Lunedì 19 Novembre 2018
   
Text Size

“LIBRISSIMO” DI MARIANGELA BIA A “LIBRI NEL BORGO ANTICO”

foto Aldo Liuzzi

6 “Librissimo” in una goccia “d’aqua” di Mariangela Bia, domenica 28 agosto, alle 18.20 sarà presentato a Bisceglie in via Frisari all’interno della prestigiosa rassegna letteraria di cui è direttore artistico Lino Patruno: “Libri nel Borgo Antico”.

Un piccolo libro con un grande potere: quello di lenire e guarire le ferite dell’animo offrendo ai lettori gli strumenti per affrontare quei cambiamenti che la vita stessa, spesso “a tradimento” impone.

Cambiare prospettiva è lasciar scorrere e fluire quella parte di sé, della propria mente, che vuole “abitare” altri luoghi senza dover scegliere un percorso, scivolando come una goccia d’acqua sulla corolla di un fiore e poi giù, lungo uno stelo d’erba, pronta ad immergersi nelle profondità della terra che “pulsa di energia antica”, alla scoperta di un nuovo senso della vita.

E nel viaggio la piccola goccia scopre che quella duttile, fluida liquidità è la sua forza. Vetrificarsi nella staticità di un affetto, abbarbicati a certezze non nostre, nell’illusione di un “per sempre”, è in realtà quanto di più fragile la mente possa costruire.

Per ritrovarsi, per tornare ad essere parte del tutto e riprendere il viaggio in armonia con la natura e l’universo, “tirando su le ancore dei ‘se’ e dei ‘ma’”, quel vetro deve infrangersi.

Le barriere di una cristallizzata verità coibentano la permeabilità dei sensi nella “ampolla” di una clessidra che ruba la libertà, donando il miraggio di una perf4etta, immutabile vita non vissuta.

Schegge aguzze segneranno il cammino, ma la goccia sa come accarezzarle senza farsi male, come levigarle perché non feriscano mai più.

Il mondo è lì, tende agguati, ma una goccia ha mille risorse… può lasciarsi frangere senza smarrirsi, ritrovandosi anche se vaporizzata da un raggio di sole o inghiottita da una zolla assetata. Torna. Cambia la forma dell’involucro che la culla, ma non la sua essenza.

“Librissimo” in una goccia “d’aqua”, la stessa che sceglie di attraversare il tempo conservando la sua latina liquidità, è un piccolo libro, che racchiude una grande magia: quella di una memoria fluida ed ancestrale che da sempre riequilibra il cambiamento e crea assonanza, ascolto.

“Questo libro - scrive l’autrice Mariangela Bia - è un piccolo compagno di viaggio che parla a tutte le persone che vivono un cambio di prospettiva, proprio come quando si capovolge una clessidra.”

Assolutamente vero. La metafora della goccia d’acqua consente di sentir propria ogni pagina, di respirare le stesse emozioni. E’ un libro terapeutico, alchemico, permeabile che cura per osmosi e restituisce consapevolezza e serenità.

In maggio, durante la presentazione nell’auditorium della Scuola Carano, Mariangela prende il suo cappello di fata, raccoglie parole, le lega ad un pensiero, ad una emozione, le ridistribuiMariangela Bia BOOK (1)sce affinché tutti siano consapevoli di esserci… ed è così che il libro inizia a vivere di vita propria, diviene la storia che ognuno potrà cambiare scegliendo un diverso percorso per ritrovarsi e riconnettersi al mondo.

Un libro da conservare e leggere, rileggere, riscrivere… vivere.

A corredo foto che colorano questo viaggio con la sacralità dell’Arte… splendidi gli scatti di Elettra Panzarino, pixel di parole che danzano nei colori della natura con liquida levità.

Mariangela Bia - psicologa e psicoterapeuta PNLt-bioetica - nel 2011 vive un cambiamento che le ispira questa taumaturgica storia. Poi la lascia decantare in un cassetto. In quelle pagine la catarsi di un buio smarrimento, uno di quelli da vetrificare e gettar via tra scorie tossiche… ma anche nel dolore c’è vita.

Quanta energia si accumula in quel buco nero di antimateria emozionale che il cuore “riempie di ricordi, nostalgia, rabbia”? Perderla è perdersi… Riprendere quell’emozione, renderla liquida, filtrarla attraverso i pensieri, distillando goccia a goccia la sua essenza, è ri-nascere.

“Il timore che il prezzo da pagare per essere sé stessi sia troppo alto - confessa Mariangela -, induce a barattare parti di sé con la paura. Per riappacificare il passato con il presente, dobbiamo scivolare lentamente su tutto quello che è successo e sanare con la luce le zone d’ombra.”

Quando poi il caos si placa, quella goccia diviene lacrima, lo sguardo torna terso e l’orizzonte luminoso. Una goccia che sgorga da un’emozione e si purifica nella preghiera, può operare miracoli e scivolare sul volto di un clown a ritroso, per raggiungere il cielo e regalare un sorriso salvifico.

Per consultare o scaricare la brochure della manifestazione, clicca qui.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI