Mercoledì 22 Novembre 2017
   
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NOTTI IN TEATRO CON IL TEATRO DEI GORDI ED ECHI DI FONDO-foto

la sirenetta teatro rossini

Tra gli eventi e le attività “colla sirenetta teatro rossinilaterali” del teatro Rossini, spunta “I fiori del campo”, una rassegna teatrale per coloro che amano la notte e desiderano sperimentare l’ebbrezza di un aperitivo con attori e registi prima di vedere lo spettacolo a soli cinque euro o tre - formula ridotta per consentire l’accesso anche a quei giovani che scelgono di investire in cultura e divertissement la “paghetta” del sabato sera.

Questa sera, sabato 28 gennaio, alle 22 sarà “La Sirenetta” della compagnia “Eco di Fondo” a brindare con il pubblico e salire sul palco. Questa bellissima opportunità nasce con “Next - laboratorio di idee per la produzione e distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo” - edizione 2016/2017 realizzato da Regione Lombardia e AGIS lombarda in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.

Una formula vincente, accattivante e coinvolgente… aggettivi più che meritati in quanto l’atmosfera che si crea nel foyer è davvero molto interattiva. Ci si incontra, ci si saluta, si conversa mentre si attendono le guest star per toccare con mano le loro emozioni ed ascoltare quel che vogliono esprimere con la loro opera.la sirenetta teatro rossini

Questo quanto “assaporato” ascoltando Mimmo Szost leggere in polacco i versi di Wislawa Szymbrorska - gli stessi che hanno dato titolo alla rappresentazione -, durante il piccolo rinfresco offerto dalla Ladisa il 21 gennaio scorso in occasione della piece “Sulla morte senza esagerare” del Teatro dei Gordi. Sul palco Claudia Caldarano, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti e Matteo Vitanza, alla regia Riccardo Pippa.

Attori e regista nel pomeriggila sirenetta teatro rossinio hanno anche tenuto un laboratorio per i giovani studenti in “formazione” con Maurizio Vacca.

“MORTE”… CHE SPETTACOLO!

Giovanissimi ma molto preparati, pieni di entusiasmo e con tanta voglia di mettersi alla prova e portare in scena uno spettacolo non facile, drammaturgicamente interamente affidato alla capacità degli attori di trasmettere emozioni senza parole e senza volto, con gestualità, mimica, immobilità, silenzi interrotti da musiche “a tema” e quella sorprendente espressività che vibra tra luci, ombre e percezioni del pubblico sulle maschere di cartapesta indossate dagli attori. Maschere che “parlano”, soffrono, gioiscono, scherzano con la Morte, anch’essa sola con il suo piccolo cactula sirenetta teatro rossinis, allegoria di una “vita” costellata di spine che graffiano anche nell’aldilà ma fanno anche far compagnia se prese per il verso giusto.

Particolarmente suggestive le “uscite” di scena dalla vita del dottore aspirante e tentennante suicida, del giovane schiantatosi con la sua auto, che di morire proprio non ha voglia, dell’anziano che con tenerezza poggia stancamente il capo sulle spalle della Morte, accompagnato da chi lo ama ma non è pronto a seguirlo e con incredulità vede rifiorire la gioventù, nel momento in cui la maschera cade per tornare alla luce. Ed ancora il giovane uomo che muore sul lavoro prima di vedere il suo bimbo. Nella disperazione è questa scintilla di vita a reclamare di esistere e trascinare la sua mamma lontana dai gorghi della disperazione. Infine la donna dai capelli fucsia, sconvolta dalla sregolatezza di un’intera vita, salvata suo malgrado da un simpaticissimo angelo che un po’ ricorda Faletti, pronto a cedere alle tentazioni ma solo per gioco. E sarà lui a comunicare alla Morte… la sua morte… perché la sirenetta teatro rossinidavvero tutto finisce e ricomincia, in un eterno ciclo cui nessuno può sottrarsi. Un’opera che nella sua apparente semplicità racchiude riflessioni e suggestioni profonde sulla vita e sulla morte, ironizzandoci su ma non troppo.

Di seguito un commento di chi del teatro vive non solo le emozioni, ma anche le fatiche quotidiane, colto sulla bacheca di “Sic! Progettazioni culturali”.

“Il teatro è un tempio, un tempio dove non entra mai il sole. Si lavora sempre con poca luce, nel silenzio più assoluto; il testo va rispettato nelle sue virgole, va approfondito, perché tutto è nella parola. E' stato un pomeriggio davvero intenso, di abbracci e schiaffi, di strette di mano e risate, di occhi negli occhi, di incontri e scontri e cambi di rotta repentini "verso nuovi lidi"... Abbiamo sperimentato la difficoltà di andare allo stesso ritmo dell'altro e la bellezza nascosta nell'essergli discordi, consapevoli che sul palco non possiamo fingere che nulla sia successo, perché ogni azione si sceglie ed ogni emozione provata rappresenta un "accadere" con cui dobbiamo fare i conti, anche solo per il tempo breve di uno sguardo...” Nulla di più vero! [Foto Mimmo Castellaneta]

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