Mercoledì 22 Novembre 2017
   
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“NON SAPEVO FARE LA VALIGIA”. TEATROLAB 2.0 - CHIÈDISCENA

la ragazza con la valigia

la ragazza con la valigiaMorte e ingiustizia sono stati il fil rouge dei due spettacoli proposti nel terzo matinèe del Festival internazionale TeatroLab 2.0 - Chièdiscena venerdì 21 aprile al Teatro Rossini.

Non sapevo fare la valigia” dell’associazione culturale “La Gilda dei Guitti” di Frascati (RM) e “Lea - nella pelle delle donne” del liceo scientifico “G. Salvemini” di Bari hanno proposto due spettacoli diversi nei contesti - femminicidio il primo, mafia il secondo - in cui tuttavia sono protagoniste le donne e l’urlo disperato di giustizia contro le loro ingiusti morti.

Nel primo spettacolo appaiono delle ragazze sedute sulle valigie che si raccontano entusiaste, sprizzanti di vita ed innamorate; un amore che presto evolve malato attraverso i segni di violenza interpretati con maestria dal potere dei gesti e dei silenzi.

Il rossetto che sporca il viso simboleggiando il sangue dell’orrore perpetrato, quindi la morte della donna, Chiara, - interpretata ad unisono da tutte le protagoniste - che chiude il cerchio di una storia d’amore come tante mai natnon sapevo fare la valigia teatrolaba perché vissuta sola a senso unico dall’una e con ossessione e malattia dall’altro.

Al termine dello spettacolo le ragazze sorreggono quattro cartelli in cui spiegano il puzzle costituito da volti di donne alle loro spalle: “Queste sono alcune donne vittime di femminicidio del 2016, aiutateci a smettere di fare questo spettacolo”.

Immagini potenti e commoventi a cui non servono commenti ma sane riflessioni e soprattutto educazione al rispetto dell’altro. Interessante anche il secondo spettacolo in cui gli studenti del “Salvemini “hanno portato in scena la storia di Lea Garofalo, vittima della ‘ndrangheta. Un altro tema scottante, trattato tantissime volte nell’ambito di manifestazioni sulla legalità contro la corruzione e la violenza delle mafie ma mai abbastanza. L’interpretazione dei ragazzi insieme alle scenografie hanno garantito un altro spettacolo di grande qualità, impatto visivo ed emozioni. Un teatro che attraverso questi due spettacoli particolarmente commoventi, diventa officina educativa non solo per i ragazzi ma anche per gli adulti, affinché certi temi non cadano nell’indifferenza e non ci siano altre Chiara o Lea a pagare con la morte la sola ed unica colpa d’aver amato la persona sbagliata.

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