Domenica 18 Novembre 2018
   
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PERCHÉ ISCRIVERSI AL CLASSICO? PER REALIZZARE I PROPRI SOGNI!

notte bianca al classico

notte bianca al classico Nel mentre nel Liceo Classico “Publio Virgilio Marone” si aprono le porte di domenica per illustrare le attività e la ricchezza di questo istituto agli studenti di terza media, chi già lo vive e respira attraverso altri portali ed altre Arti ne esalta la funzionalità propedeutica - e non è un caso l’utilizzo di questi termini - al successo ed alla capacità di realizzare i propri sogni.

Un tempo era lo studio “matto e disperato” a sortire questa effetto, oggi una diversa alchimia agisce e consente a tutti gli studenti di valorizzare se stessi e il proprio talento attraverso gli studi, gli approfondimenti e le arti letterarie, teatrali e musicali, attraverso cui esprimerlo.

L’incoraggiamento non sempre è scontato, i programmi scolastici ancora oggi frenano alcuni docenti che attraverso essi danno il massimo di sé, ma non tutti.notte bianca al classico

C’è chi sul ricordo di altre “ere”, quelle in cui interagire ed esprimersi aldilà dell’interrogazione era una chimera, si impegna affinché accanto allo studio “serioso” si aprano finestre di opportunità: incontri con grandi uomini e donne che hanno raggiunto il successo nella loro professione senza mai perdere di vista la dimensione dell’uomo, quella delle “piccole cose”, di gesti che ti rendono orgoglioso di appartenere al genere umano e di poter interagire con il mondo per migliorare la vita di tutti.

Ed ancora concorsi, “Olimpiadi”, Certamen, esperienze e soprattutto dialogo ed ascolto.notte bianca al classico

Chi il “Classico” lo ha respirato, può comprendere l’energia che scaturisce da quella miscela di potenti saperi che vortica dentro, dall’aver compreso sin nelle più nascoste pieghe, il pensiero di Greci, Latini attraverso sfumature linguistiche che nessun traduttore in web riuscirà mai a cogliere. L’evolversi di questo pensiero - al cospetto della barbarie di altri tempi - è un raggio di luce e bellezza che - sorprendentemente - restituisce fiducia nel futuro.

Ed ancora filosofi, letterati, poeti “centellinati” e interiorizzati, una ricchezza che la frenesia di altre metodologie, sia pur efficaci, stenta a trasformare in patrinotte bianca al classicomonio personale anche per lo studente meno dotato.

E’ questo il segreto che ogni Liceo Classico custodisce mentre si apre a nuove discipline, a corsi di Diritto e Matematica, ad una offerta formativa al passo con i tempi.

E lo testimoniano gli stessi studenti….

Rievochiamo le emozioni di una “Notte bianca” che ha segnato il confine tra ieri ed il futuro, mostrando quali possano essere gli effetti collaterali della frequenza in questo istituto attraverso Oxobox, al secolo Francesco Bosco, con “Tutto parte da qui” un brano che suggeriamo di ascoltare e di cui presentiamo il video, insieme ad “Un classico è per sempre” di Lucia Zagalolo - primo premio nella IX edizione di “Allena il tuo cuore” e “giurata” del premio Strega giovani nell’aprile dello scorso anno -, autentiche icone di “classica” creatività.

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EMOZIONI “CLASSICHE”…

notte bianca al classico Creatività pura, talento, energia… questo quanto prodotto nel corso della seconda parte della notte bianca del “Virgilio” il 15 gennaio scorso.

Un “classico” esempio dell’utilizzo proprio e ad “arte” degli strumenti culturali forniti dai docenti, acquisiti e personalizzati dagli studenti che hanno stupito davvero tutti per talento e maturità.

Dopo il breve intervento di Daniela Paradiso, esperta in beni culturali e paesaggistici che sta curando il recupero del patrimonio scientifico dell’istituto - venti splendidi esemplari tassidermici e minerali abbandonati al degrado e tornati “a vivere” grazie ad una raccolta fondi, Lucia Zagalolo ha presentato “Un classico è per sempre”, una video proiezione realizzata dalla V B dello scorso anno sul tema del notturno nella lirica greca.

Si sono quindi esibiti Francesco Bosco in arte Oxobox e Giovanni Labellarte in un simpatinotte bianca al classicocissimo rap sia live che registrato in un videoclip, girato nelle aule del liceo e nei suoi dintorni. Tema la libertà data dalla cultura mai fine a se stessa ma strumento per realizzare i propri sogni. Ascoltarli ha scaldato il cuore e restituito al liceo classico una dimensione di “classica” modernità inaspettata.

Manuela Colacicco ha quindi introdotto il mito di Elena interpretato da Marianna Petrera, Nancy D'Ambrosio, Andrea Scalera, Carlo Pavone, Riccardo Stigliano, Virginia Nardelli, Manuela Colacicco ed Olimpia Vitali di III A.

Anna Campolongo, splendida protagonista notte bianca al classicodi una lettura recitata molto suggestiva dell’Elena tratta da Ghiannis Ritsos, ha emozionato l’uditorio.

“Uno dei miei libri del cuore e dell’anima - confessa Grazia Procino -, ogni volta rileggo i suoi versi ritrovo intatta, anzi moltiplicata e sempre diversa la malia che mi incantò la prima volta. Una poesia che dichiara la vanità dell’inganno e dell’illusione, della fama e di ogni vittoria, che è labile e precaria. Una poesia che invita a cercare il senso e lo scopo dell’uomo altrove rispetto alle ricchezze, alle glorie, ai conflitti e alla bellezza, persino quella terribilmente seduttiva di Elena. Una poesia che apre uno squarcio luminoso nel buio e un’oasi nel deserto del mondo terreno, quando afferma in modo sublime che “la storia umana e la bellezza dell’uomo iniziano là dove qualcuno resiste senotte bianca al classiconza speranza.”

Ed ancora intrattenimento musicale con Manuela Colacicco (voce) e Riccardo Stigliano (chitarra).

Segue il processo a Socrate con un magistrale Fabio Tuccillo, letteralmente aggredito da un’impetuosa Valeria Smaldino accompagnata nella sua filippica da Laura Petrera, Angela Delle Noci e Rosa Venezia, introdotti da Laura Avella. Molto curato l’effetto “luci” con lampade posizionate dal basso sui volti che hanno creato suggestivi chiaroscuri.

Con due eccezionali brani tratti da “Ennod” Gaia Molfetta nelle vesti di Lucrezia e Giorgia Buttiglione in quelle di Virginia commuovono il pubblico con una recitazione intensa e molto partecipata. Il loro pathos nell’esprimere il dolore di donne violate nell’animo ancor più che nel corpo, tanto da scegliere la morte allanotte bianca al classico vita, pur di riscattarsi da colpe mai commesse, tocca profondamente i presenti. L’incubo di una inaccettabile ferita inferta al pudore ed all’onestà, sarà ferale e segnerà la fine dei loro sogni.

Riportano tutti al presente con la loro verve Anna Bosco e Gaia Molfetta con un brano che - parafrasato in “Sticess”- si presta a simpatiche battute.

Chiudono la serata in Jam session Jacopo Antonicelli al sax, Raffaele Mastromarino e Danilo Lattarulo alla Chitarra, Fabio Dalfino alla batteria e Lello Jacovazzi al basso.

In mostra le foto idi Francesca Milella, Vincenzo Larizza e Giorgio Cassano, mentre in Live Painting Emanuela Bellisario e Isabella Gisotti hanno “colorato” la serata. Un grazie di cuore a Sara Laruccia per lo splendido reportage fotografico.

 

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