Mercoledì 22 Novembre 2017
   
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IL RICORDO NON SI TRASFORMI MAI NELL’INSIGNIFICANZA-video

foibe

il giorno del ricordo foibe Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92 essa vuole conservare e rinnovare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

Al Giorno del ricordo è associato il rilascio di una medaglia commemorativa destinata ai parenti delle persone soppresse e infoibate in Istria, a Fiume, in Dalmazia o nelle province dell'attuale confine orientale dall'8 settembre 1943 al 10 febbraio 1947. La data prescelta è il giorno in cui, nel 1947, fu firmato il trattato di pace che assegnava, alla Jugoslavia, l'Istria e la maggior parte della Venezia Giulia.

Il dramma delle foibe rappresenta una delle pagine più dure e tragiche della storia italiana. Tra il 1943 e il 1947 migliaia di italiani residenti in Venezia-Giulia, Istria e Dalmazia furono perseguitati e uccisi dalle truppe jugoslave di Tito, e molte di queste vittime vennero gettate nelle foibe, profonde cavità carsiche presenti sul confine tra Italia e Slovenia.il giorno del ricordo foibe

Dal 2004 ogni 10 febbraio si celebra il Giorno del ricordo, ricorrenza civile dedicata proprio alla memoria dei tanti morti di quegli anni (le fonti sono discordanti, si parla di 5 mila come di oltre 10 mila vittime), ma anche alle altre migliaia di persone che sono state costrette a lasciare le proprie case, cacciate dagli sloveni e dai croati che li vedevano come usurpatori e invasori, e costrette a cambiare per sempre il corso della propria vita. Fare memoria, celebrare il ricordo serve a maturare la consapevolezza di come centinaia di persone furono costrette a lasciare le loro case, a interrompere i rapporti  con la storia e le tradizioni a cui erano indissolubilmente legati.

Ieri come oggi la storia attuale ci parla ancora di migrazioni, persecuzioni e discriminazioni. Il ricordo e la memoria devono consentire di elaborare le vicende passate, prendere coscienza degli incredibili errori per evitare di incorrervi nuovamente.

Lo scorso 27 gennaio la comunità scolastica dell’Istituto Superiore “R. Canudo” ha orientato la sua occasione per ricordare a partire dalle pagine del libro del professor Luigi Verolino “OLTRE L’ORO”,  per scoprire come persino le Olimpiadi del 1936 costituirono per Hitler e la sua ideologia, un palcoscenico per perpetuare la visione di un mondo razzista, discriminante fino a degenerare nello sterminio del popolo ebreo. Ma nelle finalità educative fare memoria deve significare attualizzare le atrocità del passato nell’intento che non si perpetuino ancora. Da questo specifico obiettivo è maturato il messaggio da comunicare alle nuove generazioni e utile a ciascuno,  di andare Oltre loro, e con loro si intende le differenze, le discrimfoibeinazioni, quanto separa invece di unire. Il messaggio dello scrittore canadese, premio Nobel per la Letteratura, Saul Bellow, la cui citazione recita così: “Tutti abbiamo bisogno della memoria. Tiene il lupo dell’insignificanza fuori dalla porta” si è concretizzato in  una gigantografia affissa ad una parete della scuola.

L’immagine riproduce Head On I 99 Lupi dell’artista cinese Cai Guo-Giang utilizzata per inaugurare la mostra intitolata  “La fine del mondo”. Si tratta di  un'installazione ambientale con un branco di lupi che vanno a schiantarsi contro una parete di vetro, un’opera commissionata nel 2006 dalla Deutsche Bank per la caduta del muro di Berlino.  L’artista ricostruisce 99 lupi che corrono, saltano e poi vanno a sbattere contro un muro di vetro, a  sottolineare l’impulso cieco che porta ad eseguire gli ordini imposti, senza alcuna riflessione, o giudizio personale, etico o razionale.   L’umanità, animata dall’amore di sé compie sempre gli stessi errori e non si serve della riflessione critica per evitarli. “L’arte diventa così un reagente: un elemento atto a muovere il pensiero”. L’umanità oggi, consapevole dell’abominio compiuto dai nazisti contro il popolo ebreo non può restare indifferente. Non può non essere a conoscenza della drammaticità dell’esodo imposto agli Istriani, ai Fiumani e ai Dalmati nel secondo dopoguerra, vittime delle Foibe. Non si può trascurare l’ingente numero di sbarchi e di dispersi in mare a causa del cieco egoismo dei moderni aguzzini che  li traghettano all’incerto destino di un viaggio.

Nelle istallazioni realizzate a scuola (a cura del professor Pierluca Cetera  efoibe dei suoi alunni  Aurora Scatolino, Massimiliano Ridente, Giuseppe Romano, Simona Indellicati, Elisabetta Lamanna, Margherita Romito, Melissa Fiore, Vita Giuffrida, Antonio Moretti e Fernando Milano) ritorna il tema dell’esodo, della migrazione, della guerra.

L’istallazione intitolata “MESSAGE IN A BOTTLE” riproduce un mare verde, sospeso su dei banchi scolastici, fa galleggiare delle bottiglie di vetro. Le bottiglie, tagliate a metà, come vite spezzate, trasportano le immagini di persone vittime di genocidi o di immigrati. Gli spettatori possono girare attorno al mare della memoria e recepire  il messaggio: “Non dimenticare”. 

La seconda istallazione prende le mosse dal celebre componimento poetico “Fiumi” di Giuseppe Ungaretti:

Stamani mi sono disteso
In un’urna d’acqua
E come una reliquia
Ho riposato.

L'immagine, fotocopiata a grandezza naturale di due studenti, è distesa a terra, coperta da lastre di vetro che alludono all'acqua. Delle pietre fanno da cornice. La memoria, evofoibecata da Ungaretti, viene ricontestualizzata alla luce del dramma dell’attualità degli immigrati. Gli studenti, con i loro sguardi fieri e pieni di speranza, si identificano con le persone che sono alla ricerca di un mondo migliore e mostrano come alla fine  “Siamo tutti sulla stessa barca”. Il ricordo e la memoria si colorano di tante immagini che sintetizzano esperienze di drammatiche sofferenze perpetuate ai danni dell’umanità. L’ hanno chiamata giornata del ricordo. Si contrappone, o si affianca, alla giornata della memoria. Per non dimenticare gli italiani morti nelle foibe. Per ovviare all’indolenza degli storici che non hanno mai studiato quegli eventi. Tuttavia ricordo non è memoria. Memoria è costruzione complessa, fatta di rimozioni e di riconoscimenti, attraverso riflessioni individuali e collettive: la memoria riesce per questo a costituire una componente identitaria essenziale nella vita degli individui e delle società. La giornata della memoria è stata istituita per rispondere anche a questa necessità: dotare i giovani di un patrimonio ampio di conoscenze; che facesse sopravvivere le verità di eventi che hanno segnato nel profondo il secolo XX e gli uomini che lo hanno attraversato. Da questo punto di vista si aggiunge il ricordo delle foibe al patrimonio della memoria. L’oblio, l’insignificanza, l’indifferenza sono le insidie, i lupi della società attuale, potrebbero rappresentare quegli uomini che, accecati dall’orgoglio, dalla vendetta, dallo sfrenato individualismo, finiscono per cristallizzare i  loro pregiudizi ed ostacolare il naturale cammino dell’uomo  volto all’incontro e alla socializzazione. L’esortazione è volta a Lasciare il lupo dell’insignificanza fuori dalla porta. E’ sempre facile evitare l’altro, è conveniente far finta che non esista,  ma l’altro e’ lì al di là del muro che abbiamo costruito e ci guarda e ci chiede conto. La società in cui siamo inseriti, come le nostre relazioni si nutrono umanità, di incontri  e potrebbe bastare poco a trasformaci in quel branco di lupi che cade morente al suolo di fronte ai suoi limiti e alle sua indifferenza. La memoria del passato e’ maestra per il presente. Tutti abbiamo bisogno della memoria, per ricordarci quel lupo che alberga nell’uomo… Il video realizzato dalla studentessa Elenora Ridente ricorda come il mare sia l’immagine dell’inafferrabile fantasma della vita…i cui momenti legati al presente e al passato consentono di pensare ad un futuro in modo consapevole e attento. Non possiamo vivere dimenticando il passato, non possiamo ricordare se non a partire dal presente.

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