Venerdì 16 Novembre 2018
   
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SCANDALO “VATILEAKS2”. EMILIANO FITTIPALDI SVELA RETROSCENA-foto

incontro con Emiliano Fittipaldi

incontro con Emiliano FittipaldiUn salotto d'eccezione quello allestito, sabato 20 febbraio presso l'Hotel Svevo, dall'associazione “L'Aquilone” (per l'occasione rappresentata dall'artista Francesco Canale, in qualità di Presidente onorario) con il contributo de Il libro possibile winter, che da tre anni - come ricordato dalla direttrice artistica, Rosella Santoro - collabora con Gioia del Colle attraverso la referente Irene Martino.

Tema della serata uno tra i più controversi e scottanti, destinato a segnare un capitolo forte della storia contemporanea: il cosiddetto scandalo "Vatileaks 2".

A parlarne, in un dibattito moderato dal caporedattore di RAI 3 Attilio Romita, proprio il giornalista dell'Espresso e scrittore Emiliano Fittipaldi, autore del libro d'inchiesta "Avarizia" (edito il 5 novembre scorso dalla Feltrinelli) cheincontro con Emiliano Fittipaldi, assieme a "Via Crucis" del collega Gianluigi Nuzzi, ha svelato scandali, segreti e ricchezze della Santa Sede, finendo alla sbarra del tribunale vaticano con l'accusa di aver divulgato "notizie riservate", commettendo reato "contro la Patria" (Stato della Città del Vaticano).

La vicenda è oramai nota ai più: tanto i media ne hanno parlato, fiumi di inchiostro hanno espresso l'indignazione, la sfiducia, l'incredulità, il sarcasmo sul caso fortemente discusso.

Curioso risulta il fatto che sia la prima volta nella storia del Vaticano che un giornalista venga messo sotto accusa davanti ai giudici del papa in un processo che ancora si fonda su regole di un diritto canonico risalente al 1929 - "ritorno al Medioevo", qualcuno ha, infatti, definito la vicenda.

E' lo stesso Fittipaldi a confermarlo: "Non ho potuto avvalermi del mio avvocato di fiducia – sostiene -; me ne hanno affidato uno rotale, che lavora per il Vaticano e, francamente, non credo abbia competenza esperienziale per un caso del genere. Ho potuto leggere le accuse a mio carico solo la notte prima dell'inizio del processo e non è stato possibile avere copie degli atti".incontro con Emiliano Fittipaldi

E, alla domanda postagli da Romita, se sia preoccupato per l'esito del processo, il giovane giornalista, che, ancorato ad un'etica professionale fortemente radicata, non ama essere definito "coraggioso", come pure spontaneamente si tende a fare, afferma: "Certo che lo sono. Sono preoccupato per la possibilità di condanna a reclusione, nelle gallerie vaticane, che sulla base delle nuove leggi volute da Papa Francesco nel 2013 in merito alla fuga di notizie e documenti fondamentali della Santa Sede, varia dai quattro agli otto anni".

"Tuttavia - continua l'autore che per le sue inchieste ha vinto il premio Ischia, il Gaspare Barbiellini Amidei e il Sodalitas -, lo scontro col Potere è un rischio del mestiere che dobbiamo caricarci, soprattutto noi giornalisti d'inchiesta. Conincontro con Emiliano Fittipaldi Avarizia ho utilizzato un metodo investigativo appreso sul campo, negli anni: si scova la notizia che il Potere non vuole che l'opinione pubblica conosca, si verifica l'attendibilità della fonte, e si pubblica. Al giornalista non deve importare la motivazione che spinge la fonte a fornire le informazioni".

Conta, certo, la veridicità delle notizie rivelate dall'inchiesta economico-finanziaria e, finora, nessuna di quelle di Fittipaldi è stata smentita!

L'autore confessa di aver avuto circa una dozzina di fonti interne al Vaticano che non sapevano quale fosse il reale l'utilizzo che egli avrebbe fatto dei documenti ricevuti - Monsignor Balda, ad esempio (nominato da Papa Francesco e segretario della Cosea) al momento dell'arresto, avrebbe ammesso di essere entrato in contatto con i giornalisti imputati- e che, in tal modo, gli hanno permesso di capire il dietro lincontro con Emiliano Fittipaldie quinte del pontificato di Francesco, a parere del giornalista, ancora molto solo in questa sua battaglia di riforma nella quale - è convinto - abbia agito in buona fede, compiendo, suo malgrado, delle scelte sbagliate.

Fil rouge del materiale accumulato, letto e studiato dal dott. Fittipaldi è risultato essere la ricchezza e, al contempo, l'avarizia dello Stato della Chiesa, incontrovertibilmente bollato da scandali di chi, a rigore, avrebbe fatto, tra gli altri, voti di povertà.

Ma, evidentemente, non sarebbe andata proprio così: i buoni propositi, spesso, si perdono nel tempo e da piccoli lussi cardinalizi a frodi milionarie, il passo si fa breve. 

Nulla di anomalo, infatti, se, per fare un santo o per una beatificazione, occorrano migliaia di euro o se il cardinale George Pell, scelto dal Pontefice per sistemare le incontro con Emiliano Fittipaldifinanze vaticane, abbia speso per fini personali, tra stipendi e opere sartoriali, circa mezzo milione di euro in appena sei mesi, salvo poi a scoprire anche - attraverso ricerche condotte sempre dal giornalista - che in Australia sarebbe implicato, in qualche modo, in alcune inchieste per pedofilia.

Per non parlare del business degli ospedali: con documenti alla mano si evince che la Fondazione del Bambin Gesù, che da anni raccoglie offerte per bambini affetti da gravi patologie, ha finanziato dei lavori privati nella nuova abitazione del cardinale Tarcisio Bertone; case di proprietà vaticana, solo nella capitale, per un valore di circa quattro miliardi di euro.

E ancora dello Ior (Istituto per le Opere di Religione, conosciuto come Banca Vaticana, il cui compito sarebbe quello di «provvedere alla custodia e all'amministrazione dei beni mobili e immobili trasferiti o affidati allo IOR medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati a opere di religione e carità») che, nonostante le promesse, non hincontro con Emiliano Fittipaldia mai reso noto alla Banca d’Italia l'elenco dei frodatori fuggiti all'esterno.

Queste, ovviamente, sono solo alcune delle svariate denunce presenti nella conturbante inchiesta condotta e pubblicata da Fittipaldi, soffiate che fanno vacillare la pretesa inespugnabilità vaticana e che, in un modo o nell'altro, inducono alla riflessione e al coinvolgimento diretto dell'opinione pubblica, fatta anche di cittadini contribuenti cedenti, magari, il proprio 8x1000 a sostegno di una Chiesa Cattolica che, in fin dei conti, tanto umanitaria non si rivela.

La sfida posta dal "sacrificio" di Fittipaldi e di quanti, come lui, si sporcano le mani indagando nei meandri del controverso e dell'ambiguo del Potere - salvo poi a finire essi stessi sotto accusa - è che ora, chi davvero lo voglia, possa riformare la Chiesa: non ci sono più alibi.

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