Mercoledì 21 Novembre 2018
   
Text Size

“MEMORIA” CALENDARIO D’AUTORE A FIRMA DI ALESSANDRO CAPURSO

memoria di alessandro capurso

memoria di alessandro capurso Nello spazio metafisico di un “non luogo” in cui la creatività si rigenera ascoltando voci del passato ed altre che sussurrano dentro, nasce “Memoria” di Alessandro Capurso, per Pino Scaglione “[…] un artista della contemporaneità che declina strati di memoria proiettati su linee aggettanti, inclusive, orizzontali …”.

Spazio UnoTre e Mario Pugliese l’11 dicembre ospitano la presentazione di dodici scatti d’arte - uno per ogni mese del calendario griffato “Studio Graphica” -, un percorso intrapreso con “Metamorphosi”, esplorando periferie metropolitane “a chilometro zero”, proseguito sul lungomare e tra moli e panchine in “Tracce” e giunto a compimento in "Memoria" nel Parco archeologico di Monte Sannace, tra arcaiche rovine che si stagliano contro un cielo “plumbeo, laconico, neutro” tatuate da muschio e licheni, all’ombra di corbezzoli e antiche querce.

Un luogo mistericmemoria di alessandro capursoo nel quale le pietre cantano antiche storie che il vento raccoglie. Ognuna di esse è un frammento litico, una seducente, esoterica runa che scrive e descrive vestigia neolitiche scolpite nella Murgia.

Con voce affabulante Tommaso Lillo racconta di Peuceti, Messeni e Dauni ed intreccia le musiche dei Lariulà alla loro storia come solo un abile cantastorie sa fare… Al suono della tamorra, tra giri armonici ed arpeggi, le voci di Teresa Benincasa e Adele Tramacere accompagnate alle chitarre da Pino Tramacere e Angelo D’Anelli, cantano passioni, amori e tradimenti.

Pino Scaglione torna a “leggere” le opere e sottolinea il lavoro di ricerca importante e puntuale di Alessandro Capurso, a suo dire “avido di confronto, che attraverso lo studiomemoria di alessandro capurso e l’applicazione adotta codici comunicativi e dà una risposta interpretativa che non necessariamente è sempre la stessa.

“Il suo parte come lavoro di reporter, di denuncia sociale in zone degradate. La sua è una indagine intorno ai temi dell’umanità… alla sua metamorfosi nei quartieri di Enziteto e Poggiofranco. Alessandro Capurso è riuscito ad entrare da grafico nel mondo dell’arte ed affronta l’indagine visiva senza perdere la sua personale soggettività. Il valore ontologico è nella declinazione del colore in rapporto alla forma. E’ una convenzione, qualcosa di riconosciuto nell’arte. Usa la luce per disegnare la forma, ed è una costante in foto di denunce sociali. Trovo sintesi puntuale tra colori e forme, una interazione importante. Colori saturi che fanno riferimento alla condizione esistenziale: l’assenza. L’elemento umano non c’è o è minuscolo. Mmemoria di alessandro capursoetamorphosi indaga intorno al tema del non luogo. Lì c’è l’umanità colta nel momento della diastole in cui si contrae con i suoi paradigmi, le sue realtà. In “Tracce” l’elemento dominante solo le linee aggettanti, le ritrovo nel rapporto tra luce e colore nella linea inclusiva orizzontale che torna in “Memoria” e si staglia contro lo stesso cielo."

Torna la musica dei “Lariulà”, ed altri amici omaggiano Alessandro con la loro presenza: Nicola Vacca, Massimo Nardi e Letizia Gatti.

“Lavorare sui non luoghi è coraggioso…”, afferma Scaglione, quindi chiede ai presenti cos’è un non luogo.

Per Nicola Vacca è una scommessa coraggiosa. Un vuoto che l’artista deve riempire con la penna, lo scatto, il pennello. E’ la scommessa con cui l’arte deve confrontarsi. Ci sono lettmemoria di alessandro capursoerati che nel non luogo stanno bene, ad esempio Pasolini, fuori da ogni schema ed altri come Jorge Luis Borges che hanno orrore del vuoto... “Memoria” è un punto di sutura tra vari percorsi.

“In “Incuria Hominis” viviamo in una società liquida, in decadenza… un degrado da cui emerge una riflessione artistica, etica, sociologica importante. L’artista nella dinamica semantica del non luogo - conclude il poeta - trova tracce di sé e della dimensione umana.”

“In “Tracce” e “Memoria” è la condizione altra dell’umanità che intuiamo, c’è studio ed applicazione nel suo lavoro - continua Scaglione -, un lavoro di ricerca importante e puntuale. Questi sono paradigmi, corde della contemporaneità. Alessandro è avido di confronto. Non cerca di rubare il mestiermemoria di alessandro capursoe, cerca di capire.”

“Cosa è la visione?” si chiede e chiede il critico d’arte. Per Nicola Vacca è intuizione, per Pino Scaglione creatività, per Mario Pugliese manualità, esperienza, per Nardi ordine, composizione creativa.

Visione è anche uno dei non luoghi in cui l’artista si rifugia per sfuggire ad ogni interferenza umana e spazio-temporale, in cui può ascoltarsi, ritrovarsi, elevarsi e creare aspirando alla perfezione. Una spirale ascensionale che gli consente di connettersi con quella scintilla divina che ha dentro.

La parola poi passa ad Alessandro Capurso che confessa di voler partire da “Memoria” per tentare di riconciliarsi con Gioia. E’ da questo luogo ricco di magnetismo e mistero, nel quale ascolta antiche voci, che vuole ripartire.

Non riesce a nascondere le sue spigolosità, non brucia le tappe, trasla immagini allusive nella loro ossimorica, corale singolarità, scevro da arzigogolate allegorie, pronto a tornare “spietato” nelle sue denunce graffianti. Nei dettagli coaguli di poesia.

Ma è quando l’arte da immagine diviene visione…che sa dar vita alla vita!

 

Commenti  

 
#1 pulcinella 2017-01-02 12:04
Questa è la prova che a Gioia del Colle si può fare cultura di alto livello. Speriamo che non resti un caso isolato.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI