Lunedì 19 Novembre 2018
   
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UN TRENO AD ALTA VELOCITÀ A “INCONTRI QUASI PER CASO”

chiara pellicoro de candia

chiara pellicoro de candia Ho conosciuto Chiara Pellicoro De Candia, in un caldo pomeriggio d’estate del 2013, se ne stava seduta con il suo caschetto biondo al riparo degli ulivi, circondata da cani e gatti, nelsuo giardino fiorito, e leggeva, uno dei primi libri che mi avrebbe prestato: “La verità sul caso Harry Quebert”, il primo di una lunga serie, da lì ha avuto inizio la nostra amicizia.

Chiara è una donna dalla tempra forte e dallo spirito ribelle, vive e combatte nello stesso tempo, sempre con la testa piena di idee, eclettica, sorridente nonostante il caos avverso che ha governato la sua vita fino ad oggi.

La dicotomia che contraddistingue l’essere umano, tra il sé reale e il sé possibile, Chiara l’ha vissuta fino a qualche tempo fa, alternando la sua professione da avvocato a quella da scrittrice, penalizzando la seconda, perché difficile conciliare due mondi che assorbono la maggior parte del tempo. La diagnosi di un carcinoma mammario, l’anno scorso, le ha cambiato prospettiva di vita, la malattia l’ha costretta a fermarsi, e ha cominciato a scrivere con costanza, ha mollato tutto e si è dedicata all’unica cosa che le interessa: raccontare storie.

Lei lo ha sechiara pellicoro de candiampre fatto, sin da piccola, sul suo diario arancione scriveva poesie, relegando alla parola scritta, riflessioni che non trovavano risposta nel suo universo infantile, domande a cui neanche gli adulti sapevano rispondere.

Ha cominciato a scrivere, senza più fermarsi, sfrecciando come un treno che viaggia ad alta velocità, da qui il suo primo romanzo completato durante i mesi trascorsi a casa, “Le oche del Canada”, che verrà pubblicato prossimamente da una nuova casa editrice le Mezzelane, e “Incontri quasi per caso” il romanzo scritto, come lei stessa afferma, in 45 giorni di estasiante ispirazione.

“Incontri quasi per caso (antologia della gente qualunque)”, nasce ascoltando il celeberrimo album di Fabrizio De André “Non al denaro, né all’amore, né al cielo”, in particolare il brano la collina, ecco l’idea: perché non far riviver in un romanzo i personaggi che Edgar Lee Masters aveva rinchiuso in una tomba nell’Antologia di Spoon River, e che De André aveva straordinariamente interpretato attraverso i versi di quell’album?

Il protagonista del romanzo, Edgardo, percorrerà un viaggio in treno, reale o immaginario, questo lo scoprirete voi lettori, in cui incontrerà la gente qualunque e ne ruberà la storia.chiara pellicoro de candia

“Un treno, mi serve un treno, mi serve un viaggio, che mi dia modo di mischiarmi tra la gente, la gente qualunque. Perché mi approprierò delle loro vite e ne farò racconti".

Il libro è stato presentato domenica 13 novembre nell’accogliente salotto di Mario Pugliese, Spazio UnoTre, a dialogare con l’autrice il giornalista Livio Addabbo.

Sottofondo musicale di inizio serata, ovviamente la Collina, che ha ispirato la prima domanda: “Cosa sono per te il denaro, l’amore e la religione?”.

La scrittrice si commuove, è una domanda che scandaglia l’animo nei ricordi più profondi legati ad una perdita, da lì il rapporto conflittuale con la religione, e il denaro, visto come un mezzo per raggiungere un fine e niente di più.

L’amore? Ovviamente quello per i suoi figli e suo marito, l’unico uomo che avrebbe voluto sposare, altrimenti sarebbe rimasta sola.

La serata è proseguita con la lettura di alcuni brani tratti dal romanzo e alcune poesie dell’Antologia di Spoon River registrate dall’attrice Barbara Grilli, che ringraziamo per la collaborazione.

Sul treno di incontri quasi per caso bisogna salirci, l’autrice ci offre un caleidoscopio di personaggi, con interessanti sfumature caratteriali e psicologiche.

C’è la storia di Giorgio, che già covava nella mente di una Pellicoro liceale, in cui proprio l’epitaffio di George Gray la mise davanti al suo primo e unico 5 in italiano.

Giorgio, l’uomo che vive, per dirla alla Edgar Lee Masters come una barca con le vele ammainate nel porto, la vita gli ha offerto diverse opportunità, ma lui non ha saputo coglierle scegliendo sempre di non rischiare il suo porto sicuro e confortevole per altre esperienze.

La storia di Pupetta, la bellissima donna dagli occhi verdi, che per via di uno sbaglio di gioventù, ha scelto di diventare una prostituta, questo marchio le era stato affibbiato dal contesto familiare.

Questa storia permette di domandare alla scrittrice quanto la bellezza di una donna possa essere pericolosa.

Da femminista convinta Chiara afferma:

“La donna non si è ancora del tutto svincolata dallo stereotipo di donna oggetto, una donna bella è ancora preda di discriminazioni, pochi vedono con intelligenza chi sei veramente.

Dio non doveva creare la donna dalla costola dell’uomo, ma doveva prendere un chiara pellicoro de candiaaltro pezzo di fango per darle forma, così non sarebbe stata un prodotto derivato”.

Chiara scrive, come lei stessa afferma, per un’esigenza fisiologica, prima di essere scrittrice lei si definisce una lettrice accanita.

L’antologia della gente qualunque ha raggiunto tramite crowdfunding l’obiettivo delle 150 copie vendute, necessarie per la pubblicazione del libro con la casa editrice Bookabook, ma la campagna vendita continua sul sito: https://bookabook.it/prodotto/incontri-quasi-caso/

Continuate a sostenere Chiara, non vi pentirete di viaggiare sul suo Treno d’inchiostro.

 

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