Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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LA NUOVA BANDA DI GIOIA. UN CRESCENDO DI EMOZIONI-foto

concerto banda falcicchio

concerto banda falcicchio Sabato, 25 giugno 2016, presso il chiostro comunale è stata presentata la nuova banda da giro di Gioia del Colle. Da sempre il nostro paese è legato alla musica. Una prima banda a Gioia si attesta nel 1840, eppure soltanto dal 1920 inizia a percorrere la strada del successo con il comando del M° Paolo Falcicchio. Oggi, dopo quasi cent’anni, al suo posto vi è il M° Rocco Eletto. “È come se ci fosse una leggenda che parla di amore e tradizione. Gioia è il secondo nome tra le bande da giro nazionali, subito dopo Acquaviva, ma maggiore di gloria. Esserci è per me un onore: Gioia fa tremare qualsiasi paese in cui andiamo.” Tanta fama, ma nessun gioiese a farne parte.

Quarantadue musicisti “adottati”, provenienti da Basilicata, Salento e Puglia. Lo stesso maestro Eletto è nativo di Montescaglioso: “È come se ci fosse un gemellaggio tra Puglia e Basilicata” afferma l’organizzatore della serata Pinuccio Scarpetta. A porre rimedio il nuovo Assessore alla cultura Anna Maria Longo e il nuoconcerto banda falcicchiovo sindaco Donato Lucilla: il primo passo diviene avvicinare i giovani. Non vi sono requisiti particolari per essere uno di loro. Non sono richiesti né la maggiore età, né un diploma accademico ma, come afferma il capobanda Paolo Viggiani, solo “... una grande passione e un grande amore per la musica, tale da avere la voglia di fare sacrifici per lei. Noi siamo girovaghi: un giorno siamo in una città e il giorno dopo in un’altra. Oggi per esempio ho dato una sola ora di tempo per organizzarci e ripartire. Siamo una macchina che lavora a 360°.” Basti pensare che per l’evento la loro casa era divenuto il nostro Palazzetto dello Sport.

La serata ha un inizio esemplare con “Omaggio a Gioia” del M° Gino Bello, marcia sinfonica composta per il nostro paese nel 1980, seguita dall’inno nazionale “Fratelli d’Italia”. Brividi su brividi! E ancora, con due brani sinfonici “Il matrimonio di Louis Alonso o la chiusura di notte” di Gèronimo Gimenez e “I pini di Roma” di Ottorino Respinghi, si conclude laconcerto banda falcicchio prima parte. Come in un crescendo di emozioni, G. Procino legge una sua poesia in vernacolo, “La bande con Falcicchie”, con cui ricorda non solo il già citato maestro, ma due grandi della musica gioiese, Raffaele Chiaia e Giacomo Argento. Ed ecco che inizia il secondo momento “Un palco all’opera”. Un’alternanza di solisti, un “medley” di luci e di colori, provenienti da più opere celeberrime.

Si susseguono Paolo Russo (flicornino concertista) con “La Sonnambula”, Valentino Favolto (flacornino solista) con la “Tosca” di Puccini, Peppe Mangino (flicorno soprano) con “Carmen” di Bizet, Lorenzo Anfora (flicorno baritono) con “Il barbiere di Siviglia” di Rossini, Salvatore Gulli (flicorno tenore) con “Turandot” di Puccini, con grande emozione di Giannino Mastrovito, ottuagenario flicorno tenore della Banda Falcicchio presente tra il pubblico.

Ognuno di loro perfettamente coordinato dal Maestro. Una mano leggiadra guidava la sua bacchetta e, come un mago, lasciava andare la magia della musica, affinchè toccaconcerto banda falcicchiosse ogni singola cellula dell’anima. Non un maestro serioso, ma sorridente. Un sorriso che trasmetteva passione, una piccola Medusa greca che lasciava pietrificato dall’amore chi lo guardasse. “Ad un certo punto ho chiuso gli occhi e ho volato” confessa Rosanna D’Aprile, organizzatrice della serata. Emozioni e sentimenti che vanno oltre il cuore.

Ma se questo è ciò che ha provato lo spettatore, la domanda nasce spontanea: “cosa si prova nel portare lontano il nome di Gioia e suonare a Gioia, pur non essendo gioiese?”. A risponderci è lo stesso Paolo Viggiani che confessa: “A volte si fa fatica, dietro deve esserci qualcuno che ti sproni a portare avanti un nome che non è quello del tuo paese. Gioia però, ormai, è un nome storico e ritornarci diviene soltanto un piacere, ma soprattutto un onore”.

L’onore più grande però, diviene ascoltare loro: l’amore per il nostro paese che le parole non sanno esprimere. A tutti i componenti va un affettuoso “buon viaggio”, nella speranza che possano presto allietarci con la loro musica. [foto Mario Di Giuseppe]

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