Martedì 21 Maggio 2019
   
Text Size

D’ASCANIO: “DOVE FINISCONO LE PAROLE, INIZIA LA MUSICA”

Locandina_Enarmonie_2010a

“Dove finiscono le parole, inizia la musica…che in questo caso ci svela più delle parole!

paolo-dascanioDomenica 18 aprile, presso il Teatro Comunale Rossini, si è aperto il sipario per un concerto che con le sue note ha toccato l’essenza della musica, per chi ama abbandonarsi ad essa, lasciandosi trasportare in un viaggio che supera la forza di gravità collocandoti in una dimensione che solo chi la conosce così profondamente può concedere il beneficio di vederla.

La stagione concertistica Enarmonie, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del comune di Gioia del Colle, vanta come direttore artistico Paolo D’Ascanio, uno dei tre protagonisti di questo spettacolo.

D’Ascanio, originario di Capistrello (AQ), inizia giovanissimo lo studio della fisarmonica e quello del ROBERTO_OTTAVIANO.tif.bigpianoforte, conseguendo il Diploma di quest’ultimo presso il Conservatorio “Luigi e Giuseppe Malerbi” di Ravenna. Il suo talento gli regala la vittoria di numerosi Concorsi nazionali ed internazionali. La sua attività concertistica all’attivo è designata da un curriculum ricco di esperienza, che mette a completa disposizione dei giovani con la fondazione dell’Accademia musico-culturale la Fenice.

Al suo fianco Roberto Ottaviano, al sassofono, con una carriera internazionale che lo vede accanto a musicisti di grande calibro, autore di libri e scrittore di musiche per coreografie e lungometraggi. Dal 1989 è titolare della cattedra di Musica Jazz presso il Conservatorio N.Piccinni di Bari e direttore dei corsi Superiori Sperimentali di Jazz.

Giuseppe-BassiIl terzo componente di questo trio è Giuseppe Bassi, un contrabbassista dal marcato stile nero americano, tipicamente acustico, richiestissimo per i concerti di musicisti di fama mondiale in tour in Italia. La sua musica si muove sul territorio italiano, in Europa e in Africa. Attualmente è insegnante di contrabbasso al Pentagramma di Bari.

Il trio in concerto muove i suoi passi in un ambiente che magicamente si somiglia e si contamina ottenendo un risultato perfettamente armonico.

Il brano di apertura è “Besa Flora” di Cavaquinho, seguito dal “Viaggio” di R. Galliano che ha visto la fisarmonica swingare con un tocco leggero e veloce in uno scambio dinamico con il sax che si trasforma in repentini cambiamenti melodici in “Tango pour Claude” dello stesso autore. D’Ascanio per l’esecuzione di “Ampola” di Joseph LaCalle si sposta al pianoforte con la medesima dimestichezza; successivamente il trio prosegue con “Bebè” di Hermeto Pascoal che nell’introduzione ci regala una voce diversa del sax per poi evolvesi in sonorità più soffuse.

Nel mezzo del concerto Paolo d’Ascanio si è cimentato in un assolo di fisarmonica, passionale e vivo che si poteva avvertire sulla propria pelle respirando assieme al respiro della fisarmonica, seguito nell’immediato da un duetto di sassofono e contrabbasso di Carlos Gardel che ha dato un colore diverso in quel contesto musicale.

Nella memoria storico-artistica di questo concerto, il ricordo di Domenico Modugno, il padre dei cantautori italiani, con il canto tormentato di “Resta cu’mme” e la voce del sax in “tu si na’ cosa grande per me”.

piazzollaIl più grande omaggio reso dal trio è stato quello al canto del cuore di Astor Piazzolla, grande musicista e compositore sospeso tra la musica classica, il jazz e un tango argentino reinventato. I brani rivisitati sono: la melodica “Los Paraguas de Buenos Aires”; “Oblivion”, la fusione armonica della pluralità infinita della musica che attraversa il cuore; “Milonga del Angel”, un crescendo che sussurra; e per concludere “Libertango”: “un pensiero triste fatto di danza” che sembra esplodere istintivamente, un istintività che dai tre interpreti è venuta fuori magnificamente. Sono stati capaci di attrarre l’ascoltatore e di coinvolgerlo al punto da colmare con gli applausi un teatro pieno per metà.

Molti sono Padroni delle parole, spesso troppe e vane; io, invece, vivo di musica, con la musica e per la musica; fiero di fare ed essere solo questo!”. Queste le parole di Paolo d’Ascanio, e basta parlarci un minuto o sentire trenta secondi della sua musica per capire quanto davvero sia dedito ad essa.

Commenti  

 
#1 anonimo 2010-10-09 20:25
:D:sad::sad::o:-*:cry:oooooooooooo
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI