Martedì 20 Novembre 2018
   
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SALOTTO FINANZA: IMPRESSIONI DI UN NON ADDETTO AI LAVORI

salotto finanziario

salotto finanziario Obbligazioni, analisi di bilancio, deficit, inflazione e potere d’acquisto, spread Bund/BTP, trend economici globali, sicav internazionali. Certo, ogni scienza ha i suoi tecnicismi. L’economia però è un nervo scoperto: di qui passa ogni singola necessità, collettiva o individuale che sia. E se i “trend economici” tanto palesemente manifestano la capacità di influenzare le decisioni fondamentali di Paesi interi, altrettanto chiaro è che a ognuno spetta almeno cercare di capire di cosa si parla.

Quale occasione migliore a tal proposito? Il professor Dominick Salvatore, un luminare, docente di Economia Internazionale in numerose università, insigne collaboratore e consulente di Nazioni Unite, Fondo Monetario Internazionale e BCE, nonché autore di 51 pubblicazioni tra le più significative nel settore, è ospite d’onore del Salotto Finanziario organizzato dal dott. Marcello Gisotti e dalla dott.ssa Giusy Serio di Banca Widiba con la collaborazione della LUM, per inaugurare le nuove insegne della Banca: un pomeriggio riservato all’educazione finanziaria indipendente. Occorre assicurarsi una delle poltroncine dell’aula magna in sede LUM, in quanto sono presenti circa 360 convenuti: guarda caso, la lectio magistralis del prsalotto finanziarioof. Salvatore verterà sulle “Prospettive di crescita nei Paesi avanzati ed emergenti dopo la crisi finanziaria globale”. Si, deve proprio essere la migliore delle occasioni.

È un evento di importanza primaria, lo si vede sin da subito: giacca, cravatta e polsini dotati di gemelli sono d’obbligo; dalle matite in Swarowsky distribuite agli ospiti alle elegantissime ragazze all’ingresso, passando per il “welcome coffee” fino agli enormi cartelloni “Widiba” che troneggiano spavaldi sugli invitati, nulla sembra esser stato lasciato al caso. D’altronde non capita troppo spesso di ospitare personaggi di particolare rilevanza.

Dopo l’accoglienza in pompa magna e gli ultimi convenevoli, diventa necessario aprire i lavori. Prospettive di crescita nei paesi avanzati ed emergenti. Prima un intermezzo metodologico: requisiti per analisi corrette e previsioni utili. Poi il professor Salvatore passa ad illustrare le previsioni di crescita del PIL (2015/2016) in Europa, USA e paesi emergenti, incluse diverse tabelle che mostrano dati riguardanti recessione e debito pubblico all’estero e in Italia. Uno scenario tragico: i grafici mostrano bassi valori di crescita della produttività del lavoro, costo unitario del lavoro molto alto in Spagna, Italia e Grecia con conseguente abbassamento della competitività a livello dei mercati internazionali, impossibilità di avvio attività imprenditoriali in Italia, eccesso di “regolamenti” (leggi diritti dei lavoratori) che impediscono la crescita effettiva e che “Renzi sta facendo cose buone per l’economia italiana, ma non è absalotto finanziariobastanza”.

A Dominck Salvatore (che effettivamente non tradisce la sua fama di eccellente economista con il dono di una grande capacità di comunicazione) va comunque riconosciuto il merito di aver trasmesso messaggi assolutamente positivi. Primo tra tutti: è fondamentale credere fermamente nelle proprie capacità. Non cedere a chi vuole farci credere di essere “europei di serie B”. Alcuni stati in Europa vogliono assicurarsi di essere il motore della crescita finanziaria del Vecchio Continente, ma lasciando a sé stesse le economie più deboli non si può crescere. Un’analisi forse eccessivamente semplicistica, ma prendiamo atto che in un’ora non si può discutere che di massimi sistemi.

A questo punto è inevitabile che in una mente deviata e poco avvezza a statistiche e parametri stretti, un sentimento nicciano si faccia largo con prepotenza. E se il Maestro del Sospetto ha insegnato qualcosa, questo insegnamento sta proprio nello spostare il nocciolo della discussione. Il professor Salvatore ha spiegato che “l’economia è una scienza sociale” e che come tale deve essere trattata. Ma è possibile parlare di sociale senza parlaresalotto finanziario di politica? Negativo, nella maniera più assoluta. Già l’etimologia della parola ce lo spiega. E di etica? Eresia: tutto ciò che non è rigorismo tecnico esasperato non deve essere preso neppure lontanamente in considerazione. Cadiamo così in un paradosso irrisolvibile: politica ed etica sono termini strettamente correlativi; di riflesso risulta che l’economia senza etica si riduce a mero calcolo. È un principio logico fondamentale. 

Il Salotto Finanziario è proseguito con gli interventi del dott. Gisotti e della dott.ssa Serio. Il primo ha evidenziato che le economie di tutto il mondo sono divenute, nell’ultimo quinquennio, molto più interdipendenti, di conseguenza le variabili che influenzano il nostro vivere quotidiano sono aumentate e ci propongono cambiamenti con velocità inusuale.  

E’ quindi opportuno programmare progetti di vita flessibili e diversificati. Il famoso “Bail-in” (= salvataggio interno) è una prova dei veloci cambiamenti in atto.  L’Europa ha infatti imposto che i salvataggi delle banche non debbano avvenire dall’ “esterno” a cura dello Stato, ma a carico di azionisti, obbligazionisti, fondo di garanzia bancario e del singolo cliente che detiene (in una unsalotto finanziarioica banca) più di 100 mila euro sui conti correnti e indeterminate forme deposito. Il dott. Gisotti suggerisce che oggi più di ieri è importante diversificare i propri investimenti, passando così il testimone alla dott.ssa Giusy Serio che ha chiarito  come le Sicav internazionali (in grossa espansione in Italia e un po’ meno in meridione) e i fondi comuni consentono anche con mille euro di investire in decine di Paesi e in centinaia di aziende/Enti evitando così il rischio di default totale, come è avvenuto invece in questi giorni ai clienti delle quattro banche in difficoltà.

Pertanto credo che, come ha spiegato Nicola Viscanti (area manager Widiba), un’educazione economica di base, anche nelle scuole, sia indispensabile. Il dott. Viscanti ha anche parlato della pagina Facebook “WIDION” che, in un ottica di una educazione finanziaria diffusa, eroga “pillole” di informazione finanziaria riservata ai “non addetti ai lavori”.

In questo senso quella di Widiba è una lodevole iniziativa. Non si chiederà di certo agli ssalotto finanziariotudenti di raggiungere i livelli di preparazione del prof. Salvatore, né di diventare esperti in scienze bancarie. È però innegabile che la conoscenza (in ogni ambito) è ciò che in maggior misura aiuta ad affrontare con cognizione di causa le difficoltà più varie.

Probabilmente chi pensava di risolvere qualsivoglia dubbio personale circa questioni di carattere finanziario, ha più che altro acquisito l’evidenza di una crescita pressoché inesistente e di scenari economici internazionali tutt’altro che promettenti. Non è facile lasciare l’aula magna senza un pizzico di amarezza; fortuna che c’è il “light buffet” a sistemare le cose.

 

Commenti  

 
#4 Ospite 2016-01-13 15:33
Il valore del denaro sul mercato ha dei listini ben precisi. L'Euribor per il breve termine e l'IRS per il mediolungo. Attualmente sono prossimi allo zerovirgola, l' Euribor col segno meno. Questo il giusto prezzo dei soldi.
Quindi quando un risparmiatore investe deve capire che più è alto un rendimento, o la promessa di un rendimento, tanto più si accolla RISCHI.
A volte l'ingordigia di veder fruttare il proprio denaro fa accettare ai risparmiatori proposte di Banche/Finanziarie/Aziende Corporate (ovvero grosse, come era la Parmalat ad esempio) con tassi "vantaggiosi", molto superiori al prezzo di mercato.
Questa è l'unica regola certa: più è alto il tasso/rendimento più è alto il rischio. Se una Banca/Finanziaria/Azienda corporate non è ritenuta dagli analisti o dal mercato tra i soggetti più affidabili è costretto a pagare tassi più alti se vuole raccogliere soldi. O così o pomì. Quindi chi investe a tassi più alti corre rischi più alti. E' una regola antica, che quando poi succedono i guai si finge di dimenticare.
Tutto il resto è conversazione, per non dire chiacchiere. Interessante il film che in questi giorni è in programmazione: "La grande scommessa". Chiarisce molte cose.
 
 
#3 Alessandro 2016-01-13 08:31
come la mettiamo, invece, se una banca ti obbliga ad acquistare azioni proprie affinché possa ottenere un mutuo per l'acquisto della prima e unica casa? Comunque sia c'è una considerazione da fare a prescindere dalle motivazioni dell'investimento, PERCHE' il PESSIMO AMMINISTRATORE DEVE USCIRNE INDENNE E CON COMPENSI A VARIO TITOLO mentre a rimetterci è sempre il solito cittadino? C'è qualcosa che non quadra, CHI DOVEVA CONTROLLARE PERCHE' NON LO HA FATTO? Ecco perché non è necessario essere bravi economisti ma ci vorrebbero ONESTI POLITICI in modo da NON fare leggi sempre e solo a tutela del più forte.
 
 
#2 x alesandro 2016-01-12 19:06
Semplicemente perché se decidi di investire in un azienda ti assumi il rischio d'impresa. Non stai mettendo i soldi sotto il mattone, non stai investendo in btp: stai investendo in azioni che presentano un determinato livello di rischio( che può comprendere anche pessimi amministratori). Se non sai ciò che fai i soldi non li butti alla cieca fidandoti del tuo "consulente"....
 
 
#1 Alessandro 2016-01-12 14:55
Ma che bravo! Facciamo tutti i Professori con i soldi degli altri. Ora però qualcuno ESPERTO mi dica perché un azionista, socio ecc. debba PAGARE di TASCA PROPRIA una scellerata gestione del patrimonio di una banca senza che l'autore della "finanza Allegra" venga coinvolto, anzi si elargiscono premi di produzione e laute liquidazioni, salvo poi scoprire che i forzieri sono pieni d'oro. La verità è che gli attacchi ai risparmi della povera gente sono a 360 gradi e chi ha il dovere MORALE di impedire certi fenomeni emette decreti per salvare i fautori del crak. Qui non ci vogliono bravi economisti ma ONESTI POLITICI.
 

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