Martedì 21 Novembre 2017
   
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BIANCA SORRENTINO. “MITO CLASSICO E POETI DEL ‘900”

bianca sorrentino

chiara sorrentino “Chi è privo di un mito è un uomo che non ha radici”, scriveva ai primi del Novecento lo psicanalista ed antropologo svizzero Carl Gustav Jung, padre della psicologia analitica, a proposito degli archetipi sui quali fonda l’inconscio collettivo. “Il mito è il fondamento della vita, lo schema senza tempo, la formula secondo cui la vita si esprime quando fugge al di fuori dell’inconscio” faceva eco Thomas Mann, e si potrebbero citare altri. È singolare come il “secolo breve”, in cui il progresso scientifico e tecnologico ha fatto registrare la più importante accelerazione nella storia dell’umanità, abbia poi segnato nell’arte, nella letteratura e nella poesia una svolta epocale in direzione proprio del recupero del mito, una dimensione che per secoli era stata abbandonata in favore dell’idea, della ragione. E per secoli l’immagine e la parola dovevano semplicemente descrivere e raccontare la realtà fisica, le verità razionali e naturalistiche. Una funzione didascalica, più spesso celebrativa di categorie di valore. La santità, la giustizia, la potenza politica e militare del “principe”, la natura, la bellezza, la bontà, e così via. Ma agli inizi del Novecento la cesura è operata dalle Avanguardie storiche. In un contesto di grandi cambiamenti sociali e di spinte rivoluzionarie, queste rifiutano il ruolo di fedele rappresentazione della realtà naturalistica per orientarsi a creare una nuova ed “altra” realtà. All’immagine sostituiscono la “visione”, alla verità fisica sostituiscono la verità dell’arte e della parola. Alla verità degli occhi, la verità della mente e dell’anima. Ne discende il recupero del mito, nella visione e nella parola, quale possibilità di spiegare l’inspiegabile, assioma che ha poi caratterizzato tutto il secolo artistico e letterario e prosegue nella contemporaneità del nuovo secolo. Il quale affronta, per usare le parole del titolo di una grande mostra d’Arte del 2016, “altri tempi, altri miti.”

Bianca Sorrentino, giovane letterata barese, muove le sue ricerche all’interno di questo perimetro filtrando la produzione poetica del Novecento ed estrapolando quelle esperienze che hanno attraversato il mito classico, riscoprendone fascinazioni e significati. Nasce così, per i tipi di Stilo Editrice, il libro “Mito classico e poeti del ‘900”, un’opera approfondita in cui l’impianto analitico dello studioso non astrae verso un “value” puramente intellettuale ma attualizza, percorrendo i codici interpretativi di autori del Novecento, il significato del mito come paradigma esistenziale. Perché, come già ebbe ad affermare Corrado Augias, “la mitologia delle varie popolazioni è un formidabile aiuto per la comprensione dei meccanismi psichici che muovono gli individui e le stesse collettività; per noi europei è molto importante la mitologia dei greci, un complesso sistema di miti, favole e tragedie nelle quali sono evocati i principali nodi della psicologia e degli affetti umani.” L’opera della Sorrentino si colloca in questa direzione.

È un libro molto interessante che, illuminando a volte situazioni mitologiche meno note, aggiunge all’approccio selettivo lirico e stilistico l’individuazione di temi che non riguardano solo l’indagine poetica. Focalizza Autori che hanno elaborato visioni attorno a quei temi nodali che ancora oggi avvincono psicologi, storici, sociologi e gran parte delle arti visivchiara sorrentinoe. L’immenso Bertolt Brecht, padre nobile della cultura contemporanea. Maria Luisa Spaziani, allieva ed erede di Montale stimata da Eliot e da Sartre. Jorge Luis Borges, che della malinconia e dei dubbi esistenziali fece sarcastica poesia. Pier Paolo Pasolini, quale poeta cantore del mito che rinasce nel vitalismo carnale degli umili. Cesare Pavese e Sylvia Plath, che alla vita opposero l’estremo rifiuto. Alda Merini e Pamela Spiro Wagner, in cui il genio letterario si intreccia alla follia. E poi Ritsos, Kavafis, la Szymborska e tanti altri. Un intuito, quello della Sorrentino, che testimonia di una spiccata sensibilità contemporanea coniugata ad una preparazione impeccabile. Un approccio nuovo alla declinazione antropologica del mito.

È un libro attuale, perché si innesta a segnali di rilancio della poesia che in qualche modo si avvertono nei lettori, in un contesto che fa sperare nel superamento della banalizzazione culturale che ha afflitto il recente passato. In tal senso è da sottolineare il ruolo dei piccoli editori che propongono poesia di qualità, laddove la grande editoria è molto restia ad investire sulle nuove proposte, per motivi di cassa. Ma l’attualità dei temi trattati dilaga nell’Arte Contemporanea, attraversata dal verso e dal mito dentro le installazioni e le performances di un’arte ormai totale che traccia la linea dell’indagine visiva.

È un libro gradevole da leggere ed attrae l’attenzione del lettore al pari di un romanzo, grazie sì ad una scrittura molto curata nello stile e sorvegliata nelle spinte estetizzanti, ma ancor più per le dinamiche esistenziali e relazionali che sviluppa, presentando il mito quale tessuto connettivo di una vicenda umana le cui contraddizioni sono ben lontane dall’essere risolte, e che anzi la società postmoderna enfatizza.

Ma è soprattutto un libro sulla Poesia, di cui traccia non soltanto le linee introspettive ed intimistiche. Ci sono le significazioni profetiche della Poesia e quelle militanti, avverso sistemi oppressivi di potere oppure avverso omologazioni dettate dalla cultura dominante. Orizzonti che il Novecento ha saputo aprire e che la Sorrentino ha colto nella loro essenza universale ed attuale. Perché, come lei stessa afferma con straordinaria purezza, “di fronte a qualsiasi reductio ad unum, si staglia la notte incorruttibile della Poesia, che non può essere scalfita neanche dalla volgarità di chi è convinto di poter strangolare la libertà di pensiero.”

Giuseppe Scaglione

Per la rassegna “Inchiostro di Puglia 2017”, grazie alla iniziativa di Palazzo Romano Eventi con il Circolo Arci Lebowki e il patrocinio del Comune, il libro sarà presentato lunedì 24 aprile, alla presenza dell’autrice, a Gioia del Colle, alle ore 20.30 nel Chiostro del Palazzo Municipale.

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