Mercoledì 22 Novembre 2017
   
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INTERESSANTE INCONTRO TRA LICEALI E ANNA TILDE INGROSSO

anna ilde ingrosso

anna tilde ingrosso al liceo Venerdì 17 febbraio il Liceo Classico “P.V. Marone” ha ospitato Anna Tilde Ingrosso redattrice del mensile “Millionaire”, nonché autrice di numerosi gialli, noir e romanzi per ragazzi ed è proprio il suo secondo romanzo per ragazzi “Il sogno di Anna” edito da Feltrinelli, che la giornalista ha presentato agli studenti gioiesi.

Anna è una quindicenne con la passione per la lettura e la scrittura, decide di iscriversi ad un corso di giornalismo nonostante il parere poco favorevole dei genitori e lì si trova in una classe eterogenea, lei è la più giovane. Si troverà a confrontarsi per la prima volta con adulti che non sono i suoi genitori o insegnanti di scuola, un giorno il professor Markus assegna ad ogni corsista un giornalista famoso sul quale documentarsi, alla protagonista capita la giornalista Anna Politkovkaja, uccisa dieci anni prima perchè oppositrice del regime di Putin. Anna si appassiona e apprende le basi del giornalismo, la vita continua tra famiglia, amiche, un ragazzo che la conquista e una scelta tra un rapporto a cui tiene e i principi in cui crede.

Dopo l'introduzione della prof.ssa Grazia Procino che ha dialogato con l'Ingrosso, i virgiliani sono stati protagonisti di un interessante ed apprezzato fuoco di domande e curiosità rivolte all'autrice. Così a chi chiede cosa consiglierebbe a noi sognatori, l'Ingrosso risponde innanzitutto ringraziando per la domanda e confidando di aver frequentato anch'ellaanna tilde ingrosso il Liceo Classico e si dice convintissima dell'importanza della conoscenza delle cosiddette “lingue morte”, greco e latino, per la nostra forma mentis. Greco e Latino sono la base di tutto, la loro conoscenza aiuta: “vi darà una sicurezza maggiore, inoltre – continua l'Ingrosso - saper scrivere in maniera efficace serve a tutti”. Ricorda poi che quando lei era ragazzina, la scelta del liceo le è stata quasi imposta dalla famiglia, ora i ragazzi sono indipendenti e decidono autonomamente: “fate che la vostra scelta sia la migliore”.

A chi le chiede perchè ha scelto di raccontare la storia di Anna Politkovkaja, l'autrice risponde: “volevo raccontare un personaggio che possa essere d'esempio per voi ragazzi”, a chi le chiede poi perchè ha scelto che la classe del corso di giornalismo fosse formata da persone di età differente, la scrittrice risponde: “l'arte di scrivere si può imparare anche quando non si è più giovani, per saper scrivere è necessario saper ascoltare, soprattutto quando si fa un'intervista”.

Quali sono i modelli di Anna Tilde Ingrosso? “Scrivendo per un mensile economico, il mio punto di riferimento è il mio caporedattore che mi ha insegnato le basi fondamentali del saper scrivere: è fondamentale oggi che l'informazione è anche intrattenimento (infotainment)”, la giornalista crede in un giornalismo di 'servizio', un giornalismo che da qualcosa di utile a chi legge.

Una studentessa, affascinata dall'atteggiamento volitivo di Anna che definisce controcorrente per i giovani di oggi, chiede consigli, la scrittrice risponde: “la passione che metti nelle cose fa la differenza, unita al tempo e alle motivazioni” oltre all'essere messo nelle condizioni di poterlo fare. L'autrice poi consiglia: “un ottimo punto di partenza è sicuramente il riconoscere i propri punti deboli ed orientarsi verso quello che più vi piace, le scelte di oggi – continua la scrittrice – condizioneranno il vostro futuro” per questo invita i ragazzi sin da adesso a “fare la differenza” e soprattutto a non essere troppo severi con se stessi.

Tra le preferenze letterarie dell'Ingrosso “Il ritratto di Dorian Grey” di Oscar Wilde, “La finestra sul cortile” di Cornell Woolrich che ha ispirato l'omonimo film, “La sposa era in nero” dello stesso Woolrich che: “nonostante la sua vita molto tormentata riesce a trasmettere quella poesia e quella dolcezza che la vita non gli ha dato” e la stessa Anna Politkovkaja. L'autrice consiglia agli studenti di documentarsi da fonti certe, diffidando da Wikipedia e simili, confrontaanna tilde ingrosso al liceondo per avere più spunti di riflessione.

La prof.ssa Procino interviene ricordando che in Italia c'è un associazione dedicata alla giornalista russa uccisa per essersi schierata platealmente contro il regime di Putin, denunciando i crimini ai danni di civili ceceni, si tratta di “AnnaViva” fondata dal giornalista Rai Andrea Riscassi, affinché restino vivi i valori per cui Anna ha vissuto, “come associazione - ricorda l'autrice - hanno combattuto affinché le fosse dedicato un giardinetto a Milano e un albero nel Parco dei Giusti a Monte Stella: “è difficile portare avanti queste battaglie” afferma l'Ingrosso.

Una studentessa chiede all'autrice se c'è qualcosa in Anna che le assomiglia: “la grande passione per la scrittura, un atto altamente creativo che fa sentire liberi di esprimersi con una modalità più meditata e più profonda, che resta a differenza delle parole”, altro aspetto che l'autrice ha in comune con la protagonista è l'entusiasmo nel fare le cose. A chi chiede consigli sul rapporto con i genitori, l'autrice risponde affermando che il rapporto genitori-figli è molto complicato, ma è importante che ci sia una comunicazione chiara: “piuttosto che dare qualcosa per scontato esplicitiamola, fa la differenza, non tenetevi le cose dentro, parlatene” consiglia l'Ingrosso.

Per il professor Leopoldo Attolico “Il sogno di Anna” offre grandi elementi di orientamento per i ragazzi, inoltre, raccontando di un personaggio storico, punto di riferimento della professione giornalistica ma che purtroppo non gode di molta notorietà, “dà la possibilità agli studenti di incrociare sul proprio percorso una donna con un'importante idea di libertà”. Attolico associa il coraggio della Politkovkaja a quello di Borsellino, ricordare queste figure vuol dire che non sono morte inutilmente e ringrazia scrittori e registi che lo fanno. Per Anna Ingrosso il dispiacere più grande è che la giornalista russa fosse vessata anche dalla gente comune: “non aveva credito, la chiamavano la pazza di Mosca”e nel 2016, dopo dieci anni dal suo assassinio i russi hanno rinnovato la loro fiducia in Putin, rieleggendolo, “la cosa preoccupante è che è molto apprezzato anche dai giovani”. Come racconta Anna Ingrosso, a Mosca non ci sono monumenti dedicati alla giornalista che scelse di restare nella sua terra nonostante non avesse vita facile, ma che era riconosciuta ed apprezzata all'estero: “il suo faro era la verità e se noi siamo ancora qui a parlarne è servito a qualcosa”, aggiunge l'autrice che saluta gli studenti con un bella speranza: “Avere una passione è la fortuna più grande, non si sfugge ad una passione, e avere una direzione è fondamentale”.

La prof.ssa Procino conclude leggendo un pezzo dell'Ingrosso sulla Politkovkaja: “le persone che fanno qualcosa di grande e importante lasciano un'eredità destinata a durare nel tempo”.

 

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