Venerdì 16 Novembre 2018
   
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MIGRANTI E RIFUGIATI: IL PREZZO DELL’ACCOGLIENZA

giornata mondiale migranti e rifugiati

giornata mondiale migranti e rifugiati "Oggi è la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, due identificazioni che non possono viaggiare sole: essere migranti ed essere rifugiati.

Mi sento di far parte di quella fetta di popolazione che ritiene che tutti, su questa Terra, siano migranti: non siamo eterni, nasciamo e moriamo, passiamo… Ma la Terra resta, le nostre azioni restano, come eredità (o peso da sopportare). Siamo pellegrini su questa Terra anche se sedentari, nella nostra casa, con i nostri amici, con la nostra vita che crediamo ci appartenga.

L’ennesimo barcone, ieri notte al largo della costa libica, è naufragato: a bordo 100 vite umane, 8 spezzate e 4 recuperate dalla Guardia costiera italiana.

Nomadi: senza terra o senza futuro, ogni giorno sfidano il Mediterraneo, cercando rifugio sulle coste europee.

Probabilmentegiornata mondiale migranti e rifugiati uno dei più grandi business sottaciuti, quello delle vite umane: la Libia è il principale trampolino, e già durante il viaggio per raggiungerla i primi pericoli. Uomini, donne e bambini rischiano di essere rapiti e costretti alla schiavitù, e non pochi trafficanti li abbandonano tra le dune del deserto, ad una morte di sete. Ma a che prezzo?

Il modo più rapido di raggiungere la Libia partendo, ad esempio dal Sudan, è a bordo di diversi pick-up, per un costo medio di circa 6.500 €.

Il compito del trafficante, giunti al molo, termina, non prima che i “clienti” abbiano pagato l’intermediario per il pegiornata mondiale migranti e rifugiatischereccio di turno, ad un costo medio di circa 350 € pro capite, mentre il costo del dannato “biglietto” cambia a seconda della provenienza e del “posto” riservato, anche se il più delle volte ci si ritrova ammassati in una bagnarola, carente di provvigioni d’acqua. Il prezzo medio è di 1.400 €, e si è a bordo.

In un mese un intermediario può guadagnare dai 34.000 ai 700.000 €. 

L’Operazione “Mare Nostrum” ha lasciato il posto, da agosto del 2014, all’operazione “Triton”: in essa partecipano 29 Paesi ed è finanziata dall’Unione Europea; due terzi in meno di quanto era destinato a Mare Nostrum, prevedendo il controllo delle acque internazionali solamente fino a 30 miglia dalle coste italiane. Scopo principale è il controllo della frontiera e non iimmigrati-a-gioial soccorso.

In Italia il sistema di accoglienza è così stratificato:

  1. CARA: Centri per richiedenti asilo;
  2. CAS: Centri di accoglienza straordinari (il caso di Gioia del Colle);
  3. SPRAR: Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati.

Giunti in Italia, i migranti sono condotti negli “Hotspot”, ovvero centri di identificazione all’interno dei quali avviene la prima assistenza. Quelli operativi sono: Lampedusa, Pozzallo, Trapani e Taranto, per una capienza dichiarata di 1.600 posti.

Il 3 novembre 2016 Amnesty International, in un rapporto di 61 pagine, ha denunciato “L’aumento delle violazioni dei diritti umani, detenzioni prolungate, ricorso all’usa della forza fisica per raccogliere le impronte digitali e inflizione di trattamenti inumani e degradanti”.

All’interno dell’Hotspot la permanenza in Italia si gioca attraverso le inziali domande di screening, ovgiornata mondiale migranti e rifugiativero di comprensioni delle motivazioni, uno vero e proprio shock dopo la traversata.

Dall’Hotspot alla ricollocazione negli Hub ragionali, per chi ha effettuato richiesta di asilo; quelli che non vogliono fare richiesta dovrebbero ricevere un decreto di respingimento dal CIE, Centri di identificazione ed espulsione.

Durante la prima fase di accoglienza ai migranti può essere riconosciuto lo status di rifugiati o ricevere il diniego. Al termine di questo periodo dovrebbero essere inseriti negli SPRAR, per la fase di seconda accoglienza: percorsi individualizzati di integrazione, mediante ad esempio l’assistenza psicologica o scolastica.

Gli SPRAR sono ancora troppo pochi in Italia, per via della forte reticenza dei Comuni: nascono i CAS, una replica dei CARA, gestiti come questi da associazioni e cooperative che rispondo a un bando del Ministero dell’Interno.

I singoli comuni non possono intervenire nella gestione dei CARA e dei CAS, a differenza degli SPRAR dove sono gli Enti Locali a fare domanda di ingresso: per i CARA e i CAS il filo rosso è tra la Prefettura e l’ente gestore delle strutture.

Nel 2016 all’Italia (al netto dei contributi UE) il Sistema di Accoglienza è costato 3,3 miliardi di euro. La popolazione è di circa 60 milioni di abitanti, pertanto nel 2016 il sistema dell’accoglienza ha avuto un costo medio per ogni italiano di circa 55 €.

Ogni giorno i gestori delle strutture percepiscono 35 € per ogni migrante adulto e 45 € per ogni migrante minorenne, mentre ai rifugiati è riconosciuto un “pocket money” (diaria) di 2,50 € al giorno.

Queste sono le cifre, i numeri, i costi, il prezzo da pagare per poter continuare a vivere.

Non finisce qui, purtroppo: in Italia il malcontento del precariato si riversa sugli “immigrati!”. Storicamente non è la prima volta che accade una cosa del genere: il Mein Kampf, ovvero l’apologia di Hitler, è piena di esempi del genere nei confronti del popolo ebraico e l’odio, strumentalizzato, dei cittadini del popolo tedesco è stato il principale veicolo dell’assoggettamento nazista.

Oggi è la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, due identificazioni che non possono viaggiare sole: essere migranti ed essere rifugiati.

Ma per essere migranti occorre abbandonare la propria casa, per essere rifugiati occorre che qualcuno la dia, una casa".

 

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