti del nostro paese lo hanno spinto alle grosse fatiche che, alla fine, gli hanno dato ragione ! Purtroppo, la nostra giurisprudenza è così convulsa e opinabile, che nonostante tutte le sentenze che hanno sanzionato i proprietari degli immobili siti nelle zone "F", non è successo nulla ! Ma il carissimo maestro ha avuto, come ho deto prima, il grande merito di aver sensibilizzato la nostra comunità su questo grosso problema. Sugli intrecci che spesso ci sono nel nostro paese, tra gli immobiliaristi e i costruttori ! Grazie maestro !
 
 
#4 Niki 2017-05-15 13:11
Nemmeno ai morti è consentito riposare in pace. Tutto è utile per tirare nella strumentale polemica politica e non... Il silenzio è la preghiera gioverebbero di più all' anima del caro estinto...

La Redazione
Perchè, è scritto da qualche parte il divieto di ricordare i propri cari? Di cosa si ha paura? Dei defunti o del ricordo di ciò che gli stessi hanno rappresentato in vita?
Buona giornata, a tutti.
 
 
#3 Ricordo 2017-05-15 09:42
Ricordo durissimi scontri tra Lamanna e Vinci, su facebook.
 
 
#2 Basito 2017-05-14 21:40
Lontano dagli occhi lontano dal cuore. Qualche egregio politico dell'attuale maggioranza dovrebbe ringraziare il professor Vinci per la vittoria elettorale. Che almeno avessi imparato qualcosa di quello che il professore ti ha spiegato... non saremmo a questo punto!
 
 
#1 m.carucci-acquaviva 2017-05-14 18:57
Un grande cittadino, un uomo vero, dalla schiena dritta, in difesa sempre degli interessi di cui i politicanti non si occupano, fustigatore dei traditori di ideali. Seppe sempre sbugiardare e scoperchiare i sepolcri imbiancati pronti a tutto per una paghetta. Quando rivedremo figure di questa levatura a Gioia ed Acquaviva? Lo venero perché, all'accomodamento e al pappa e ciccia dei tempi moderni preferì la solitudine amara dei veri uomini.

La Redazione
Una solitudine di cui era ben consapevole ma pur sapendolo ha preferito continuare per la sua strada. Così come era consapevole che molti di quelli che lo "attorniavano" erano interessati alle cosenguenze che il suo fare e dire, oltre che denunciare, avrebbe comportato per il loro futuro politico.
Buona serata a tutti.
 

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