Martedì 20 Novembre 2018
   
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“AQUAE” MOSTRA DI MICHELE ANGELILLO A “L’APPRODO”

mostra aquae michele angelillo

mostra aquae michele angelillo Giovedì, 14 luglio, alle ore 20 l’architetto Michele Angelillo presenterà presso la Piscina “L’Approdo” in via Chiarelli, 39 “Aquae”, mostra di pittura con sue opere a tema allestite in uno splendido scenario acquatico.

La serata inaugurale ed il vernissage saranno presentati da Anna Maria Antonicelli, esperta di arte e docente di Lingue nonchè storica presentatrice del Concorso "Pietro Argento".

La mostra potrà essere visitata da giovedì 14 a domenica 17 luglio, dalle ore 20.00 alle 22.30.

Il 17, alle ore 20.00, chiuderà la mostra un evento, ovvero una incursione di modelle con creazioni orafe di Susan Cavani e Mariangela Farella, introdurrà Franca D’Acunti.

Michele Angelillo, classe 1973, nel 2001 si iscrive al Corso di arti visive di Artensione di Mario Pugliese e Sergio Gatti. Perfeziona la tecnica dell’arte figurativa e dipinge su legno, tela e juta con tecniche miste, tra cui stucchi e cere.

L’artista noto per la crmostra aquae michele angelilloeatività anche nella scelta dei luoghi in cui esporre, mai scontati o banali - ha al suo attivo numerose collettive e ben sette personali: “Orizzonti del Pensiero“ - luglio 2003 nella Galleria Artensione, “Medi-terraneo“ - ottobre 2004 nell’ipogeo di Arco, San Nicola, “Muse allo Specchio” - giugno 2006 nell’atrio di Palazzo Nico, portata anche a Noci in luglio, “Il Canto delle Sirene” - giugno 2008 nell’ex chiesetta di santo Stefano a Polignano a Mare, “Fuori-terra” - luglio 2008 nella tenuta Patruno Perniola, “Tangopintura” - settembre 2010 nell’ex complesso Distilleria Fides. Nel novembre del 2011 è ad ArtePadova e le sue opere sono presenti sul Catalogo di Arte Moderna, n. 39, editoriale Giorgio Mondadori.

In collettiva troviamo l’artista negli stand dell’Expo-Arte dal 2002 al 2006, nel 2003 è a Modugno in Palazzo Colavecchio e a Santeramo presso il convento dei Padri Riformati, nel 2004 a Molfetta, nel 2008 a Milano nella Galleria Entroterra,nel 2010 e nel 2011 nel Chiostro del comune di Gioia nella “Giornata del Contemporanei (AMACI)

Il 28 gennaio 2015 lo incontriamo, infine, su Rai Uno, ospite del programma “L’Eredità”, simpaticamente presentato da Francesca Barba.

I temi, quasi prevalentemente riconducibili alla figura umana - si legge nel suo sito - spaziano da una attenzione inizialmente esclusiva verso l’universo femminile, in molte delle sue sfaccettature, fra cui la maternità, allo studio di figure maschili nella produzione intermedia. Il cromatismo, che si definisce con la pratica ed il costante esercizio negli anni, si caratterizza sempre più per purismo, essenzialità, nelle molteplici dimensioni della matericità, così come nel contrasto pittorico vivace e semplice allo stesso tempo, reso dai contrasti di colore. I giochi di luci ed ombre, le composizioni ordinate, talvolta persino geommostra aquae michele angelilloetriche, scevre da manierismi ricercati, puntano costantemente all’intimismo ed al lirismo.”

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Di seguito un articolo tratto da “la Piazza” sulla mostra “Medi-terraneo.

“Donne mediterranee, contestualizzate in orizzonti di cielo e mare, chador arabescati accarezzano i volti ambrati, lo sguardo trafigge ancora ombroso, ma la tempesta si è placata, non agita più dardeggianti drappi rossi. Ora morbidi veli lambiscono linee immaginarie, sorvolano continenti antichi, raccontano segreti inconfessati. Michele Angelillo con metaforica intuizione svela l’identità delle sue donne, non più misteriose apolidi ma emblema di civiltà. Donne-città, donne-storia, donne che si guardano attraverso un ipnotico talismano legato al nulla, vicine e distanti al contempo, sponde di due continenti che quasi si baciano, pur distando secoli.

Nel dolce oblio la risposta. Occhi chiusi, il velo protegge i pensieri che il sogno ha slegato, ora si agitano scomposti, indecisi se lasciarsi accarezzare dalla brezza marina o opporsi alla sua forza. Il confine si assottiglia, la scelta è vicina, il cerchio si chiude. Una vorticosa danza di volute di terracotta imprigiona la profonda, infinita oscurità del tempo, serpeggianti e inquietanti geroglifici di pietre ne segnano il confine. In quella buia profondità, il mistero dei misteri, custodito ancora da lei, di scuro vestita ed ancora velata. Nello sguardo una nuova consapevolezza: nel giardino del passato si è concepito il futuro. Intorno dettagli e decori, tentativi disperati di aggrapparsi al passato, di legarsi al presente, di vincere la tentazione di affacciarsi sul baratro di quella buia profondità, la stessa che già intrigava, agitata da lampeggianti magnetici vortici, nelle scuri iridi mediterranee e che ora ritorna, più forte, più intensa. Il talismano stretto tra le dita svelerà il suo mistero, accenderà di luce quel buio, troverà il coraggio di scoprire in quale dimensione conduce?… E se fosse il nulla?”

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