Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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AL CANUDO 23 RACCONTI SULLA VIOLENZA DI GENERE

chiamarlo amore non si può

chiamarlo amore non si può primo piano “C'è chi esalta, chi ti adula, c'è chi ti espone in vetrina, ti dice amore, però no, CHIAMARLO AMORE NON SI PUÒ."

Mercoledì, 16 novembre, si è tenuto il secondo appuntamento organizzato dall'associazione Libertà e Giustizia, nell'auditorium del Liceo Scientifico “Ricciotto Canudo”. I ragazzi delle classi 3^A, 4^D e 5^D si sono seduti dietro una fila di palloncini rossi a simboleggiare quei posti occupati dalle donne vittime di violenza. I mazzi di chiavi e le borse raccontano le azioni di una donna nella sua quotidianità, gli stessi oggetti che in una cornice di violenza si caricano di significatività.

L'incontro, con l'obiettivo di far riflettere in primis, per poi sperare di poter formare e cambiare gli uomini e le donne del domani, ha avuto come ospite l'autrice e scrittrice del libro "Chiamarlo Amore Non Si Può" Anna Baccelliere, accompagnata e supportata da Rosamaria Scorese con la testimonianza di un caso di stalking, avvenuto nella sua famiglia (quale l'uccisione di sua sorella Santachiamarlo amore non si può nel '91, dopo due anni di persecuzione e stalking da parte del suo aguzzino), la psicologa del centro anti-violenza Claudia Fiume e la presenza di un legale.

Il libro concepito dall'idea dell'editrice o "editora" come si fa chiamare, la siciliana Anna Maria Piccioni, per essere il punto di incontro di 23 autrici ed è descritto da Anna Baccelliere come "una realtà filtrata" scritta per sensibilizzare futuri uomini e donne e prevenire la violenza. La conferenza apertasi con la lettura animata ed emotivamente coinvolgente di un racconto del libro, ha suscitato numerose riflessioni nei ragazzi presenti all’incontro.

Si è scelto di affidare a scrittrici il compito di raccontarsi e raccontare delle donne, poiché soltanto la condizione femminile comprende e sperimenta la complicità, l’immedesimazione e giunge alla comprensione, poiché è dalla profonda ed inconsciachiamarlo amore non si può interazione stabilitasi tra le scrittrici che si è potuto dar vita ad un insieme di pensieri ed emozioni che talvolta trascende le parole. È stato inoltre sottolineato come questo libro sia indirizzato ad un pubblico giovane, contraddistinto dalle intemperanze e dall’entusiasmo dell’adolescenza, definito dalla Baccelliere “infinitamente saggio e al contempo possessore di forza e slanci, grazie ai quali è capace di trovare sempre una risposta giusta".

“UN MONDO MASCHILE… CHE A FATICA ANCHE NEL LINGUAGGIO, RIESCE A DECLINARE AL FEMMINILE OGNI SUO SPAZIO…”

La raccolta dei racconti delle autrici ha dato vita al libro che per titolo ha l'ultima battuta tratta dalla canzone "Fata" di Edoardo Bennato, ascoltata durante la conferenza, come pretesto per evidenziare le evidenti contraddizioni che ancor oggi costellano la rappresentazione di una donna, in procinto di liberarsi dagli stereotipati ruoli, in cui la cultura l’ha incatenata e al contempo schiava di una società che ama vederla bella, e affascinante oggetto. Secondo la dottoressa Fiume, riflettendo sul ruolo della donna, è necessario un cambiamento in ciascuno di noi, a partire dalla consapevolezza che ogni individuo avverte la necessità di affermarsi, di compiere delle scelte, di nutrire delle ambizioni e la donna oggi, più che mai, deve avere la forza di poter 'spiccare il volo', senza necessariamente aspettare che questa libertà sia il frutto di un mondo maschile concepito solo da uomini e che a fatica anche nel linguaggio, riesce a declinare al femminile ogni suo spazio.

Utilissimo il riferimento al Codice Rosa relativo alla necessità di rispondere prontamente alla violenza fisica subita da una donna, negli ospedali, nel tentativo di riconoscerle i suoi valori e accogliendo immediatamente la vittima, le si dà la possibilità di denuncchiamarlo amore non si puòiare la violenza e tutelare se stessa.

L’incontro promosso per continuare a ragionare sulle diverse forme di violenza che spesso incorniciano le relazioni affettive, si è concluso con le considerazioni elaborate dagli studenti Elena Verrico e Michele Mattia Palattella che per narrare l’articolato mondo che unisce e divide al contempo gli uomini e le donne, hanno presentato la scultura 'Love' dell'artista ucraino Milov per comunicare attraverso l'arte uno stralcio di realtà.

La scultura raffigura un uomo ed una donna in conflitto, quindi volti di spalle, mentre il loro bambino interiore vorrebbe avvicinarsi ed amare, rappresentando un vero e proprio inno all'amore. Amore che ognuno ha dentro di sé, ma che spesso resta intrappolato ed inespresso. I due personaggi adulti sono rappresentati come chiusi in se stessi attraverso le maglie di una grata di ferro, ma sarà il bambino che tende la mano, a consentire agli adulti di affrontare e superare i conflitti in una logica che liberi dalla fissità dei ruoli e valorizzi la persona nel tentativo constante di incontrare l’altro da sé.

Mary Vitale IVD 

Commenti  

 
#1 Francesco 2015-12-28 22:58
Ottimo coinvolgimento emotivo da parte della scrittrice. Complimenti ai ragazzi per la collaborazione. Il femminicidio è un argomento toccante ma al tempo stesso inammissibile. È bene coinvolgere gli alunni e le alunne nella trattazione di questa problematica. Bravi :-)
 

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