Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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PRESEPE VIVENTE A MONTE SANNACE: UN SUCCESSO!-foto

presepe vivente a monte sannace

presepe vivente a monte sannace Sabato 9 gennaio si è svolto il secondo appuntamento con la XVIa edizione del Presepe Vivente di Gioia a cura della Parrocchia di Santa Maria Maggiore, previsto per il 3 gennaio, rinviato causa maltempo. Novità di questa edizione è stata la scelta della location ovvero la località di Monte Sannace che per l’occasione è stata ben collegata al centro cittadino tramite servizio bus navetta gratuito messo a disposizione dalla “Sabato Viaggi”.

Ad accogliere i visitatori, giovani volontari che distribuivano il biglietto che prevedeva un’offerta libera da conferire solo a fine visita, dopodiché in gruppi di 15 persone circa si partiva con la visita guidata del presepe, fondamentale il compito della guida, Gabriella Tritto per introdurre le varie scene affinché i visitatori potessero meglio comprenderne il significato, il messaggio.

Titolo di questa edizione è: “Nella pienezza dei tempi la misericordia si fa’ carne”, tema quello della misericordia quanto mai attuale soprattutto in seguito alla proclamazione dell’Anno Santo della Misericordia da parte del Santo Padre Francesco proprio per il momento storico che stpresepe vivente a monte sannaceiamo vivendo, momento poco felice, di incertezza, insicurezza e timore verso tutto e tutti, siamo condizionati negativamente dalle brutte notizie che quotidianamente ascoltiamo e guardiamo in tv. Di fronte a questo solo la misericordia può aiutarci, il senso del presepe di quest’anno è proprio la riscoperta della misericordia divina.

Si parte così con la prima “tappa” dove due ballerine danzano con il sottofondo musicale e di un passo tratto dal Salmo 103 e uno dalla Lettera di San Paolo, La seconda tappa del percorso vede la “messa in scena” del primo omicidio della storia: Caino, accecato dal male, uccide suo fratello Abele. Anche in questo caso la misericordia divina prevale, il perdono che Dio non nega a nessuno ed offrire un'altra possibilità, in questa scena si vuol sottolineare la differenza abissale tra giustizia divina e giustizia umana: “noi siamo sempre pronti a condannare, a puntare il dito, cercando vendetta più che giustizia, mentre Dio non solo perdona Caino, ma per di più lo protegge, offrendoli upresepe vivente a monte sannacena via d’uscita dal male” aggiunge la guida.

Altra tappa del Presepe Vivente è quella che si svolge ai piedi del Monte Oreb, nel deserto, dove Mosè ha ricevuto le tavole della legge con i Dieci Comandamenti, il popolo mentre Mosè si è allontanato, ha costruito un vitello d’oro, un idolo, tradendo così il Signore. Simbolo questo dei nostri tradimenti nei confronti di Dio, ci facciamo abbindolare da falsi miti e il Signore ancora una volta perdona l’uomo e si schiera davanti a loro per guidarli nella Terra Promessa. Tocca adesso al profeta Isaia che ammonisce il popolo, molto attento a rispettare le regole scritte: “ma Dio guarda al cuore e non alle apparenze”, il profeta poi declama le opere di misericordia che ci classificano davanti gli occhi del Signore.

Si giunge così al presepe vivente a monte sannacemomento cardine del percorso: la Natività, dove la grande misericordia di Dio si manifesta nel dono di suo figlio agli uomini, “da quel momento comincia la nostra storia di cristiani”, nel mentre la guida spiega arrivano i Re Magi che omaggiano Gesù con i loro preziosi doni. Dopo un giro tra le bancarelle del mercato tipico dove allegri figuranti vendevano frutta, verdure, pesce, il falegname lavorava il legno, la massaia faceva la pasta, qualcuno vendeva pentole, qualcun altro tesseva, altri vendevano stoffe. Suggestiva la scelta di rendere parte integrante della scenografia anche la Chiesa dell’Annunziata adibita a sinagoga dell’epoca, e non a caso si è scelta proprio la chiesa perché dalle sinagoghe, luoghi dove gli ebrei si riunivano per leggere la Torah (Sacre Scritture dell’Antico Testamento), derivano le nostre chiese e le moschee musulmane. Nelle sinagoghe si concentravano tutte le attività della comunità in seguito alla distruzione del tempio e durante l’esodo, è lì che il maestro della sinagoga invita Gesù a leggere le scritture del profeta Isaia.

Si continua con la messa in scena della Parabola del Figliol Prodigo: “nella quale emerge l’amore sconfinato di un padre verso suo figlio, che lo perdona, non lo punisce, anzi fa festa, come Dio che non si stanca di aspettarci e perdonarci, e ogni anno nasce suo figlio”. Il percorso si conclude con delle parole di Gespresepe vivente a monte sannaceù: “venite benedetti dal padre mio perché…ero nudo e mi avete coperto, avevo fame e mi avete dato da mangiare…” frasi che possono sembrare banali, ma ogni volta che compiamo queste piccole buone azioni verso qualcuno, le facciamo a noi stessi e sono quelle che “ci qualificano agli occhi di Dio, perché lui vuole le opere, le nostre mani”.

A questo proposito la guida invita tutti a prendere una preghiera del XIV° secolo che don Tonino Posa, parroco della Chiesa Matrice, ha inserito nel biglietto di auguri per il Natale: “Cristo non ha mani, ha solo le nostre mani oggi per fare il suo lavoro”, ultima figura, simbolo del perdono è il confessionale, “luogo dove Dio ci offre i suo perdono, purtroppo però il sacramento della Confessione è un po’ trascurato, anche se è il sacramento che ci mette a stretto contatto con Dio, e forse andrebbe riscoperto”.

Così come andrebbero sostenute iniziative del genere che contribuiscono a far conoscere e/o riscoprire luoghi storici del nostro territorio che troppo spesso sono abbandonati al degrado e all’incuria, complimenti agli organizzatori e ai volontari tutti, ai figuranti e quanti hanno reso possibile la realizzazione di questa lodevole iniziativa, un plauso va anche alla “Sabato Viaggi” per aver garantito un efficiente servizio navetta gratuito.

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