Domenica 18 Novembre 2018
   
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IN SCENA CON E.CO. E MAURIZIO VACCA “LA GIARA” E “LA LUPA”-foto

caos di maurizio vacca

caos di maurizio vacca Da Shakespeare in scena nello stesso luogo nel 2015 a Pirandello e Verga il 4 e 5 luglio scorso, insieme in un audace amalgama di due storie - “La Giara” e “La Lupa” -, il regista Maurizio Vacca continua a stupire.

Le sue riscritture teatrali, mai semplici ed ancor meno scontate, tornano a vivere nella cornice de “La Signorella”, masseria gentilizia adagiata tra onde di messi dorate e cieli stellati profilati da girandole eoliche che occhieggiano come rubini nella notte.

Nella poesia di lande bucoliche - nella corte di un teatro imbiancato a calce, tra masserizie ed archi e scale -, recitano insieme ai “grandi” del laboratorio teatrale di E.Co. due ragazzi, Mirko Marchitelli, acerbo ed a tratti iroso Nanni, cipiglio adulto e sguardo da fanciullo, e Zaira Spada, splendida Salomè in Moonlight al Rossini e figlia disperata di una Lupa che si azzanna per amore, e morde e graffia i sentimenti di chi la desidera ma non l’ama e di chi l’ama e mai vorrebbe con lei competere ed averla accanto.

Gnà Pina (Pamela Di Giuseppe), pur possedendo la fisicità famelica caos di maurizio vaccadella Lupa di Verga a tratti prorompente nelle baruffe con le contadine e i suoi ebbri spasimanti, stenta a reprimere quell’istinto materno che la baldanza adolescenziale di Nanni le ispira, ed è forse per questo che il regista sceglie di lasciarla in vita, aprendo nel finale una breccia nell’intreccio ibrido di storie sospese.

Simbolo del “Caos” la stessa giara - strumento di riflessione sociale, ricchezza, sudore, riscatto - che paradossalmente ritrova la sua dignità nel momento in cui è infranta dall’ira di chi la possiede.

Un plauso - infine - all’allestimento scenico: ceste, foglie di alloro, gomitoli di lana e calze lavorate con quattro ferri ed arcolai, orci, fiaschi, giare, roncole… mentre lo sfondo brulica di umani travagli tra stallatico e sudore, panni lavati stesi tra i rami, pizzi e merletti, abiti e scialli.

Nel silenzio gli attori scorrono tra il pubblico che - nelle inedite vesti di interlocutore in una inconsapevole e co-attoriale partecipazione - accoglie incuriosito le loro agresti quotidianità.

Ed è in quell’attesa che i Lariulà intonano i loro canti, annullando il presente in un vortice di ottocentesco verismo con “Commà Maria”.caos di maurizio vacca

Nei momenti di maggior pathos, le voci di Teresa Benincasa ed Adele Tramacere modulano una dolce nenia, mentre il cupo rimbombo della tamorra di Tommaso Lillo tace e piangono le corde di Pino Tramacere e Giorgio Carbonara. Ed ancora il loro canto riecheggia nel finale conviviale.

La storia si dipana con lentezza, mescolando scene e voci, sfidando il Kaos dei Taviano che per primi inneggiarono ad una cinematografica coralità tra motti impertinenti e avvinazzati, sfottò e malcelate invidie… Caratterizzano gli stereotipi dell’epoca don Lollò - Piero De Palma - perfetto nella parte di avido e prepotente possidente, il suo accondiscendente avvocato (Ottavio Pastore) ed il serafico e diffidente Zi’ Dima - mitico Francesco Fasano -, dignitoso e guardingo conciabrocche, improvvisatosi gobbo e claudicante, disposto a lottare e contrattare per la propria libertà, finchè è la resa impertinente a rivelarsi vincente.

La grande giara - costruita in laboratorio dai corsisti di E.Co. al pari dei costumi -, custodirà disperazione e ilarità, ed al suo infrangersi si concluderà lo spettacolo di cui Maurizio - burattinaio caos di maurizio vaccae regista, come ricorda Angela Risplendente, presidente dell’associazione nel suo saluto - è ideatore ed artefice.

Cala con “Caos” il sipario su “La Signorella”. Qui, tra orizzonti mozzafiato ed il respiro di venti che spettinano stoppie e balle, Luna Donvito e Valerio De Palma hanno coltivato un sogno, oggi realtà di un inaspettato, imprevedibile altrove, ed è con muta commozione che l’addio si consuma il 5 luglio, mentre un altro addio viene ricordato: nel 2013 ad uscir di scena, senza alcun preavviso è Vito Osvaldo Angelillo, geniale regista, attore e drammaturgo cui Maurizio Vacca dedica un applauso che vola nel cielo stellato e si riflette nello sguardo di Sofia Antonicelli.

Brillano anche gli attori, vibranti di emozione per la sfida non facile in cui si sono, con coraggio, cimentati: Maria Grazia Angelozzi, Rocco Antonicelli, Grazia Campanelli, Mimmo Capozzi, Grazia Colucci, Piero De Palma, Pamela Di Giuseppe, Francesco Fasano, Angela Genco, Anna Gentile, Nunzia Gentile, Marilina Lattarulo, Mirko Marchitelli, Carmela Milano, Maria Antonietta Prisco, Ottavio Pastore e Rosaria Risplendente. [Foto Mimmo Castellaneta]

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