Mercoledì 22 Novembre 2017
   
Text Size

La storia del brand Pirelli

Dai velocipedi alla Formula 1. Ecco raccontata l'evoluzione di un marchio storico.

Dall'intuizione ed esperienza di Giovanni Battista Pirelli, 140 anni fa nasceva a Milano una delle (non poche a dir la verità) aziende italiane destinate a darci lustro in tutto il mondo. Specializzata nella lavorazione e distribuzione di prodotti petroliferi, Pirelli si è da subito distinta per l'abilità tecnica dei propri artigiani e per una straordinaria capacità di innovare. Una caratteristica che rimane ancora oggi il fiore all'occhiello dell'azienda e che le è valsa numerosi premi. L'ultimo, solo in ordine di tempo, nel 2016 quando l'Associazione Italiana per la Ricerca Industriale ha premiato con il prestigioso Oscar Masi il “Prototipo CVA: Controllo Visivo Automatico del pneumatico” Pirelli, un sistema che mette insieme visione artificiale, automazione e tecnologie innovative per una verifica sempre più scrupolosa e impeccabile del prodotto finito.

Ma Pirelli, attualmente guidata da Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato e vice presidente, è molto più di questo. Ripercorriamo brevemente la storia del brand cercando di scoprire i segreti di un'azienda così longeva.

Quando, nel 1888, John Boyd Dunlop inventò lo pneumatico per biciclette, cambiò non solo il livello di comfort per l'utilizzatore del mezzo, ma anche il futuro di Pirelli. È in questa circostanza, infatti, che Giovanni Battista Pirelli decise, in collaborazione con un'altra azienda milanese di tutto rispetto, la Bianchi, di lanciarsi nel mondo degli pneumatici per velocipedi. La produzione di gomme per bicicletta ebbe così tanto successo da rendere necessaria l'espansione degli stabilimenti Pirelli. Nello specifico, nacquero nuove fabbriche in zona Bicocca, riconvertita nella seconda metà del 1990 in una splendida area residenziale, con scuole, punti di aggregazione, teatri e musei.

Oltre a espandersi nel territorio Lombardo, Pirelli volò fuori Italia per realizzare uno stabilimento in Spagna.

Nel giro di pochi anni la leadership di Pirelli in questo specifico settore di mercato divenne indiscussa. È datata 1922 la sua quotazione in borsa, mentre è del 1927 la produzione del primo pneumatico sportivo, il SuperFlex Stella Bianca. Uno pneumatico così rivoluzionario, da essere tutt'oggi al centro delle attenzioni di molti collezionisti, i quali ricercano, online o ai mercatini, il materiale pubblicitario, le immagini e i listini relativi a questo pneumatico.

L'uscita del Superflex Stella Bianca segna anche il consolidamento fra Pirelli e il mondo delle competizioni sportive, un legame che oggi è arrivato al suo 110° anniversario e che non è mai stato così felice.

Negli anni '50 Pirelli ebbe modo di svilupparsi maggiormente nel settore che è sempre andato in parallelo a quello degli pneumatici: quello dei cavi telegrafici e sottomarini.

Questi sono anche gli anni della nascita del famoso, e sempre fascinoso, Calendario Pirelli ma, soprattutto, del passaggio di consegne fra il fondatore dell'azienda e il nipote, Leopoldo Pirelli, un uomo altrettanto illuminato e innovativo. Leopoldo Pirelli fu il primo, infatti, a parlare pubblicamente di cosa significasse essere un imprenditore, di quelle che fossero, secondo lui, le 10 regole d'oro per diventare un uomo di successo, di come condurre affari e aumentare il fatturato; ma parlò anche di come interagire con le altre persone e con i propri dipendenti. Negli anni degli scioperi e delle rivoluzioni, Leopoldo Pirelli parlò a tutti di etica, umiltà e rispetto, conquistando il mondo con il suo garbo, la sua cultura ed eleganza.

I tedeschi lo chiamavano "l'italiano serio", ma, ciononostante, non gli permisero di effettuare la scalata al gruppo Continental che aveva pianificato. Per questo, dopo aver involontariamente causato un rilevante danno alle casse Pirelli, nel 1999 Leopoldo si dimise e lasciò che al suo posto subentrasse il genero, Marco Tronchetti Provera.

Con Tronchetti Provera si apre un nuovo capitolo per Pirelli, quello dei giorni nostri. Un capitolo fatto di tagli e modifiche tese a recuperare l'ammanco economico subito e che, grazie alle ottime capacità manageriali di Tronchetti Provera, è davvero breve.

Negli anni successivi, grazie agli introiti ottenuti dalla cessione di alcuni rami minori di azienda e dal fortunato avvio dei progetti di tipo immobiliare, Pirelli riesce a trovare le forze e le risorse necessarie per immettere nel mercato una gamma completa di nuovi e prestanti pneumatici per veicoli di piccola, media e grande cilindrata. Inoltre, apre altri stabilimenti all’estero, stabilimenti nei quali Pirelli continua a investire tutt’oggi.

Nessuna modifica, invece, nella filosofia e nello stile di conduzione aziendale. Tronchetti Provera sposa da subito, per credo e per predisposizione naturale, le linee guida di Leopoldo Pirelli, continuando a farsi promotore non solo del concetto di innovazione ed eleganza, ma anche di quello di responsabilità civile e di altruismo. L'azienda italiana è, infatti, sempre molto impegnata in attività a sostegno alle persone e delle aziende in difficoltà, oltre che in manifestazioni e mostre dedicate alla cultura. Questo anche successivamente alla vendita, avvenuta nel 2015, di una parte di quote a ChemChina, un'azienda orientale da 36 milioni di euro di fatturato.

Ad oggi i progetti di Pirelli sono molti e tutti ambiziosi. Fra questi, l'apertura di ulteriori stabilimenti all'estero, nuovi pneumatici per la Formula 1 e il ritorno, nel 2018, in borsa.

In attesa di poter ammirare il risultato di queste operazioni, Pirelli aspetta tutti a Settimo Torinese dove, fino al 1 maggio 2017, è possibile ammirare una mostra fatta di immagini, che celebra i primi 140 anni di successi dell'azienda.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI