Sabato 18 Novembre 2017
   
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“CONTEMPORANEAMENTE” A SPAZIO UNOTRE CON PINO SCAGLIONE

Pascali,

PISTOLETTO 2 In attesa di “ContemporaneaMente”, conversazione sull’arte contemporanea fortemente voluta da Mario Pugliese il quale giovedì, 2 marzo, alle ore 20, invita tutti gli appassionati di arte e non solo a Spazio UnoTre, in via Barba 13, incontriamo Pino Scaglione, cui è stato chiesto di condividere - alla luce della sua esperienza di critico e delle tante e significative frequentazioni con chi quest’arte l’ha creata - le sue conoscenze e creare correlazioni su questo argomento.

Conversazione per altro interattiva, che vedrà il pubblico presente “protagonista”, pronto ad intercettare provocazioni e mettersi in gioco con riflessioni spesso sorprendenti.

Accanto a Mario che ha ideato la locandina e Pino gli amici di sempre. Uno per tutti Alessandro Capurso “near culture”con il suo nuovo brand “Events of Art”, un’idea targata Studio Graphica per sostenere progetti di arti visive, fotografia, pittura, scultuira, poesia e letteratura.

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Torniamo a parlar di arte cscaglioneontemporanea e non solo… Una piccola anticipazione sulle sorprese che ci riserverà questo incontro?

“Non so se può essere definita una sorpresa, ma di sicuro non potrà emergere una definizione di arte contemporanea che sia assoluta e universale, quasi fosse uno slogan. Le declinazioni sono tantissime e qualche volta persino in contraddizione tra loro. Inoltre, ci sono esperienze che se osservate con un approccio semplice e immediato sembrano addirittura non aver niente a che fare con l’arte. Attenzione, però: un approccio “complesso” non significa la necessità di una cultura tanto vasta e profonda. In realtà per “accogliere” l’arte del nostro tempo è più che sufficiente un livello medio di cultura, ma che sia cultura, non semplice conoscenza o erudizione. Poi bisogna spogliarsi dei pregiudizi estetici trasmessi dall’ambiente sociale, e questo è molto difficile quando si ha un vissuto personale. Altra condizione è quella di non considerare l’arte come un mondo a sé stante, fatto di canoni di bellezza, ma piuttosto come il portato della storia, e della storia del pensiero. Da qui la stretta correlazione dell’arte moderna e contemporanea con la storia, la filosofia, la musica, la letteratura e tutte le altre strade attraverso le quali la mente umana va alla ricerca della verità. Nella dimensione contemporanea non è più nella “bellezza” ma nella “verità” che risiede il valore dell’arte. Verità che non raggiunge se non attraverso la convergenza di tutte le discipline umanistiche. Occuparsi - da critico o da spettatore non importa -, di arte contemporanea, significa studiare questa correlazione, ma anche quella tra il codice comunicativo dell’opera d’arte e la reazione interpretativa del pubblico. Non a caso il nome che ho dato al mio blog, che si occupa di contemporaneità, è proprio “Correlazioni - Arte & Cultura”.”

ContemporaneaMente… una creatura che si colloca nel perimetro di una “contemporanea” riflessione oppure provocazione?

“Entrambe. È una “creatura” che seguirà il mood dei temi che affronterà. Quando si parlerà di esperienze artistiche che della provocazione hanno fatto il loro codice comunicativo, un esempio per tutti Piero Manzoni, sarà anche provocatoria. Ma la riflessione comune sarà un dato costante sempre. Vedi, quando Mario Pugliese, per la cui figura di artista ho una stima ed una considerazione notevoli, mi ha proposto di curare questa serata - e le altre che eventualmente seguiranno - ho accettato volentieri proprio perché si tratta di “conversazioni”. Ovvero la ricerca comune di un valore ontologico ma anche relazionale ed umano. Attraverso la comune riflessione, partendo ciascuno dalla propria esperienza e dalla propria cultura. L’intento è arricchirsi di valore, andare avanti, anche di un solo centimetro ma avanti, sulla strada delle verità della mente. Per questo non avrà tanta importanza la quantità dei partecipanti ma piuttosto la qualità. Non si tratta di spettacolo ma di fare cultura. Io stesso ho l’aspettativa di crescere, di acquisire valore dalle riflessioni che verranno. Non ho nessuna intenzione di fare lezioni bensì di stimolare il dialogo. Gioia ha delle belle menti, spero davvero di arricchirmi delle loro riflessioni. Non mi occupo di arte per vivere, ho un lavoro interessante per questo, ma solo per passione e per la soddisfazione di crescere.”

Parliamo allora un po’ di te. Dell’arte contemporanea cosa ami e cosa no?

Le opere d’arte le amo tutte. Quelle di arte moderna e contemporanea ancora di più. Sia che raccontino l’elegia delle forme e dei colori come in Mirò, sia che stupiscano i sensi con l’armonia e la purezza assolute come in Malevic, Kandinsky e Mondrian, sia che feriscano gli occhi come in Rauschenberg, Hartung o Fautrier, sia che afferrino le viscere come in Burri, sia che aprano altre e ignote verità come in Pistoletto, Kounellis e Pascali, sia che offrano uno specchio nel quale si riflette la condizione esistenziale della nostra società come in Pollock, Warhol e Rotella. Come vedi ho accostato tra loro esponenti di stili e correnti diverse, accomunati non dallo stile del linguaggio visivo ma dai contenuti di verità alla ricerca dei quali si sono messi in cammino. Anche quelli che non ci sono più camminano ancora con le gambe degli artisti che hanno raccolto e reinterpretato il loro messaggio. Per quanto lontana possa sembrare la loro poetica, come la street art di Bansky. Non amo tutto ciò che non è verità, ma invece mero impulso commerciale. Non amo ciò che inganna lo spettatore, approfittando della oggettiva difficoltà del grande pubblico di annettere valore ai linguaggi visivi contemporanei. Siamo sinceri, non è facile capire se davanti ad una installazione siamo in presenza di arte o meno.”

In quale opera ritrovi parte di te e con quale artista ti senti più in sintonia? Perché?

“Io, ma anche tu e tutti gli altri, trovano parte di sé in tutte le opere d’arte, nessuna esclusa. Forse, se tutto andrà come spero, non me lo chiederai più al termine della serata. C’è una sola condizione però, che non guardiamo solo con gli occhi. Che l’immagine di ciò che è davanti a noi non si limiti ad impressionare la retina, ma raggiunga la mente, l’anima. O il cuore. Mentre rispondo a te mi viene in mente la bambina col palloncino a forma di cuore di Bansky. Chissà perché. Non c’è solo un artista con il quale mi sento in sintonia. Diciamo che sono molto legato a tutto il fermento che negli anni settanta portò Roma a diventare cuore pulsante della cultura europea, grazie alla mitica Palma Bucarelli ed al grande Toti Scialoja. Ceroli, Kounellis, Pascali. Ma non solo, e penso al milanese Mario Merz, al piemontese Michelangelo Pistoletto e a tanti altri. Se invece non parliamo di “sintonia” ma di commozione allo stato puro allora uno solo: Joan Mirò.”

Quando questa contemporaneità diverrà passato, cosa resterà?

“La risposta è nelle sale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, che la brava direttrice Cristiana Collu ha recentemente arricchito di arte contemporanea. Visitatela, ne vale davvero la pena. Poi, per chi può, nelle sale del MoMa, dei Guggenheim di Venezia e NY e così via. Non voglio eludere la domanda ma di questo ne parleremo nelle conversazioni, se avranno un seguito.”

Una collettività ed una Amministrazione illuminate come potrebbero sostenere e promuovere l’arte contemporanea?

“Francamente guardando a quello che accade in Italia e nel mondo, ho la sensazione che al contrario siano l’arte e la cultura a “sostenere” le amministrazioni. Capisco che detta così è un’iperbole. Ma analizzando uno ad uno i (pochi in realtà) casi di “eccellenza” nello sviluppo culturale si osserva che il ritorno in termini di vantaggi è di gran lunga superiore agli investimenti. Basta un giro su Internet per rendersene conto, a patto che lo si voglia. Cosa fare? Evitare accuratamente le erogazioni “a pioggia”, frammentate verso la miriade di associazioni, gruppi, comitati eccetera, a volte sorti con lo scopo di intercettare contributi e finanziamenti. Per “fare” cose buone occorrono sì le risorse economiche, ma meno di quanto si creda. Quello che conta è invece avere un progetto serio, di ampio respiro e concentrare gli sforzi sulle opportunità che hanno le qualità per “restare”. Capisco che è difficile dire di no a tutte le mani tese che poi sono le stesse che infilano le schede nell’urna, ma se si vuole attivare un circolo virtuoso di reciproco sostegno tra una collettività ed il suo sviluppo culturale occorre puntare sulla qualità. Se quello che va sotto il nome di “sottocultura” si consolida in rendite di posizione, nicchie di autorefenzialità difficili da smontare e primogeniture varie, lo sviluppo culturale va a farsi friggere. Con grande gioia proprio di quella sottocultura che si radica ancora di più impedendo alle potenziali eccellenze di crescere. Alibi non ce ne sono, perché ai nostri tempi non è difficile individuare la qualità. Per esempio a Gioia, perché la tua domanda è lì che andava a parare, mi sembra che le figure di qualità non manchino. Per quanto possa valere la mia opinione, visto che me la chiedi devo dire che ne conosco molte.”

Cosa è per te “arte” e cosa non lo sarà mai?

“Questa è una domanda facile, che ti ringrazio di aver lasciato per ultima. Ricerca della verità esistenziale di cui ciascuno è portatore. Gioia, sofferenza, dubbio, attesa, dolcezza, disperazione, rabbia, e tutto ciò che è connaturato alla condizione umana. Il resto è fuffa.”

Commenti  

 
#1 pulcinella 2017-03-03 20:26
Queste sono le iniziative di cui il paese ha bisogno. Bravo Mario Pugliese, ancora una volta animatore di vera cultura.
 

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