Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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UN CONCERTINO RINASCIMENTALE DA INCANTO A SPAZIOUNOTRE-foto

concerto danze rinascimentali ilaria e titti

concerto danze rinascimentali ilaria e tittiIl concertino danze rinascimentali” - unico evento tenutosi l’11 agosto, nonostante il maltempo e si spera in replica il 1° settembre, in occasione della terza edizione delle Porte dell’Imperatore - ha incantato i presenti tra le spesse mura di carparo di Spaziounotre, vibranti di antiche armonie.

Le ideatrici del concerto: la flautista Titti Dell’Orco e Debora Del Giudice, per l’occasione conduttrice, percussionista e… “addetta alle chiacchiere”, insieme ad Ilaria Stoppini al flauto dolce e a Gian Luigi Bello al liuto rinascimentale, hanno accompagnato in dieci brani molto suggestivi alcuni giovani talenti: Giaela Galati al violino, Mohan Del Giudice e Federico Ippolito alle percussioni e Riccardo Leronni al flauto dolce e percussioni.

Un repertorio “medioevale” che ben si coniuga con l’evento rinviato al 1° settembre, organizzato da Artensione e da Mario Pugliese e Sergio Gatti in collaborazione con artisti che hanno deciso di lasciare un “segno” e traccia di sé nel centro storiconcerto danze rinascimentali ilaria e tittico. 

Il primo brano presentato da Debora è “Quinta estampia real”, melodia medioevale scritta da un anonimo compositore nel 13° secolo, decisamente indovinata sia per il luogo che nel contesto. Tra gli strumenti oltre all’epico tamburo irlandese che scandisce il ritmo dei flauti ed accompagna la “voce” del violino, anche il bastone della pioggia e il “delfino”. Subito dopo viene eseguita “Concerning Hobbit”, melodia che riecheggia nel “Signore degli anelli”.

Ed ancora “La rocha e ‘l fuso”, fiabeggiante musica che risveglia Aurora, la bella addormentata tra le mura del suo castello cui è seguito un travolgente “Tourdion” eseguito con estrema bravura da Giaela al violino, talentuosa e giovanissima musicista al suo esordio qui a Gioia.

Decisamente più impegnativo il brano successivo: “Laconcerto danze rinascimentali ilaria e titti traditora”, che perde la scansione ternaria per passare a due tempi proprio per “tradurre” in musica quello squilibrio determinato dal buon vino che tradisce e rende ebbri.

“Meie din” - forse la più antica delle ballate - rievoca l’amor cortese cantato nei palazzi gentilizi al cospetto di nobildonne. Seguono Greensleaves”, “Petit vrien”, Cuncti simus” e “Schiarazula marazula”, plagio storico ripreso nel tempo.

Per i presenti un vero regalo questa serata musicale al riparo dal maltempo tra le mura di Spaziounotre! [Foto Mimmo Castellaneta e T. Dell’Orco]

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