Domenica 18 Novembre 2018
   
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MEDITERRANEO. IL “MARE NERO” DI GABRIELLA GENISI-foto

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mare nero gabriella genisi Si è tenuta, presso l’ex Banco di Napoli, all’interno degli eventi organizzati da Palazzo Romano – in occasione della mostra organizzata con l’Accademia delle Belle Arti di Lecce e l’Arci Lebowski –, la presentazione del libro ‘Mare nero’ della scrittrice Gabriella Genisi. Un romanzo giallo, che è anche un atto di denuncia sulla tematica scottante delle navi contenenti rifiuti pericolosi e radioattivi, che hanno trasformato il nostro mare in letali discariche.

Gabriella Genisi, attraverso l’affascinante personaggio Lolita Lobosco – già protagonista di alcuni tra i suoi romanzi – affronta il tema delle molteplici morti del Mediterraneo. Il romanzo, come sottolinea Giuseppe Scaglione – che ne ha curato la presentazione –, risulta suddiviso in due parti. Nemare nero gabriella genisilla prima parte, infatti, ci si concentra sulla triste vicenda dei due fidanzati che, durante un’escursione in barca con successiva immersione per scoprire antichi delitti, perde la vita. Da qui inizia un’incessante caccia all’assassino che fa approdare alla seconda parte del romanzo che è di fatto un’indagine dai toni storico-ambientale.

“In questo libro volevo occuparmi del mare […]. Il mare come protagonista delle troppe morti. Mi sono resa conto, facendo delle ricerche approfondite, del dramma che avviene ogni giorno. Di quante navi vengano utilizzate per smaltire in maniera economica i rifiuti radioattivi […]”.

Ad ogni modo, nel romanzo ‘Mare nero’, si pamare nero gabriella genisirla dei rifiuti tossici con un senso di assoluta leggerezza, perché, secondo la stessa autrice “un libro ha senso se ha una fruizione accessibile a tutti. Un romanzo che possa essere destinato anche agli studenti, e a tutti coloro che vogliano avvicinarsi ad una tematica così complessa, tramite una storia inventata, e non solo attraverso dei meri dati […]”.

A tal proposito Giuseppe Scaglione pone l’attenzione di come il romanzo di Gabriella sia altresì un’indagine giornalistica. E alla domanda su cosa la scrittrice barese pensi sul giornalismo d’inchiesta, Gabriella risponde: “È sempre stata la mia passione sin da piccola […]. Sono sempre stata affascinata dal coraggio della verità e dalle donne che svolgevano tale professione […]”. D’altronde, sul personaggio femminile di Lolita Lobosco, Gabriella afferma: mare nero gabriella genisi“Mi ispiro alle donne che incontro ogni giorno, e quando ho immaginato questo personaggio l’ho tratteggiato volutamente bella, in quanto c’è ancora quel retaggio culturale che immagina una donna che svolge una professione maschile priva di femminilità. L’errore che non si dovrebbe fare è quello di fingere di essere uomini. Bisognerebbe essere sempre donne orgogliosamente, con le tipiche prerogative del genere femminile […]”. Infine si pone lo sguardo sulla città che fa da cornice alla storia: Bari. “Per me Bari è una città del Mediterraneo, e dall’altra è un luogo al quale sono profondamente legata […]”.

Il Mediterraneo, quindi, come luogo di incontro e di congiunzione fra i vari popoli che lo abitano. Nel romanzo di Gabriella Genisi vi è tutta la fascinazione del Mediterraneo che, troppo spesso, risulta essere un luogo violentato, maltrattato, deturpato da atti di estrema inciviltà.[foto Mario Di Giuseppe]

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