Martedì 21 Novembre 2017
   
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“SOFFI DI NUVOLE” DI GRAZIA PROCINO AL ROSSINI

soffi di nuvole libro poesie grazia procino

soffi di nuvoleSoffi di nuvole” è l’esordio in versi di Grazia Procino, in una sorprendente commistione di ideale e reale, una prova poetica densa di riferimenti colti e letterari, un viaggio acronico nell’interiorità del sentire umano, scevro di ogni sentimentalismo o ripiegamento inte­riore. La narrazione in versi è finalizzata alla ricerca di una verità che appartiene a tutti e che ci pone di fronte a ciò che appare, alle maschere quotidiane, al rischio contemporaneo della non-vita, reale e incombente nel momento in cui la parola perde il suo più intimo signi­ficato”.

Si apre così la prefazione della scrittrice e poetessa Vincenza Fava alla silloge “Soffi di nuvole”, divisa in tre sezioni: la prima dedicata “Alla Grecia”, la seconda “Nugae varie”, la terza “Bozzetti”, una piena immersione nella quotidiana contemporaneità. Tutte le sezioni sono il risultato di un particolare punto di vista sulle cose, una visione del mondo analizzato nelle sue componenti umane e valoriali, uno sguardo “poetico” che da individuale passa a coinvolgere il plurale, il “noi” di una comunità reale e ideale. Infatti, ogni persona trova un senso civile, a cui l’autrice è molto legata, perché crede fermamente nel valore dell’uomo-civis, nella relazione con l’Altro da sé e con le istituzioni; è grazie a queste relazioni che si scopre e si confronta, si mette in discussione, lima e matura la sua sostanza di essere umano. Sono questi aspetti di civile riflessione che la parola recupera, ma non solo. I rovelli interiori, i tormenti, le inquietudini sono passate al setaccio, denudate in un gioco-percorso di intimo scandaglio che conduce a conseguenze di consapevolezza lucida e piena.

La poetessa conclude la sua opera con i versi di Ghiannis Ritsos “Eppure - chissà - là dove qualcuno resiste senza speranza, è forse là che inizia la storia umana, come la chiamiamo, e la bellezza dell’uomo…” ed alcune riflessioni sulla visione poetica delle cose.

“Nell’avventura umana che ho scelto di vivere, in una fase inter­media, la visione poetica delle cose, forse da sempre in me, si è fatta concreta materia poetica, la scrittura ha composto uno stato di gra­zia e di dolce equilibrio che mi ha inondato di positività. Le letture depositate hanno germinato parole e versi, sogni e orizzonti inso­spettabili. Mi sono ritrovata nel pensiero di Mario Benedetti sulla semplicità:“La semplicità è una delle virtù più complicate di questo mondo. Nella semplicità gli uomini e le donne si proteggono, si comprendono, si consola­no. Nella complessità, invece, si guardano con diffidenza e rancore”.Io sono partita dall’uomo e giungo, dopo un viaggio, non indolore ma sempre stupefacente, all’uomo. Nel mio percorso ho eliminato e smussato angoli di ruvidezza e di antipatia verso la realtà e gli altri; è come se avessi sperimentato i versi di Tomas Tranströmer:“Stupendo sentire come la mia poesia cresce/ mentre io mi ritiro”.

Nonostante o grazie alla mia persona, la poesia si è fatta strada.

I miei ringraziamenti vanno ai poeti ascoltati, attraversati, vissuti, sentiti e amati; ai classici, la cui voce è entrata dentro di me; agli ami­ci che hanno tenuto in considerazione e letto i miei versi e sostenuto la mia ricerca; a tutti coloro che mi hanno consentito di non fare della vita “una stucchevole estranea”.

La presentazione dell'autrice e dell’opera, a cura di Dalila Bellacicco, avverrà sabato, 8 aprile alle 19.00, nel foyer superiore del teatro Rossini. Luca Cardetta e Miriam Cianciotti coordinati dall’associazione “Ombre” cureranno la lettura delle poesie.

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Commenti  

 
#1 Aldo Liuzzi 2017-04-07 17:59
Spero di esserci!!
 

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