“L’UOMO INVENTA REGOLE NATURALI PER GIUSTIFICARE SUA STUPIDITÀ”

roberto cazzolla gatti

omosessuali-diritti-civili “Mi sono imbattuto durante la tradizionale lettura settimanale delle notizie di GioiaNet.it (che mi fanno sentire un più vicino alla mia comunità di origine, nonostante la distanza fisica) in un articolo intitolato “DIRITTI CIVILI. ‘L’UOMO DEVE RISPETTARE REGOLE NATURA’”, firmato con uno pseudonimo e al centro di dibattito. Non amo commentare il pensiero altrui se questo non lede alcuno. In tal caso, però, sento la necessità di farlo, poiché si sono invocate leggi di natura per giustificare una posizione cattolica (ovvero falsamente morale in termini spinoziani), che è, invece, del tutto scorretta e danneggia i diritti di moltissimi miei conspecifici.

Per capire quanto di immotivato sia riportato nell’articolo, basta partire dall'assunto che non è assolutamente vero che "I segreti della Natura […] non possono essere spiegati ricorrendo soltanto alle Sacre Scritture", perché in realtà NESSUN "segreto della natura" può essere spiegato dalle sacre scritture, come invece scrive il timido autore senza volto.

Entrando nel merito della questione, invocare "leggi di natura" per asserire che come il ruolo assegna19c2bd54049c195350e91e03a997b55ato alla nocciolaia è quello di “disperdere i semi del pino cembro”, così solo le coppie “naturali” ovvero composte da un maschio e una femmina abbiano “il diritto naturale” di allevare un figlio è del tutto scorretto.

OMOSESSUALITÀ IN NATURA È … NATURALE

Questo assunto è viziato da tre errori basilari: il primo è che in natura l’allevamento dei figli sia affidato obbligatoriamente a coppie maschio-femmina. In realtà questa è piuttosto l’eccezione: nella maggior parte dei casi, dopo lo svezzamento e, in alcune specie, persino dopo il parto la prole viene affidata alle cure della sola madre oppure del gruppo, che spesso è formato da sole femmine (comunità matriarcali). Vi sono numerosissime specie (anche tra i primati - si pensi ai gruppi di gorilla e bonobo) la cui crescita dei figli (che è aspetto ben diverso dal mero allattamento) viene affidata piuttosto ai membri del gruppo familiare allargato che non alla “cattolica” coppia madre-padre. Anzi, il padre è spesso indifferente all’allevamento della sua prole diretta, ma nelle specie gregarie si preoccupa della protezione dell’intero gruppo.

In molte specie (come in alcuni canidi e roditori), inoltre, i piccoli sufficientemente autonomi sono affidati interamente a una fase di “allevamento educativo” da parte dei mae-by-wwmike3schi, che seguono e osservano fedelmente per apprendere le strategie di sopravvivenza.

Il secondo è che l’omosessualità non sia naturale. Nulla di più falso! Non so quali fonti abbia consultato l’autore (e coloro che la pensano così), ma è necessario informarlo che il sesso omosessuale è ampiamente diffuso tra gli animali: lo praticano frequentemente i leoni maschi, i delfini e altri cetacei, praticamente tutti le specie di canidi (a chi non è capitato di osservare anche il cane domestico avere effusioni con individui dello proprio sesso), molti pesci (il cui sesso addirittura cambia nel corso di una singola esistenza, come la mettiamo qui con i diritti?), la maggior parte degli invertebrati in cui l’ermafroditismo o l’inversione sessuale sono la regola e non l’eccezione, etc.

Lo pratica, persino in maniera ludica (libidinosa si potrebbe dire), la specie che condivide con l’Homo sapiens sapiens (ovvero stupidus stupidus) oltre il 98% del patrimonio genetico, che non è il solo competitivo scimpanzé, ma anche il lussurioso e pacifico bonobo (Pan paniscus) che usa lo scambio sessuale come moneta sociale, e del quali vi sono infiniti casi documentati di rapporti omosessuali consenzienti, cercati, duraturi e/o promiscui. Il loro valore è, ovviamente, naturale, poichhomosexualityinanimals_zpse5665e1dé mantenendo la coesione sociale e garantendo a tutti gli individui di espletare come meglio credono (e con chi meglio credono) la funzione fisiologica sessuale, garantiscono un maggior successo evolutivo alla propria specie. Ben lungi è la comunità dei bonobo dall’evitare che due maschi o due femmine, che si dedicano a rapporti omosessuali, non allevino i cuccioli da loro stessi o da altri individui del gruppo concepiti. Sarebbe svantaggioso per la comunità (il nome scientifico della specie, infatti, non è Pan stupidus).

“LEGGI DI NATURA” RAZZIALI DI GENERE

Vi sono innumerevoli casi di animali (scimmie, leoni, zebre, antilopi, cetacei, elefanti, formiche, api, etc.) la cui prole viene allevata da sorelle della madre o membri stretti del gruppo, che per ragioni di gerarchia riproduttiva o di impossibilità fisiologica non si riproducono, ma svolgono - allo stesso tempo - un ruolo fondamentale nel successo riproduttivo della specie. Questo tipo di “stepchild adoption” del tutto naturale è considerato uno dei massiscene-de-triolisme-cerfs-a-queue-blmi fattori del successo evolutivo delle specie gregarie.

Dunque, per concludere, invocare sciocchezze e falsità biologiche per giustificare un punto di vista bigotto e catto-moralista tutto italiano, che non ha niente di simile a ciò che accade nel mondo “naturale”, è una strategia puramente umana e non s’invochino “nocciolaie e pini cembri”, perché nessuna specie animale sociale sceglierebbe di far vivere i propri piccoli in parcheggi di prole senza genitori naturali (che noi chiamiamo orfanotrofi) o si opporrebbe all’adozione da parte di un individuo - etero o omosessuale che sia - di un cucciolo della propria specie partorito da un’altra madre, danneggiando così le proprie possibilità di propagazione del patrimonio genetico (direttamente o indirettamente).

Che l’uomo sia la specie più autolesionista sul pianeta è noto da tempo, che sia in grado di inventare “leggi di natura” razziali, di genere o di credo per giustificare le proprie irrazionali paure è tristemente risaputo, ma che tiri in ballo la Natura per giustificare la propria specifica stupidità e intolleranza… è inaccettabile!

ROBERTO CAZZOLLA GATTI, PH.D.
Biologo ambientale ed evolutivo
Associate Professor at Tomsk State University, Russia