Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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PIETRO VERNA “A PIEDI NUDI” CALCA IL TEATRO FORMA

concerto Pietro Verna al teatro forma

concerto Pietro Verna al teatro formaL'atmosfera già emozionante del periodo pre-natalizio quest'anno sarà impreziosita ed allietata dalle coinvolgenti sonorità e affascinanti testi delle canzoni tratte da “A piedi nudi”, nuovo album del giovane cantautore Pietro Verna.. Durante la serata alcuni omaggi al cantautorato italiano tanto caro al nostro amico Pietro: Battisti, De Andrè, Modugno, Fossati, Capossela e tanti altri.

“A piedi nudi” è stato presentato ufficialmente lo scorso 4 novembre sul palco dell'accogliente Teatro Forma di Bari: atmosfera densa di emozioni e magia è quella che il pubblico, curioso e impaziente di scoprire le nuove creature di Pietro, ha respirato sin dalla prima nota. Il cantautore barese più volte ha deliziato noi gioiesi e non solo con la sua voce e le sue note, un talento umile, senza pretese, ma che riesce a conquistare sin dal primo ascolto. È stato definito da esperti del settore come il nuovo Gianmaria Testa, complimento più rinfrancante non c'è per lui che più che cantautore ama definirsi “artigiano della musica e delle parole” e da sempre nutre una profonda e smisurata ammirazione per l'indimenticabile cantautore piemontese. Così la voce narrante di Gabriele Zanini, anche lui nostra gradita conoscenza nonché amico di Pietro, introduce la serata recitando “Le poesie che ho vissuto tacendo sul tuo corpo” di Ghiànnis Ritsos. Le parole lasciano il passo alla musica di “Mandami un bacio” scritta con Bartolomeo Smaldone, traccia che apre “A piedi nudi” prodotto da Digressione Music di Girolamo Samarelli e Maria Pansini che Pietro ringrazia: “per aver avuto coraggio e aver concerto Pietro Verna al teatro formareso concreto qualcosa che era chiuso in una stanza”. Emozionato nel calcare un palco come quello del Teatro Forma che lo ha visto spesso spettatore e che gli ha anche donato la preziosa opportunità di aprire i concerti di artisti del calibro di Roberto Vecchioni e di Joe Barbieri. Pietro si dice lusingato ed orgoglioso di condividerlo con i suoi amici musicisti che lo hanno accompagnato nel lavoro di produzione del disco e che lo accompagneranno con i loro strumenti anche in questa importante occasione, così li presenta: Francesco Galizia, fisarmonica e piano, Andrea Campanella, clarinetto, Umberto Calentini contrabbasso e basso, Giovanni Chiapparino, percussioni e direttore artistico dell'album. I piedi nudi del titolo e della traccia omonima rimandano al coraggio, alla consapevolezza, al rischio, alla sensualità, al sacrificio, aspetti salienti che hanno caratterizzato questi quattro anni passati da “Ritratti” primo lavoro autoprodotto da Verna. Il cantautore si riscopre attento osservatore della realtà circostante, la natura, i volti, i momenti, le persone, le storie che lo hanno incrociato o solo sfiorato ma che sono state capaci di suscitare un'esigenza nell'autore, quella di mettere su carta e in musica l'indicibile a parole: “non chiedete mai ad uno scrittore di canzoni cosa lo ha spinto a scrivere, perchè proprio per non volerlo dire lo ha scritto” così Pietro riprende una citazione di uno dei suoi maestri, Fabrizio De Andrè. Storie, come quella di Vito infermiere per una vita, ma che per uno scherzo del destino si ritrova senza più una casa, un lavoro, un nome e decide di investire quel poco che gli era rimasto nell'acquisto di un abbonamento per il treno e vivere così da “Viaggiatore, viaggiante” titolo dell'omonima traccia di A piedi nudi. O di “Alba”: storia di un'infanzia negata, nome di fantasia per una bambina che per colpa di genitori distratti si trova a scoprire per la prima volta la bellezza del mare e delle piccole cose solo a 13 anni, un nome che sia di buon auspicio per un nuovo inizio della sua esistenza. La grandezza d'animo di chi riesce a cogliere spunti di riflessione anche da un momento della giornata sottovalutato, trascurato: il pomeriggio, momento sospeso tra la sveglia mattutina e la veconcerto Pietro Verna al teatro formaglia serale, momento fatto di sogni, passione e desideri, nasce così in un pomeriggio assopito la bella “Pomeriggio” di cui l'amico Francesco Galizia si sente coautore (era con Pietro quando lui l'ha scritta). Pochissime ed intense parole per introdurre la sensuale ed emblematica “A piedi nudi”: canzone che parla di sensualità in tutte le sue forme. Altra perla che elogia la bellezza dell'attesa è “Tu, l'attesa” scritta su un balcone di Lerici a quattro mani con l'amico Gabriele Zanini che introduce, recitando con coinvolgente enfasi “Sul treno” testo scritto dallo stesso Pietro.

Non sono mancati omaggi ai grandi autori che da sempre sono stati faro dell'umile incedere di Pietro come tra gli altri Ivano Fossati, Alessandro Baricco, De Andrè, menzione speciale per Gianmaria Testa definito da Pietro “monumento dell'umiltà” che ha avuto il piacere di conoscere, e con il quale insieme a Gabriele Zanini, avrebbero dovuto condividere il palco qualche mese fa in un incontro tra musica, parole e aneddoti e che il tempo e la malattia beffarda non hanno voluto si concretizzasse. A lui Pietro rivolge un pensiero citando “Nella tasca di un qualunque mattino” brano celebre di Testa. A proposito di poesia Gabriele recita rigorosamente a memoria i versi più conosciuti di Giacomo Leopardi “L'infinito” a cui segue una perla del cantautorato italiano “Emozioni” di Lucio Battisti. E per capire “chi eravamo”, Pietro e i suoi musicisti ci regalano alcuni brani da “Ritratti” primo album, e via con il valzer de “Il vecchio e la dama”. Si torna al presente con “La punteggiatura” troppo spesso trascurata e sminuita nel mondo social nel quale viviamo, ma che ha il potere di cambiare se non stravolgere completamente il senso di una frase o del concerto Pietro Verna al teatro forma“mi piace” come suggerisce Giovanni Chiapparino. Come non essere d'accordo, d'altronde “le parole e la vita hanno bisogno di segni” citando proprio il testo di Pietro. Mentre ci si avvia alla conclusione di una suggestiva serata di musica, emozioni e sogni, le parole e le note di “Passerà” da “Ritratti” suonano come un vero e proprio messaggio di speranza. I musicisti così lasciano il palco, ma per poco, incitati dal pubblico entusiasta, rientrano per regalare un bis graditissimo: due brani, il primo “Un giudice” del cantautore per eccellenza secondo Pietro e come ciliegina ancora una volta la romantica “A piedi nudi”. Si chiude così con un applauso scrosciante che ha accompagnato ogni singolo brano, e con una bella standing ovation, la presentazione del secondo lavoro di Pietro che ringrazia nuovamente i suoi amici musicisti, l'Asssociazione Culturale “Viver d'arte eventi”, il Teatro Forma, il service audio e luci, la Digressione Music, l'Open Cafè di Bari che ha offerto una degustazione enogastronomica pre-concerto, il Centro Musica di Vito Causarano “guida turistica dei miei sensi” afferma Pietro, Stefano Di Marco fotografo barese i cui scatti sembravano essere stati realizzati appositamente per diventare copertina e cornice dei testi di “A piedi nudi” e tutti coloro che hanno scelto di esserci partecipando a questo scambio comunicativo: “non è semplice per un artista emergente riempire un teatro” confida il cantautore e noi gli auguriamo che questo sia inizio e proseguimento di un cammino rigoglioso sempre e rigorosamente “a piedi nudi e con la testa ai sogni”. Ricordiamo che l'album attualmente è disponibile presso Centro Musica a Bari, contattando direttamente Pietro su Facebook o in formato digitale sulle maggiori piattaforme musicali.

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