Venerdì 16 Novembre 2018
   
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GRANDE INTERPRETAZIONE DI ELISABETTA POZZI

elisabetta pozzi al rossini

elisabetta pozzi al rossini Si inaugura, nella serata di venerdì 25 novembre, la stagione di prosa del teatro comunale ‘Rossini’, dal titolo ‘Il fiore dei tigli’, con una maestosa interpretazione data dalla straordinaria Elisabetta Pozzi. In scena uno spettacolo del 1991 – ‘Max Gericke’ – dall’enorme complessità, ma che, grazie all’indiscussa bravura della stessa attrice, diventa di facile fruizione.

In effetti, Elisabetta Pozzi riesce ad arrivare, nonostante la difficoltà del tema del doppio, dell’identità negata, e della violenza che persiste nei rapporti sociali, ad una grande naturalezza interpretativa. Si ha così una meravigliosa pièce teatrale, tratta dal capolavoro di Manfred Karge, ispirata ad una storia vera, e ambientata negli anni bui e difficili della Repubblica di Weimar.

La storia parla di una donna – Ella – che, a causa della depressione economica prima e i nazisti poi, si sostituisce al marito, morto di cancro, al fine di non perdere elisabetta pozzi al rossiniil posto di lavoro. La splendida Elisabetta Pozzi – Premio Dusealla carriera, insignita delPremio David di Donatello e di quattroPremi Ubu – è contemporaneamente Max ed Ella.

Quando si apre il sipario è un vecchio a dominare la scena, sul finale, invece, c’è una donna. Una donna incapace di trovare la sua identità di femmina, incapace di stare sui suoi stessi tacchi, emblema di una femminilità negata. La storia inizia quando Ella ha 19 anni, e da lì in poi vi è sempre l’idea di recuperare la propria identità.Rivede come in uno specchio rotto la storia della sua esistenza, dove non c’è stato spazio né per l’amore né per il dolore, ma dove ogni scelta è stata fatta in nome della sopravvivenza, fino a dimenticare del tutto la propria identità. Vi è una predominante forma di resistenza, che si traduce nel forte messaggio di rimanere – benché non sempre selisabetta pozzi al rossiniia facile – il più possibile fedeli a se stessi. Una grande interpretazione messa a disposizione di un testo dalle molteplici riflessioni.

Una prima che fa sperare per il meglio per il nostro teatro: in proposito l’assessore alla cultura – Anna Maria Longo – ha affermato, durante il saluto iniziale,“Vediamo il teatro come luogo di incontro e di inclusione vera. C’è il desiderio da parte della nostra amministrazione il voler far diventare il teatro un posto della comunità”. Del resto la cultura, il teatro, la musica sono il mezzo per poter cambiare e volgere al nuovo, come si scorge dalle parole di Mimmo Szost – referente comunale per il teatro Rossini –: “Questa stagione piena di eventi si apre con uno spettacolo del 1990 ‘eternamente nuovo’ e comprende spettacoli altrettanto innovativi sia perché in anteprima nazionale sia per i linguaggi utilizzati nella messa in scena. Una stagione che si protende con forza ed entusiasmo verso il futuro e che, più delle altre, persegue il progetto della costruzione di un luogo di aggregazione […]”.[foto Mimmo Castellaneta]

 

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