Domenica 18 Novembre 2018
   
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PENSIONI. LA UIL DICE NO ALLA LEGGE FORNERO

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convegno palcoDodici “non è possibile” per avviare un percorso che porti ad una vertenza col governo centrale affinché si possano ridefinire le condizioni troppo restrittive della riforma Fornero e tutte le ingiustizie del sistema previdenziale che intaccano i diritti di chi aspira ad andare in pensione e di chi in pensione già ci sta.

Sono quelli pronunciate giovedì mattina a Bari al convegno nazionale organizzato all’Università da Uil Pensionati Puglia e A.D.A., Associazione per i Diritti dell’Anziano, nel quale si sono confrontati sindacalisti, docenti universitari e dirigenti Inps.

Partendo dal dato di fatto che “se non c’è turn over nel campo del lavoro non c’è occupazione per i giovani i quali debbono già fare i conti con l’avanzare delle tecnologie”, i relatori hanno spiegato come sia ormai indispensabile dare risposte che rimettano in moto il mercato del lavoro senza per questo costringere gli anziani a restare al loro posto fino alla soglia dei settant’anni.

In sostanza, non è possibile definire il sistema previdenziale come un costo per lo Stato, essendo esso alimentato dai contributi dei lavoratori; non è possibile continuare a confondere ed unificare i conti della “Previdenza” con quelli dell’ “Assistenza” – dovendo essere la seconda a carico della fiscalità generale – e fornendo, così, dati drogati agli altri paesi dell’Europa i quali, invece, per Fornero: Pensioni riforme ora si puo'i loro cittadini, usano contabilità ed imputazioni separate distinguendo le due voci; non è possibile che lo Stato non versi i contributi trattenuti sulle buste paga dei lavoratori pubblici, propri dipendenti, e poi scarichi questi falsi debiti sul sistema previdenziale del lavoro privato (20 mld di euro); non è possibile che nella foga di fare cassa si vanifichi perfino una sentenza della Corte Costituzionale con un decreto legge, tramutato in legge, anch’esso anticostituzionale, che colpisce a fondo non solo i diritti bensì la dignità delle persone, entrambi riconosciuti dalla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, (non caso UIL Pensionati e UIL hanno fatto ricorso); non è possibile, che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno agli italiani, denunci che l’evasione fiscale (e contributiva) ammonta ogni anno a 120 mld di euro e il governo non senta il bisogno di una politica seria per il recupero di queste somme importanti e fondamentali per la vita del Paese.

Sono solo alcuni dei dodici punti, ma si è discusso a lungo di questo e di altro. Ad esempio del fatto che la Uil, non controfirmi i bilanci Inps ormai da quasi un decennio; oppure che si sfiora quasi il comico quando si dice a coloro che hanno abbandonato affetti, luoghi natii, figli e nipoti per trasferirsi all’estero dove la vita è decisamente meno cara, che si pensi di ridurre loro la pensione apportando ulteriori tagli.

Durante il confronto è emerso poi un dato di fatto incontestabile, rimarcato nelle conclusioni dal segretario nazionale della Uil Pensionati, Romano Bellissima: “In questo nostro Paese – ha detto – vengono ignorate le norme della Costituzione togliendo non solo il dovuto, ma anche alimeConvegno pubblicontando la guerra tra poveri, facendo credere che le pensioni pari a tre volte il minimo siano pensioni d’oro e rubate. Invece, le pensioni pari a tre volte il minimo, al netto di trattenute, corrispondono a 1.100/1.200 euro al mese: cioè appena appena al di sopra della soglia di povertà. Un paradosso che assomiglierebbe ad una barzelletta se non fosse un autentico dramma per milioni di famiglie. Senza dimenticare che il potere di acquisto si è ormai ridotto di quasi il 35% in meno di 10 anni”.

Che fare, dunque? Occorre parlare di più, direttamente con la gente e, affinché possa comprendere correttamente chi fa, cosa fa e come la fa. Soltanto con una presa di coscienza collettiva il governo sarà “costretto” a fare un passo verso anziani e pensionati presenti e futuri”.

Uil Pensionati Puglia

 

Commenti  

 
#1 Giovanni f. 2016-02-21 19:32
Ma si torniamo al sistema precedente, torniamo a dare pensioni retributive a 60 anni tanto che importa se abbiamo condannato tutti gli under 40. negli ultimi anni il reddito di è ridistribuito verso le fasce d'età più alte (over 60) mentre i 20-30 hanno perso reddito. 50 miliardi di sistema retributivo che regaliamo agli attuali pensionati è anno anche il coraggio di parlare ( chiaramente non mi riferisco a quei poveretti con pensioni di 4-500 euro, ma a tutti gli ex dipendenti pubblici che hanno in media pensioni 70% più alte degli ex dipendenti privati).
 

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