Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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È PARTITA LA STAGIONE DEL “CINEMA INVISIBILE” AL SEVEN

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cinema invisibile la famiglia fangLunedì 17 ottobre è partita anche quest’anno la stagione del “Cinema invisibile” al Seven Cineplex. Il film in sala “La famiglia Fang” (2015) di Jason Bateman racconta la storia dei coniugi Fang, due perform art che coinvolgono nelle loro esibizioni provocatorie anche i due figli Annie e Baxter.

La storia è narrata con continui flashbacks tra passato e presente. I figli dei Fang, ormai adulti si trovano a vivere un momento di crisi delle loro rispettive carriere – attrice lei, scrittore lui – condividendo alcuni giorni con i genitori da cui si erano allontanati non approvando il genere di vita che conducevano e il senso dell’arte divulgato dal padre. I genitori spariscono misteriosamente, la polizia pensa si tratti di omicidio a seguito del ritrovamento dell’auto con tracce di sangue; ma Annie è convinta che sia l’ennesima trovata dei due coniugi. Nonostante le prime perplessità di Baxter, la donna convince il fratello alla ricerca dei genitori infatti ritroveranno. I due coniugi avevano messo a punto da anni la loro ultima esibizione che li avrebbe poi portati alla separazione – lui aveva persino concepito due figli con l’unica amica con cui avevano confessato le loro intenzioni -. Un progetto perverso che secondo Fang raggiungeva la perfezione ed il saluto alla loro carriera artistica. A pagarne il prezzo ovviamente sono i figli, verso cui il padre teorizza un’assurda giustificazione: «Pensate che vi abbiamo danneggiato. Va bene. I miei genitori hanno danneggiato me, i suoi genitori hanno danneggiato lei. Se avrete bambini, li danneggerete. È quello che fanno i genitori. E allora?».

Quello della famiglia Fang è un film particolarmente complesso e sicuramente da rivedere perché oltre a far luce su una forma d’arte presente discute sul ruolo dell’Arte in generale nel contesto di un’artista e del suo pubblico. C’è da chiedersi probabilmente: quanto l’Arte può penetrare nella vita del suo artista? Al punto di ribaltarne la morale mettendo in discussione i rapporti più diretti quali genitori-figli? Domande che probabilmente avranno risposte differenti a seconda dell’idea che ciascuno ha dell’arte, la funzione, il senso stesso, il pubblico. Per quanto ci riguarda ci piace pensare che ogni canale figurativo e/o performativo serva a raggiungere innanzitutto un benessere personale e poi viaggiare in territori inesplorati raggiungibili con la fantasia, la materia dei sogni. Sogni appunto. Senza dimenticare di svegliarci, ricordandoci delle persone che amiamo. Dopo tutto, Annie e Baxter cercavano lecitamente l’amore dei loro genitori.

 

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