Domenica 18 Novembre 2018
   
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ENRICO IANNIELLO AL CLASSICO. UNA VENTATA DI PURA GIOIA-foto

ianniello al liceo

ianniello al liceo Il giorno 19 febbraio 2016, nell’aula magna del Liceo Classico “Publio Virgilio Marone” di Gioia del Colle si è tenuto un dibattito con il premio Campiello, Enrico Ianniello. La platea di lettori ha risposto attivamente all’incontro con svariate domande e, così, anche grazie all’infinita simpatia dell’autore, l’atmosfera è stata allegra e dinamica.

Apre l’incontro una breve introduzione al romanzo dell’autore, “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin”, fatta dal professor Leopoldo Attolico. Si inizia, subito, parlando di quanto le idee politiche dell’autore lo abbiano influenzato nella stesura del romanzo. Dimostra di essere pieno di voglia di cambiare il mondo senza il bisogno di fare una rivoluzione, ma attraverso piccole cose da fare giorno dopo giorno. Una lettrice curiosa, poi, chiede a Ianniello da dove avesse avuto origine l’espressione usata nel libro “Spart' e capisci”. Questa espressione è stata creata dall’autore stesso per trasmetterci il messaggio che la separazione è necessaria, se non hai la capacità di dividerti dalle tue convinzioni non maturi mai. Caratteristica importante del romanzo è quella di presentare personaggi dotati di tipicità davvero uniche. ianniello al liceoIanniello ci dice che questa scelta è stata dettata sia da motivi letterari, per rendere i personaggi interessanti ed indimenticabili, sia dal fatto che per l’autore ognuno di noi ha una particolarità irripetibile e quindi è importante sottolineare le diversità in un mondo che tende sempre più all’omologazione. Riguardo alla possibilità di realizzare una trasposizione cinematografica del romanzo per l’autore sarebbe un sogno e per questo sta cercando di concretizzare il progetto. Una costante nel romanzo è la sofferenza, questa appare per l’autore come inevitabile. A lui piacerebbe credere nella possibilità di evitare di soffrire, ma, accettatane l’impossibilità, ritiene che l’unica possibilità di salvezza si trovi nel tramutare la sofferenza in canto, in un’esperienza che fortifica e fa crescere.

Si parla poi dell’importanza della cultura e delle parole. In una società come quella attuale “si ha sempre più l’impressianniello al liceoione di essere messi in un angolo” e si è spinti ad usare impropriamente le parole e a conoscerne sempre meno il significato. Da queste idee dell’autore deriva la sua scelta di mettere le parole al centro del romanzo, lui ci dice che “per essere liberi bisogna conoscere più parole possibili”. Per lui, inoltre, queste parole devono essere sfruttate nella comunicazione con gli altri, parlare è l’unico mezzo per poter vivere in una condizione di pace e tranquillità. Quando le mille domande poste dalla platea terminano, Ianniello ci delizia con racconti sulla propria famiglia e aneddoti esilaranti che rendono l’atmosfera gioiosa.

Così si conclude un bellissimo incontro in cui si è avuta la possibilità di confrontarsi su dinamiche molto complesse e importanti, ma anche di scherzare e ridere insieme.

Dopo le ultime foto scattate con l’attore e scrittore ci salutiamo definitivamente e torniamo a casa con la mente ricca di spunti di riflessione e il cuore ricco di gioia, consapevoli di aver vissuto un’esperienza indimenticabile. [foto Aldo Liuzzi]

Carla Covella
II A Liceo Classico

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