Domenica 18 Novembre 2018
   
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L’ILLUSTRATORE GIANLUCA BUTTOLO E “LA SCELTA” AL CLASSICO-foto

gianluca buttolo al classico

gianluca buttolo al classico Venerdì 4 marzo l’Aula Magna del Liceo Classico “P. Virgilio Marone” ha ospitato Gianluca Buttolo illustratore ed autore de “La scelta” una graphic novel edita da ReNoir Comics che chiamare semplicemente fumetto sarebbe davvero riduttivo. La storia alla base del racconto per immagini è quella troppo poco conosciuta di Giorgio Ambrosoli che ha pagato con la vita il suo senso del dovere e il suo impegno per contribuire a rendere l’Italia un paese migliore.

Per chi non conoscesse la sua storia, Ambrosoli è stato un avvocato, che nel 1974 venne indicato da Guido Carli come liquidatore unico della Banca Privata Italiana, da allora portò alla luce intrecci tra banche, mafia e politica nei quali era coinvolto anche Michele Sindona, proprietario tra le altre della Banca Privata Italiana. L’11 luglio 1979 venne assassinato da un sicario assoldato da Sindona che lo stesso Ambrosoli aveva contribuito a far processare ed arrestare.

La scelta di Buttolo di affrontare una vicenda di grande impatto civile e di attualità, come l’ha definita la prof.ssa Grazia Procino che insieme allo studente Vito Alberto Lippolis ha dialogato con l’autore in modo originale, avvicina i più giovani a una storia che molto spesso anche gli stessi adulti hanno dimenticato o che ricordano in modo poco chiaro, questo si è evinto anche dal video realizzato per l’occasione dagli studenti della classe 1a A che nell’ambito di un progetto di cittadinanza attiva, oltre a raccontare la storia ed i meccanismi ad essa legati, ha evidenziato proprio la triste realtà di come la società civile dimentica in fretta i servitori dello Stato che hanno pagato con la vita per perseguire il bene comune. La scelta di Ambrosoli è stata stare dalla parte della collettività a scapito del singolo che curava i suoi interessi, questa scelta viene ripresa da Buttolo attraverso l’utilizzo sistematico del bianco e nero a voler sottolineare nettamente la differenza tra i due personaggi, addirittura il personaggio di Sindona ha due immagini diverse, una grottesca in privato ed una più naturale in pubblico.

Può sembrare azzardato raccontare quegli anni bui della nostra storia attraverso un fumetto, ma come lo stesso autore afferma “... avrei potuto scrivere un libro di 800 pagine che nessuno avrebbe letto o un dialogo che però non avrebbe coinvolto emotivamente il pubblico”. Tutt’altro che facile scrivere di quegli anni definiti ‘di piombo’. “Era la prima volta che si attribuiva un metallo ad un'epoca per sottolineare l’involuzione che si viveva” (vedi Età del gianluca buttolo al classicoBronzo ecc..). Niente è stato lasciato al caso, ogni singola parola, ogni singola linea. “Ci tenevo che ogni cosa fosse giustificata, così ho inviato la bozza ad Umberto Ambrosoli, figlio di Giorgio, per avere il suo consenso alla pubblicazione e se avesse voluto apportare delle correzioni. Dopo qualche tempo mi rispose apponendo alcune correzioni che riguardavano più la forma che la sostanza come l’esclamazione “Per Dio” non utilizzata da suo padre, ma che io rifacendomi a Sandro Pertini un altro grande esempio di rettitudine ho voluto far dire al mio Ambrosoli. L’atteggiamento di Umberto Ambrosoli è una testimonianza del rispetto verso il lavoro degli altri”.

L’intento dell’autore è quello di veicolare la storia nel miglior modo, senza distogliere l’attenzione dal tema del libro, quindi dalla conoscenza, dall’informazione che per Buttolo è importante. “Più sei informato, più sei libero”, oggi ci sono molte più possibilità di un tempo - un invito rivolto soprattutto ai ragazzi a recuperare più documenti possibili -, è la migliore risposta da dare a chi ci vuole distratti”, o peggio ancora impauriti, sì perche Ambrosoli ha avuto paura ma se vi cedeva avrebbe vissuto la sua vita come avrebbero voluto gli altri. “E' una condanna, non è vita”. È importante che si sappia che c’è stata una persona che ha fatto la differenza, riuscendo a smantellare un impero che segianluca buttolo al classicombrava inattaccabile dall’esterno. Non c’è mafia che tenga, una persona che ha fatto dell’etica del dovere, di cui Aldo Moro era promotore, un punto fermo della sua vita, “...un personaggio che sicuramente può ancora darci qualcosa”, ha aggiunto la prof.ssa Procino.

L’autore entusiasta e colpito dal lavoro degli studenti della 2a A: “Con questo video avete c'entrato in pieno la tematica della disinformazione sul caso Ambrosoli, avete lanciato un sasso, in maniera critica avete dato delle risposte al perché non viene trattato questo argomento – e continuando – questo documento vale qualsiasi sacrificio, vale più di me che sono qui a parlarvi, diffondetelo, fatelo guardare ai vostri coetanei, ai vostri genitori”, ha poi chiesto ai ragazzi e ai docenti di poter far vedere il video ad Umberto Ambrosoli che ne sarebbe stato sicuramente contento. “Se io vi dicessi 'questo libro è bellissimo, leggetelo', voi automaticamente lo odiereste, perché lo vedreste come un’imposizione, è importante che fate bene quello che avete voglia di fare, che vi dà piacere”.

Molto sentito e partecipato, l’intervento del prof. Leopoldo Attolico chegianluca buttolo al classico sottolinea l’importanza di capire che i momenti che stiamo vivendo oggi, hanno origine in quegli anni. Forte la critica verso la stampa italiana finanziata dai partiti. Il prof. Attolico si augura che “La scelta” contribuisca a far conoscere Ambrosoli, così come il film “I cento passi” fece per Peppino Impastato, e lancia l’idea di realizzare uno spettacolo teatrale a partire dal libro, idea ben accettata da Rosanna Ventura dell'Associazione "Ombre" del Teatro “Rossini” di Gioia.

Buttolo confida che l’idea di realizzare “La scelta” è nata come reazione alle affermazioni gravi esternate da Giulio Andreotti in un’intervista, dove definiva Ambrosoli uno che se l’era cercata, e sui suoi rapporti con esponenti mafiosi dichiarava 'Fin quando non ammazzano qualcuno...!', “un rifiuto fisico, ma da chi siamo stati governati per 40 anni?” Importante per lui è stato anche il film “Un eroe borghese” di Michele Placido del 1995 dedicato ad Ambrosoli.

Buttolo racconta poi un aneddoto circa un’esperienza avuta in una scuola, un bambino in particolare durante un gioco affermò: “Ho capito cosa sono le regole, senza regole non c’è gioco” - e ha aggiunto - una risposta così intelligente nessun adulto me l’aveva mai data." Per capire l’importanza delle regole, praticare sport è un modo efficace, quindi invita i ragazzi a praticarlo. Insiste poi sull’importanza dei cambiamenti che ognuno nel suo piccolo può realizzare. “Se non è cambiato niente negli ultimi vent’anni, è perché abbiamo permesso che non cambiasse nulla – e continua – io chiedo lo scontrino per ogni caffè...” un esempio per far comprendere come ognuno di noi hagianluca buttolo al classico un potere, quello di fare una scelta, da che parte stare. “Se un articolo di giornale non ci ha soddisfatto, possiamo decidere di non comprare più quel giornale”.

In chiusura l’autore ha ringraziato gli studenti affermando: “Con il vostro video mi avete dimostrato che il mio libro è servito, da questo incontro ne esco con molto di più di quello che io posso aver lasciato, siete fighi!” e augura loro di pagare per le loro scelte e "...allo stesso modo la gente pagherà per il vostro lavoro, e che ogni cosa ci sia riconosciuta, gratificandovi umanamente e materialmente." Un insegnamento civico molto importante quello che i ragazzi del “Marone” hanno ricevuto in quest’occasione, insegnamento che è proseguito ad incontro terminato: un esempio di raro senso civico e di rispetto verso gli altri e verso i luoghi che denota maggiormente il valore umano di persone come Buttolo che ci credono davvero che le cose possono e devono cambiare, con il contributo di tutti. [foto Aldo Liuzzi]

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