Venerdì 16 Novembre 2018
   
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L’IRONIA AL CENTRO DELLA PERFORMANCE DI “INFECTION”

fibre parallele al rossini

fibre parallele al rossini «La libertà comincia dall’ironia» (Victor Hugo). Ed è di certo l’ironia, come forma di conoscenza ed esplorazione sia del proprio mondo interiore che esterno, al centro della performance finale – avutasi nella serata del 21 aprile, presso il teatro Rossini –, dal titoloIronici, patetici, nevrotici’, data dall’interessante laboratorio ‘Infection’, tenuto dall’attore Danilo Giuva, e organizzato dall’associazione culturale ‘Ombre’. In riguardo è lo stesso Danilo Giuva – facente parte della compagnia barese ‘Fibre Parallele’, fondata da Riccardo Spagnulo e Licia Lanera – ad affermare: “Per lo sviluppo e la costruzione della performance finale del laboratorio, mi piace partire da una tematica generale, che faccia da fil rouge tra tutti i pezzi che comporranno, alla fine, il lavoro. Quella di quest'anno è stata: l'ironia, elemento fondamentale, a mio avviso, per la sopravvivenza di ogni essere umano […]”. E in questi termini continua: “Alla luce di questa tematica ho scelto alcuni tra i più brillanti testi di teatro contemporaneo, e ho chiesto ai ragazzi di propormi delle loro brevi improvvisazioni, che avessero come punto di partenza l'ironia della sorte. Alla fine ho limato le loro proposte e mi sono concentrato soprattutto sulla ‘parola’ […]”.

In effetti, durante la performance, la parola ha una consistenza precisa, e gli iscritti al laboratorio hanno consapevolezza sia del verbo che del movimento corporeo. Abbattono i propri limiti, le proprie resistenze, forse perché, d’altronde, recitare è la via più naturale secondo la quale le persone manifestano le proprie nevrosi. Vi è il bisogno assolutizzante di mettersi in contatto con l’Io più profondo, ed è per questo che ‘Ironici, patetici, nevrotici’ è un saggio, che assume le caratteristiche di uno spettacolo vero e proprio.fibre parallele al rossini

Per me era fondamentale che i ragazzi, nel mentre del corso, comprendessero come portare la parola in scena, come gestirla, in modo da renderla viva, vera e catalizzante […]. I ragazzi hanno lavorato tanto: sono molto felice dei risultati che hanno avuto”, così conclude l’attore barese. A tal proposito, l’associazione ‘Ombre’ aggiunge: “Attraverso la realizzazione di tali laboratori intendiamo avvicinare nuovo pubblico al teatro, e rendere protagonisti coloro i quali ne siano interessati”. Il teatro, quindi, come espressione della comunità e un possibile ritrovo di relazioni: “Nella seconda edizione” – continuano – “del laboratorio ‘Infection’ i partecipanti si sono cimentati nella messa in scena di un mondo definito da una moltitudine di gente “ironica, patetica, nevrotica”, caratteristiche indubbiamente insite nell’uomo. Alcuni di loro si sono cimentati per la prima volta, altri hanno già calcato la scena lo scorso anno.

Dunque, un gruppo vario, la cui sinergia, creatasi da subito, ha permesso e facilitato un lavoro d’insieme e una graduale costruzione dell’esito finale, grazie soprattutto all’attenta sensibilità, maestria, competenza e indiscussa professionalità del regista Giuva”.

 

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