Lunedì 19 Novembre 2018
   
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BULLISMO. PARLIAMONE CON “PALLOCK” E PIETRO BATTIPEDE

pietro battipede

pallock "La Polizia di Stato incontra i ragazzi con un “giallo”, il Vicequestore di Gravina di Puglia, Dott. Pietro Battipede, impegnato nella sensibilizzazione sul tragico fenomeno del “bullismo” giovanile.

Il fenomeno coinvolge anche gli adulti, ma l’opinione del Vicequestore è che esso si cura ab origine, quando l’età adolescenziale si fa avanti con tutte le incertezze ed i tormenti: il più delle volte esso nasce dall’invidia o da quell’amarissimo vuoto che spesso ferisce tutti: la carenza affettiva.

Le indagini del Giovane Pallock è un’opera che si legge rapidamente perché l’Autore sa coinvolgere i lettori grado a grado, fornendo loro molte ipotesi e molti perchè intorno all’argomento. Innanzitutto Pallock è il soprannome, nella realtà, del figlio del dott. Battipede, che nelle vesti di protagonista punta al motivo di tanti disagi giovanili: la solitudine come assenza o poca presenza del dialogo con i genitori. Il ragazzo anche nella realtà non si sente apprezzato dal padre, ma tenta di superare la trincea poiché si rende conto delle difficoltà che egli incontra ora che uno strano incidente lo ha reso disabile.

Una piccola città è scossa da un numero di aggressioni a carico di ragazzi diversabili, senza un perché, senza altro legame che uno strano simbolo di forma romboidale che potrebbe far pensare all’azione di qualche membro di un’associazione segreta. Pallock, un poco per vocazione, un poco anche per rasserenare il padre, compie in gran silenzio indagini che si riveleranno determinanti e fruttuose.

Questa è la trama, ma il libro apre un ventaglio consistente di domande intorno al problema bullismo e sul modo di evitarlo, nell’impegnare, ad esempio, le primaverili e potenti energie degli adolescenti verso lo sport, come il Vicequestore sostiene, chiamando anche ad esempio il tre volte campione di pugilato e Fiamma Oro Roberto Cammarelle, o altri Tutori dell’Ordine esponenti di ori sportivi. La tesi che Pietro Battipede dimostra è che il bullismo nasce dalla vigliaccheria, dal timore dei ragazzi che, crescendo, non si sentono all’altezza di affrontare la vita: lo sport è competizione ma è anche una sicura disciplina per accettare le sconfitte, ed è anche lo scudo potente per evitare di finire nei gorghi dei social network, che tolgono l’aderenza alla realtà. Il Nostro autore bolla il bullismo con una decisa e dura condanna morale, non solo per chi lo attua, ma anche per lo subisce, che può diventare a sua volta l’attore della violenza, e per chi lascia i ragazzi nel silenzio, senza dare al triste fenomeno il giusto peso.

Il Vicequestore Battipede, uomo di Ordine e di giusti ideali, raccomanil mondo che vorreida anche la cultura, da accompagnare, senza sostituirla, all’azione sportiva. Inoltre da ottimo difensore dei nostri ragazzi, e della nostra vita, egli presenterà un progetto contro la violenza giovanile al Senato e curerà ben 15 convegni in varie città, che saranno seguiti per ammirazione verso la sua opera e per partecipare alla sua lotta fino alla vittoria.

In collaborazione con il Liceo Scientifico di Gioia del Colle, l’Associazione Sentieri della Legalità e Libreria Minerva, il Circolo Libertà e Giustizia “Vito Antonio Vinci”giovedi 7 aprile 2016 alle ore 16,00 presso l’Auditorium del Liceo Scientifico “R. Canudo di Gioia del Colle, con il Vicequestore Pietro Battipede, coinvolge gli studenti delle Scuole di ogni ordine e grado della città nellasimulazione di un processo penale, oltre ad un Progetto di Partecipazione attiva dei ragazzi. L’autore organizzerà la citata “Simulazione del processo penale” con una location che rispecchi una reale aula di Tribunale con alcuni protagonisti (studenti e genitori). Questa simulazione vuole avere la presunzione di trasmettere ai ragazzi in modo diretto e partecipativo quelle emozioni e sensazioni che vanno ben oltre i temi giuridici, cercando di penetrare nell’animo dei protagonisti per meglio comprenderne le tematiche alla base di drammatiche situazioni di vita vissuta. I ragazzi inventeranno una nuova trama e creeranno lavori di cartellonistica.

Un’apposita commissione costituita dal Dirigente Scolastico, l’Autore, alcuni docenti, alcuni genitori, esaminati gli elaborati procederanno alla proclamazione e premiazione del Primo classificato. Libertà e Giustizia consegnerà in premio un viaggio studio in una città dove lo Stato ha maggiormente combattuto l’Antistato criminale.

Relatori, il Vicequestore Pietro Battipede, il Preside del “R. Canudo” Rocco Fazio, Avv.ta Mariluna Barbera componente LeG, Tonia Scarnera Coordinatrice LeG, Massimo Ronco Presidente Sentieri della Legalità.

La scuola ha il compito di informare, formare, stimolare, socializzare. Occorre quindi costruire il senso etico, facendo comprendere agli studenti a quali valori ispirare i propri comportamenti, analizzando insieme a loro le regole del vivere civile con l’intento di promuovere la formazione.

La cittadinanza è invitata".

Libertà e Giustizia

 

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