Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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MAURIZIO VACCA E CLAUDIO PINTO IN “DUE VECCHIE VERGINI”-foto

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due vecchie vergini maurizio vacca È al "Ueffilo Jazz Club", gestito da Filippo Cazzolla, che Maurizio Vacca ha voluto portare in scena "Due vecchie vergini", adattamento de “La vecchia scorticata” tratto da “Lo cunto de li cunti”ovvero “Lo trattenemiento de peccerille”, una raccolta di 50 fiabe in lingua napoletana scritte da Giambattista Basile.

La sede estiva del Jazz Club è nello splendido giardino del Castello Normanno Svevo di Gioia del Colle, maniero dove si sono girate alcune scene del film “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone e proprio “La vecchia scorticata” era una delle fiabe portate sul grande schermo. Vacca scegliendo questa sede ha voluto rendere onore a Garrone e al Castello gioiese.

Il 4 Agosto, dopo un'ottima cena a base di pesce, nella splendida ambientazione del Jazz Club, Maurizio insieme a Claudio Pinto ha allietato la serata con l'adattamento della la fiaba di Basile, dove la verve dei due protagonisti è venuta fuori prorompente. Una performance in chiave “gioiese” in cui il linguaggio partenopeo ha ceduto il posto ad espressioni tipiche locali, suscitando ilarità ed applausi nel pubblico presente. Maurizio e Claudio hanno elargito tutto il loro talento nell'due vecchie vergini maurizio vaccaalternarsi dei due ruoli, sottolineati da voci impostate e perfette come narratori e sguaiate e fortemente accentate quando come attori vestivano i panni delle due vecchie sorelle zitelle.

Gli alberi del giardino fungevano da scenografia naturale ed il posto, man mano che il racconto avanzava, si ammantava delle atmosfere surreali che il racconto e la fantasia ci proiettavano. Le due donne erano brutte, storpie, gobbose e pelose come capre e vivevano in un basso sotto le abitazioni e le finestre del Re, il quale ascoltava tutto ciò che queste dicevano, non ultime le continue lamentele per un bozzo procurato da un fiore caduto sulla loro testa o della polvere caduta sulla coscia facendole venire un grosso livido. Il Re affascinato da cotanta sensibilità e delicatezza immaginava ci fosse lì sotto la quintessenza della grazia e se ne innamorò. La sorella maggiore con uno stratagemma riuscì a sposare il Re ma la prima notte di nozze il Re accortosi dell'inganno, trovando solo pelle raggrinzita e flaccida sotto le lenzuola, scaraventò la vecchia giù dalla finestra. Questa fu salvata da alcuni rami di fico dove si impigliarono i suoi capelli e restò tutta la notte così finodue vecchie vergini maurizio vacca a quando tre fate, vedendo la scena e ridendo tanto, non la tramutarono in una splendida ragazza. Il Re, al mattino, affacciatosi alla finestra non poté che biasimarsi per il gesto compiuto ritenendosi pazzo per aver rifiutato quella meravigliosa fanciulla che da lì a poco sposò. La sposa invitò alle proprie nozze la sorella vecchia e zitella la quale cercò in tutti i modi di estorcere il segreto della giovinezza e bellezza di sua sorella. Questa gliene inventò tante ma alla fine disse che era stata scorticata trovando sotto la vecchia pelle una più giovane e liscia. La vecchietta ci credette e corse subito dal barbiere che fece di tutto per dissuaderla ma alla fine “attacca l'asino dove vuole il padrone” la scorticò al suono delle parole che la vecchia pronunciava come se le stessero radendo i peli “chi bella vuol parere, pena deve patire” e morì. “L'invidia distrugge se stessi” ed è ancora valido il messaggio che la fiaba ci trasmette, una ricerca spasmodica di bellezza, quella fittizia, del corpo destinato comunque ad invecchiare. Lo sguardo arguto e a tratti cinico di Basile tesse la trama del racconto portando il lettore alla riflessione ed il grottesco a strappare qualche risata.

Ueffilo Jazz Club non tradisce la sua natura, in quanto luogo sempre foriero di avvenimenti culturali interessanti che abbinati ad ottime cene fanno di esso un ottimo posto dove trascorrere momenti piacevoli.

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