Lunedì 19 Novembre 2018
   
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“PREVENZIONE E METABOLISMO: DAI NUTRIENTI AI GENI” DELL'OBESITA'

antonio moschetta

antonio moschetta “Questo pomeriggio, alle ore 18.00, presso la sala conferenze del Comando Legione Carabinieri ”Puglia” , il Professor Antonio Moschetta, Presidente del corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, terrà una conferenza dal titolo “Prevenzione e metabolismo: dai nutrienti ai geni”.

L’iniziativa voluta dal Comandante della Legione Carabinieri “Puglia” – Generale di Brigata Giovanni Cataldo – in favore dei Carabinieri e delle loro famiglie, vuol essere un momento di riflessione volto a promuovere una maggiore consapevolezza dell’importanza di proteggere “il bene Salute”, attraverso l’adozione di corretti stili di vita e di regimi alimentari equilibrati, armi imprescindibili  nella prevenzione di numerose patologie cardiovascolari ed oncologiche.

In particolare il Professor Moschetta tratterà il tema del legame tra nutrienti, ormoni, geni e metabolismo. I casi di obesità e sindrome metabolica sono in crescita in tutto il mondo mentre il legame tra obesità e cancro diventa sempre più evidente. Le ricerche sui fattori molecolari e biochimici responsabili di un vasto numero di tumori attribuiscono particolare attenzione al metabolismo energetico delle cellule tumorali. La caratteristica fondamentale di queste cellule è la capacità di sostenere una proliferazione cronica che necessita di regolazioni del metabolismo energetico per alimentare la crescita e la divisione cellulare. Alcuni studi epidemiologici indicano che l'aumento dell'obesità, la sedentarietà e il consumo prolungato e serale di cibi ad alto indice glicemico ci abbia resi più inclini allo sviluppo di tumori, essendo noi stessi ad alimentare le cellule tumorali e a favorirne la proliferazione. Vari nutrienti e ormoni contribuiscono a modificare la capacità di proliferazione delle cellule. Inoltre, essi svolgono un ruolo essenziale nel regolare le vie metaboliche in grado di creare un microambiente favorevole che consente alle cellule tumorali di esprimere il loro fenotipo aggressivo. La domanda più urgente è come modulare la capacità dei nutrienti di modificare il programma trascrizionale delle cellule. In particolare il gruppo di ricerca del Professor Moschetta si occupa dello studio dei meccanismi molecolari che regolano la capacità dei nutrienti di condizionare l'evoluzione delle cellule in fenotipi normali o neoplastici tramite la modulazione della segnalazione dei recettori nucleari. I recettori nucleari sono delle interessanti proteine che si legano al DNA e permettono a nutrienti e ormoni di "accendere" o "spegnere" la trascrizione di un gene. L’ obiettivo della ricerca del Professor Moschetta è di utilizzare i recettori degli ormoni nucleari e dei nutrienti come nuovi bersagli nel tumore, specialmente nelle tipologie derivante da obesità e malattie legate a sindromi metaboliche.

Il Professor Moschetta è nato nel 1973 e cresciuto a Bitonto. Si è laureato a pieni voti in Medicina interna presso l'Università degli Studi di Bari nel 1997. Dopo la laurea ha conseguito il dottorato in Epatologia e Gastroenterologia presso lo University Medical Center di Utrecht in Olanda. Il dottorato in Epatologia e Gastroenterologia a Utrecht lo ha portato a collaborare con lo University of Texas Southwestern Medical Center a Dallas, presso il quale ha ottenuto il ruolo di Howard Hughes Medical Institute Research Fellow del Dipartimento di Psicologia diretto dal Premio Nobel Alfred Gilman,. All'età di 32 anni il Professor Moschetta è rientrato in Italia e ha creato il proprio laboratorio indipendente presso la Fondazione Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro (Chieti). Ha insegnato presso l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro prima come assistente, e successivamente come Professore Associato di Medicina Interna e Nutrizione Clinica. Nel 2014 è stato nominato direttore scientifico dell'Istituto Tumori "Giovanni Paolo II" di Bari. Al Professor Moschetta il merito di aver identificato il ruolo selettivo del recettore FXR come regolatore centrale dei disturbi epatici e la stimolazione dell'ormone FGF15/19 come potenziale nuova terapia contro le malattie infiammatorie, metaboliche e i tumori. È stato inoltre tra i primi ricercatori a studiare come i nutrienti, i pathway dei recettori nucleari lipid-sensing e del coattivatore del recettore nucleare regolino la longevità degli enterociti e possano favorire la tumorigenesi intestinale. È stato invitato a presentare i propri contributi alla ricerca presso importanti istituti in tutto il mondo ed ha ricevuto importanti contributi per la ricerca scientifica come ricercatore principale da parte dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, lo European Research Council, il Ministero della Ricerca e dell'Istruzione e il Ministero della Sanità. Ha inoltre ricevuto varie onorificenze, tra le quali, nel 2014, il Weitzman Award dalla Endocrine Society a Chicago per gli importanti risultati ottenuti nello studio della regolazione delle vie metaboliche dei lipidi nell'asse fegato-intestino correlata a sindrome metabolica e cancro”. 

Ufficio Stampa
Comando Provinciale Carabinieri Bari

 

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