Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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TOURE ABOUBAKAR OSPITE DI “ZAZÀ” SU RAI RADIOTRE

Toure Aboubakar ospite di “Zazà” su Rai 3

Toure AboubakarToure Aboubakar - volto noto e amato a Gioia, nonché icona di integrazione ed amicizia - è stato ospite il 13 marzo scorso del programma radiofonico di Rai 3 “Zazà”. Tema della trasmissione: il Diritto allo studio.

Toure nell’intervista si è raccontato con sincerità, cercando nel suo italiano incerto di trasmettere tutte le emozioni che lo hanno portato a scegliere l’Italia quale paese di adozione e parlando dei suoi sogni, delle sue aspirazioni legate allo studio della Giurisprudenza per difendere i più deboli.

Non essendogli riconosciuto lo status di profugo in quanto il suo paese di origine, la Costa d’Avorio, non è in guerra, Toure ha serie difficoltà a seguire un percorso che gli consenta di mettere a frutto le competenze maturate e soprattutto a convertire il titolo di studio conseguito nella sua patria.  

La presenza in trasmissione di Fausta Scardigno - ricercatrice dell’Università di Bari nonché delegata dal Rettore al rapporto con gli studenti stranieri - si è rivelata risolutiva. Potrà frequentare l’ateneo grazie ad un progetto ministeriale, in attesa del riconoscimento del suo diploma.

Toure ha raccontato di essere fuggito dal suo paese perché inviso al potere. Il suo tentativo, tramite una associazione costituita a questo scopo, di alfabetizzare i più giovani, non è stato gradToure Aboubakar ospite di “Zazà” su Rai 3ito ai potenti in capo ad un governo che “…preferisce che il popolo resti ignorante per poterlo opprimere. E’ difficile trovare alleati...!”

Da studente al secondo anno di Università Toure, con un suo sindacato ha tentato di portare avanti questo programma ma sono subentrati problemi reali - è stato bruciato il negozio di sua madre e la sua stessa famiglia era in pericolo -, da qui la decisione di migrare e venire in Italia.

Quindi racconta della sua scelta di rimanere a Gioia, rinunciando a vivere nella struttura individuata dalla Prefettura a Poggiorsini e dell’aiuto dei tanti amici gioiesi.

Toure oggi è ospite, insieme ad altri quattro stranieri di diversa nazionalità, cultura e religione, della casa di Ospitalità gestita del coordinamento di “Accoglienza responsabile” presieduto da Pasquale Redavid.

Il giovane dovrà frequentare la scuola serale per conseguire il diploma di terza media e poi iscriversi ad un istituto superiore e all’università, un percorso in salita con tempi lunghi per chi come lui vuole tornare a casa e difendere i diritti della sua gente.

Fausta Scardigno che già aveva incontrato Toure, dai microfoni lancia un messaggio di speranza.

L’università, grazie ad un progetto del Ministero dell’Interno, consente anche a chi come Toure non ne ha attualmente titolo, di affacciarsi in ateneo per seguire un percorso di riconoscimento e messa in trasparenza delle competenze professionali. Una attività sperimentale già avviata su un micro gruppo di venti ragazzi per certificare le loro competenze.

“Abbiamo strumenti in sociologia, psicologia del lavoro e pedagogia validati a livello internazionale - afferma la Scardigno - che fanno emergere attraverso una attività maieutica le competenze, quello che si sa fare.”

Una buona pratica che ha come interlocutori gli studenti richiedenti asilo, i rifugiati e anche “gli autoctoni”, accompagnati nel percorso di emersione dToure Aboubakar ospite di “Zazà” su Rai 3elle competenze per aggirare l’ostacolo burocratico.

Il conduttore della trasmissione interviene rende inoltre noto che a dicembre l’Università di Bologna ha aperto le porte a studenti che per motivi umanitari soggiornano in Italia, offrendo la possibilità di iscriversi senza costi.

“E’ forse più semplice l’accesso all’università senza pagar le tasse di iscrizione che avviare un lavoro più complesso - afferma con convinzione la dottoressa Scardigno -… si è deciso di lavorare sulle competenze, sul valore sostanziale del titolo di studio. In questa fase si potrebbe avviare un percorso nel quale valorizzare i titoli culturali acquisiti anche in ambiti educativi non formali, ad esempio l’attivismo, l’associazionismo, un capitale non formale, non riconosciuto neanche per gli autoctoni… partendo da quello che si sa fare al di là del valore legale, consente un inserimento più efficace nel mondo del lavoro.”

E per Toure questa possibilità è oggi una realtà.

http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/popupaudio.html?t=ZAZ%C3%80%20del%2013%2F03%2F2016%20-%20DIRITTO%20ALLA%20STUDIO&p=ZAZ%C3%80%20del%2013%2F03%2F2016%20-%20DIRITTO%20ALLA%20STUDIO&d=&u=http%3A%2F%2Fwww.radio.rai.it%2Fpodcast%2FA46102370.mp3

 

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