Domenica 18 Novembre 2018
   
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CENTRO SAN VITO E AUTISMO. "UN SILENZIO DA ASCOLTARE"-foto

Centro San Vito e autismo

Centro San Vito e autismo "Un silenzio da ascoltare”, un ossimoro il titolo scelto per il Convegno tenutosi al Centro Diurno OrientaGiovani “San Vito” il 5 e 6 maggio, per indagare nell’universo chiamato “Autismo”.

L’idea, sostenuta e curata dalla Cooperativa SocialeSoleLuna” e dal Centro Studi “Erasmo”, è stata una “Boccata di ossigeno”, così come sostenuto dalla dott.ssa Silvana Casamassima, Responsabile dell’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale Gioia del Colle-Turi-Casamassima-Sammichele di Bari, per tutti gli operatori che quotidianamente assistono pazienti affetti da autismo.

La prima giornata del Convegno è stata oggetto di confronto con la dott.ssa Paola Annese, con una riflessione sulla valutazione e diagnosi dello spettro autistico e del dott. Rocco Di Santo, che ha posto l’attenzione sull’uso della documentazione tecnica e sulle strategie di programmazione degli interventi socio-educativi. Il silenzio diventa una “meta-comunicazione”,Centro San Vito e autismo non verbale, non para-verbale ma un bisogno da scoprire e sul quale poter agire. Con il contributo della dott.ssa Annese i partecipanti hanno potuto riflettere sulle dinamiche che intervengono per la definizione di una diagnosi chiara sui casi di autismo, le coordinate di riferimento sulle differenti patologie e azioni sintomatiche. Il dott. Di Santo, presentando gli strumenti di diagnosi e di programmazione degli interventi educativi, ha mostrato come l’efficacia dell’intervento è strettamente collegata ad una tanto preventiva quanto chiara definizione del grado di avanzamento della patologia registrata; particolarmente significativa l’immagine utilizzata dal relatore per indicare, dal punto di vista sociologico, come le suggestioni mentali identifichino i portatori di qualsiasi handicap. Infatti, se nella definizione clinica di portatori di handicap rientrino tutti i casi di deficit (e dal punto di vista psichico e fisico), ecco che portare gli occhiali da vista, nell’immaginario collettivo, non determina meccanismi di chiusura sociali. Puntando sull’inclusione, occorre amalgamare gli elementi distinti e separati, in un composto omogeneo e dal sapore unico.

La seconda giornata del Convegno è stata occasione di analisi dei fattori ambientali ed esterni, che caratterizzano le forme autistiche: la dott.ssa Giovanna Pontiggia, membro dell’ordine pugliese degli Psicologi, e la dott.ssa Mariagrazia Montanaro, Pedagogista, esperta su appropriatezza prescrittiva degli ausili per la comunicazione nell’Autismo, hanno approfondito il tema della “comunicazione della diagnosi”Centro San Vito e autismo, coinvolgendo le agenzie educative che compongono il puzzle delle vite dei pazienti, partendo dalla famiglia, primo hotspot di intervento. A seguire, la dott.ssa Giulia Giovagnoli, ha portato l’esperienza romana dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, sottolineando la complessità delle prospettive di intervento teoriche e pratiche, evidenziando che l’intessitura di una rete tra gli operatori genera un sistema accogliente e positivo per i pazienti. Il dott. Giuseppe Vinci ha poi condotto i partecipanti a comprendere quanto il contesto familiare possa essere determinante nella gestione dei casi. La voce dell’ordinamento giuridico è stato poi espressa dal prof. Michele Corriero, Giudice Onorario presso il Tribunale dei Minori di Bari, il quale ha rappreseCentro San Vito e autismontato il quadro legislativo e di intervento a sostegno della dignità dell’uomo. Il Presidente della Cooperativa SoleLuna dott. Giovanni Barnaba ha poi concluso, ricordando come il Comitato Scientifico della Cooperativa ha preso l’impegno fermo a Gioia del Colle di approfondire questo tema e di trovare nella propria sede delle risposte efficienti che siano in grado di costituire un polo di eccellenza per il territorio. La sabbia in fondo al mare è stata smossa adesso non fermiamoci e diamo seguito all’iper-specializzazione, ha così concluso. [foto Elisabetta Resta]

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