Lunedì 19 Novembre 2018
   
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FILIPPO PARADISO TRA LE COSTELLAZIONI DEI POETI

Filippo Paradiso

attestato Filippo Paradiso_Page1 Il poeta è immortale… frantuma la sua anima in versi e parole, schegge che volano lontano in una diaspora che dissemina frammenti di verità. Raccogliere questi frammenti, raccontare di Filippo Paradiso, è cercare di imbrigliare il vento…

Alle 3 di notte del 24 luglio il suo ultimo respiro faticosamente rubato alla vita ed il 25 luglio, alle 17 nella Chiesa di S. Lucia, l’ultimo omaggio ad un grande poeta.

Filippo, un sorriso, occhi che brillano, assetati di vita e curiosi di tutto. Nella sua stanza, mentre il respiro è scandito dal respiratore, nessuna percezione di dolore ma tanta serenità, quella che da sempre irradia, costringendo i suoi amici ad essere indulgenti verso i quotidiani affanni, al cospetto di un dramma, quello di una malattia che giorno per giorno gli ruba la vita, vissuto con tanta dignità.

Lo ricordano gli amici di sempre, Raffaella che bambina, dal balcone di casa lo osserva giocare a carte in via Raffaello Sanzio con gli amici del liceo sulla “chiancarazza”, sempre pronto a fare scherzi anche alla morte, grato alla vita in ogni istante, sorridente e traboccante di amicizia ed amore. Quando la distrofia blocca la sua corsa e rende stentati i suoi passi, sono i suoi amici a spingere la carrozzella in allegre corse nella Fiera del Levante ed ovunque voglia andare. Anche in ospedale fa “conquiste” e quando diventa suo compagno di vita un respiratore, ama anch’esso: è parte della sua famiglia, con mamma Lina, il suo eroico angelo custode, Angelica, il suo sguardo sul futuro, Laura… Gli altri sono già tutti in cielo.

Ma più di ogni altra cosa, Filippo ama la poesia. E’ il suo respiro… Angela lo incontra nella sua adolescenza e resta affascinata dalla sua energia, dal suo senso dell’umorismo, dalla sua inesauribile voglia di vivere. Nel ’91 gli suggerisce di scriver poesie… lei e Cataldo non lo lasceranno mai solo… E da allora Filippo non ha mai smesso di “poetare”... Pian piano Quasi niente di Filippo Paradisoha vergato versi ed ogni giorno altri ne ha pensati.

Le sue tre pubblicazioni: “Quasi niente” (1997), “Sommersioni Notturne” (2002) e “Orme d’uccelli sulla neve” (2007) a stento contengono pensieri e parole sedimentati in lunghe notti silenziose, in cui l’eco del mare, l’odore di salsedine, la carezza del vento sulla pelle tornano vivide realtà.

E di amici poeti Filippo ne ha tanti… la sua capacità di creare rete e intessere relazioni di amicizia è eccezionale, l’esser “costretto” in una “steppa, tre metri per quattro dove tutto mi ingombra e necessita” non limita i suoi orizzonti.

Alda Merini scrive la prefazione di “Orme d’uccelli nella neve” ed altri illustri poeti leggeranno i suoi versi e gli saranno accanto, tra i più vicini Giacomo Leronni, Nunzia Bianco Sala, Michele Cavallo, Fortunato Buttiglione...

Il 28 maggio del 2011 porta a Gioia la soprano e flautista giapponese Yuko Miyanaka e per lei organizza con i suoi amici di sempre un “Concerto di Primavera” dedicato agli studenti in ricordo delle vittime di Hiroshima.

Nel 2009 dedica parole “di fuoco” a Carmina Martellotta e scrive in versi le didascalie delle diciassette illustrazioni di “Memorie dal Fuoco”, un’opera che suggella una delle amicizie più preziose di questi anni, quella con Gennaro Losito cui tanto, tantissimo mancherà… Sono di Filippo Paradiso i versi letti ogni anno durante la commemorazione dei Martiri del 1799 al cospetto del monumento a ridosso del Castello.

Nel 2011 membro del “Comitato Pugliese per il 150° anniversario dell’Unità Nazionale” omaggia i soci con un suo patriottico componimento - “150” - che accompagnato da una lettura critica a firma di Sergio D’Onghia sarà consegnato al Presidente della Repubblica. 

Nel giorno del suo sessantesimo comsommessioni notturne di Filippo Paradisopleanno, il 18 maggio del 2013, al poeta che tanti poetici acrostici e poesie ha dedicato ai suoi amici, vien donata una composizione “poetica” scritta da alcuni di loro ed illustrata da Mario Pugliese. La gioia di quel giorno è nella foto pubblicata, in essa è racchiusa la sua essenza!

Filippo ispira chi gli è intorno…

Sei come il fiore del tarassaco: fermo nel prato, aspetti che il vento soffi i tuoi germogli lontano…” scriverà Cristina ed i suoi versi sono la “summa” di un intero percorso di vita e di poesia.

Ed Esther Celiberti "[...] Con te partirei sull'orlo turchino/dei sogni un viaggio rimarrebbe/ e delle campane l'immoto dell'alba."

Pino Dentico di “Sommersioni notturne” scrive: “Il percorso è scabro ed impervio, ne siamo avvertiti: qui, non di caute immersioni si sonda l’esperienza, quel deliberato reversibile proposito di introdurci o permanere in un elemento, sia acqua sonno o carne, ma di irreversibili sommersioni siamo chiamati a misurare con un brivido la depredante eppure rivelatrice potenza, questo coprire (o lasciarsi coprire) l’esistenza dell’equoreo sincero sudario che pone fine alla illusorietà del nostro stato, svelandone a tutto tondo la precarietà […]”.

“Quasi niente” ispira Giovanni Capotorto: “[…] L'elemento autobiografico, la storia personale dell'autore fanno da sfondo al desiderio di scrivere, che Paradiso definisce rifugio e ponte, un modo per recuperare dentro di sé le emozioni ed i sentimenti più nascosti per donarli agli altri. Una ricerca a volte dolorosa perché porta a scavare nell'intimo, a mettere a nudo la propria anima.[…]

Giacomo Leronni, profetico nel 2013 scrive: “[…] Ma noi non scegliamo mai: /tutto si squama quando deve/ tutto prima di spegnersi profuma/ quel tanto che basta/ per allettare l’amore dall’ombra./ Forse dobbiamo distaccarci/ da qualcosa. Andare a fondo/ se il pelo dell’acqua/ c’intossica, accontentarci/ di non essere mai stati.[…]”

Ed infine Sebastiano Lagosante il 18 maggio del 2013 lo descrive con queste parole: “[…] Porto sicuro in cui approdare/ Per rinfrancarsi dalle tristezze ed/ offrire un sorriso agli altri.[…]

Filippo ama la notte…

La notte è la miOrme d'uccelli nella neve di Filippo Paradisoa dimensione preferita… è un fluido in cui difficilmente ti immagini ma ne sei sommerso…”. “Il luogo del nulla dove si spande l’infinito… una stanza segreta… chi legge ne apre la porta” e può vedere ciò che in quel momento lui ha nel cuore, anche perché “Il bello è il mistero dello scrivere, quello che hai in mente cambia strada facendo, ti addentri in spazi inesplorati”. Molti versi nascono di notte, quando si dissolve alla “luce obliqua dei fari”, ai “riverberi d’auto” che sciabolano e feriscono il buio. E’ lei, la notte la custode delle “ali” riposte con cura nel cassetto perché “quando il giorno tace potrei voler sognare”, le stesse ali che il sole può sciogliere come cera, che solo dal buio attingono forza ed energia per tornare a volare… nei sogni…

Un uomo, un poeta, un animo “provato” che non sa impedirsi di amare tenacemente la vita…, le ha perdonato tutto: gli affetti persi per strada, le dure prove, i sacrifici, le fragili illusioni. In questo perdono la granitica forza di un poeta per cui “scrivere una poesia è come respirare, sentire il sangue che scorre, è una cosa naturale, indispensabile”, che placato dai versi irradia serenità ed un raro senso di pace, ogni cruccio si dimensiona, con stupore si scopre di essere ancora capaci di provare amore per la poesia della vita e della non vita… perché la morte può ghermire un corpo stanco e provato, ma non gli “oceani di luce” che sgorgano dai versi di un Poeta. Ed ora corri, vola, Filippo… Nessuno più ti fermerà!

Finché
Il tempo scandirà tregue di istanti e
Levigherà le asperità di ore frantumate
In questa folle corsa verso il nulla
Porterai brezze di stupore e incanto
Penetrerai silenzi,
Occupati da spazi infiniti.
 
Potrai scorgere
Al di là dell’orizzonte
Ridenti, vibranti speranze
Addii mai pronunciati
Dolci ricordi, raminghi nella mente
Inutili affanni e insipienti ansie.
Soffuse stelle, costellazioni di amicizia
Ottenebrano, da sempre e per sempre, il buio della solitudine.  

Commenti  

 
#8 Marisa D: 2016-07-27 14:09
sono spariti tanti personaggi che hanno fatto la storia di Gioia del Colle, solo per alcuni si è fatto qualcosa.....gli altri? Dimenticati, forse nessuno li ricorda più. Peccato.
 
 
#7 Chiara Curione 2016-07-26 17:29
Caro Filippo,
ci mancherai, sei stato un dono per tutti noi, un esempio di grande dignità e di amore verso tutti, un amico curioso e attento, un grande poeta che ha levato la sua voce con parole chiare e immagini nette. Filippo dal tuo letto di sofferenza e dalla tua stanza hai avuto la capacità di creare relazioni e amicizie, un mondo che ruotava con te. Sei stato un grande uomo, Filippo. Ora riposa in pace e sappi che le tue poesie ci accompagneranno sempre come il tuo ricordo.
 
 
#6 gioiese speranzoso 2016-07-26 09:35
i poeti hanno un privilegio nella vita "NON MUOIONO MAI"....perchè i loro pensieri sopravvivono alla realtà!
 
 
#5 Marisa D: 2016-07-26 01:22
Muoiono i poeti, muoiono giovani giornalisti come Letizia Leviti di anni 45.
Ogni giorno l'urlo dell'autombulanza rompe il via vai del mattino e la quiete del pomeriggio...lo senti vicino quel lucubre suono, il cuore batte forte. Le notizie ti addolorano, resti senza parole mentre gelide gocce di sudore imperlano la fronte. Ma come era qui a ridere? Feliciano è morto nel suo letto a 50 anni, senza che nessuno se ne sia accorto. La scoperta della morte alle 14 del pomeriggio, l'urlo atroce di un dolore senza fine...e poi un altro nome,e un altro ancora.. sai Buttiglione! E poi Peppino Iudicibus ricoverato in rianimazione. Ogni giorno, ogni minuto un dramma- una vita che ci lascia - muoiono i principi, muoiono i campioni, muoiono i poeti, muore la gente comune. Per ognuno di essi una lacrima una preghiera - un fiore. Non basta. Cerchiamo tutti di volerci bene, di dimenticare i rancori, le offese, le futili cose, la morte arriva all'improvviso, pentirsi e piangere dopo, non serve a niente. Raccomandiamo alla pace eterna amici e non - Dio ci accompagni sempre nei giorni che viviamo in questa vita, la sua misericordia è grande ed eterna. Un saluto a tutti i lettori. Scusate il mio pensiero, ho voluto scrivere queste parole per sentirmi meno sola e per unirmi a voi amici e sconosciuti. Grazie.
 
 
#4 Costantino Raimo 2016-07-25 14:04
CARO FILIPPO PARADISO ANCHE SE IO NON HO MAI AVUTO LA POSSIBILITÀ DI CONOSCERTI IN PRIMA PERSONA PERÒ DOPO HO SAPUTO CHE ERI UN POETA E MAGGIORMENTE LE PERSONE TI HANNO APPREZZATO E TI HANNO SEMPRE VOLUTO BENE PER QUELLO CHE ERI E SEI SEMPRE STATO ,FOSSERO TUTTI NEL MONDO COME TE E COME TUTTE LE ALTRE PERSONE ONSETE E UMILI E BUONE IN TUTTI I SENSI,SOLO COSÌ NON ESISTEREBBERO PIÙ LE CATTIVERIE E MAI PIÙ ATTENTATI E MAI PIÙ OFFESE E LITIGI CHE NON FA E NON FARÀ MAI BENE A NESSUNO AL MONDO GIURO SU QUELLO CHE VOLETE E SUI MIEI GENITORI ITALIANI NON BIOLOGICI E NON FARÒ MAI IL LECCHINO E NE IL MORALISTA E NÉ LA VITTIMA È NÉ SONO PAZZO E CHI MI CONOSCE BENE DI GIOIA DEL COLLE E DI FUORI PAESE SA CHI ERO E CHI SONO E CHI SARÒ SPERANDO CHE VIVA ANCHE IO A LUNGO E BENE E SPERSNDO CHE TUTTI NOI A PRESCINDERE DAL SESSO E DALLA RAZZA DI VIVERE IN ETERNO E DI FARE SOLO COSE E BELLE E BUONE PER TUTTI 24 luglio 2016 è in buona salute sempre e anche a voi e nel mondo !.
 
 
#3 Massimo 2016-07-25 08:32
Non conoscevo di persona il Poeta Filippo Paradiso, ma sono convinto che ora un grande oltre che bellissima persona, ora è con gli Angeli e recita le sue Poesie a Dio.
Spero solo che in futuro si possa organizzare qualcosa per onorarlo.
Addio Grande Poeta .
 
 
#2 F. Giannini 2016-07-24 22:59
Caro Filippo,
quando l'amico comune Sebastiano mi ha comunicato la triste notizia, che mai avrei voluto proferisse la sua lingua, ho avuto un senso di smarrimento e di incredulità.
Ricordo l'ultima volta quando ci siamo incontrati e quando ti ho rivolto gli auguri per il tuo onomastico. Eri sereno, come sempre, nonostante gli acciacchi galoppanti, e sempre pronto a dare coraggio a noi che, invece, avremmo dovuto darne a te.
Ho sempre pregato per te e per la tua devotissima mamma chiedendo di lenire le tue e le sue sofferenze e di darvi la forza per reagire alle avversità che la vita aveva, ingiustamente a mio parere, riservato a voi.
Ho appreso da te che la vita è bella e va vissuta pienamente guardando sempre in positivo e impegnandosi per indicare a chi ci è vicino la strada da seguire e contribuire a costruire un mondo migliore.
In questo momento di grande sconforto per parenti ed amici non ci resta che pregare perché, dopo la buona corsa, tu abbia il meritato premio alle tue fatiche e alle tue sofferenze e la tua carissima mamma abbia la forza di non farsi sopraffare dal dolore per la tua perdita, ma si possa consolare al pensiero che godi del riposo dei giusti. Se infatti oggi ci rattrista la tua dipartita, ci rallegra il pensiero, anzi la certezza, che per te inizia una vita di vera e piena gioia vicino al Padre celeste.
E tu, dall’alto, volgi lo sguardo verso la mamma, proteggila, dalle forza e rassegnazione, mentre a noi che ti abbiamo conosciuto, che abbiamo apprezzato le tue doti umane e culturali, che ti abbiamo annoverato tra gli amici più veri e sinceri, nei momenti lieti e meno lieti della vita terrena, non far venir meno la tua vicinanza, la tua parola di conforto, la tua amicizia, mentre su questo granello di universo cerchiamo di continuare a portare avanti il nostro cammino e il nostro quotidiano impegno per il bene comune.
Ci mancherà il tuo sorriso, la tua voglia di vivere, il tuo impegno, ma la tua parola, la tua poesia, la tua forte carica umana e spirituale che ti hanno accompagnato in questo percorso terreno, continueranno a ricordarci che il tuo passaggio su questa terra non è stato inutile e quelle tue qualità e quei valori in cui hai creduto e di cui hai vissuto, sono il testamento spirituale che hai consegnato a tutti noi e sono il segno che sei ancora presente, e lo sarai ancora, in mezzo a noi.
Arrivederci, Filippo!
 
 
#1 Marisa D: 2016-07-24 18:58
"un poeta che sente nascere i versi fra particolari momenti, dove nessuno può sapere o entrare nei suoi silenzi. Grandi, silenzi che vagano in una stanza per lui candida come il suo cuore. Improvvise visioni, sommessi bisbigli, cigolii di un armadio sono i suoi soliti amici. Il canto di una tortorella monotono segna le ore e tu Filippo, spesse volte stanco, chiudi gli occhi e t'immergi in luoghi a noi sconosciuti. Grazie per le tue frasi, per il tuo scrivere con l'animo e per i tuoi malinconici sorrisi. Continua a viaggiare nel tuo magico mondo! Noi non possiamo seguirti con la mente, ma con il cuore ti siamo accanto. Un abbraccio da una modesta poetessa dimenticata,qual io sono - una carezza e un bacio. Infiniti auguri per il tuo libro.
 

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