Venerdì 16 Novembre 2018
   
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“SCALZATI” – LABIRINTICA E EMOZIONALE PERFORMANCE

scalzati compagnia teatrale “Animalenta”

scalzati compagnia teatrale “Animalenta” Nei giorni scorsi, presso l’Auditorium del Liceo “R.Canudo”, come prosieguo delle riflessioni generate dal progetto FIVEMEN, per sensibilizzare ed educare i più giovani a contrastare la violenza sulle donne, è stata invitata la compagnia teatrale “Animalenta” di Conversano a mettere in scena un suggestivo ed emozionante spettacolo dal titolo “ScAlzati” sul tema delicato e purtroppo sempre attuale della violenza di genere. La cooperativa “Animalenta”, con all’attivo numerosi spettacoli tra i quali quello proposto agli studenti gioiesi e che le è valso la vittoria alle selezioni regionali di “Martelive 2014”, nasce nel 2014 dall’incontro di Ilaria Cangialosi e Annalisa Legato entrambe con una pluriennale esperienza teatrale alle spalle, e di Ambra Abbaticola giovane e talentuosa fotografa che si occupa dell’audio e delle luci in particolare. Ed è proprio il suggestivo gioco di luci ed ombre che insieme alla bravura e spontaneità delle due attrici capaci di catturare e coinvolgere direttamente il pubblico per renderlo protagonista attivo delle vicende rappresentate, accompagnato dalla scelta di una scenografia “essenzialmente povera” come loro stesse la definiscono, e all’utilizzo di materiali riciclati, a basso costo che rendono lo spettacolo emozionante e vivo.scalzati compagnia teatrale “Animalenta”

Un’ora di sorrisi amari, di riflessioni, di emozioni e sensazioni che solo un teatro che vuole andare oltre i luoghi convenzionali, che vive del confronto con il pubblico, può suscitare. Cuore dello spettacolo sono le storie delle donne che vogliono essere felici, semplicemente questo e che loro malgrado si scontrano con la cruda e triste realtà del maltrattamento, della violenza che non è solo quella fisica, ma è anche e soprattutto psicologica, di fronte alla quale le protagoniste si convincono di essere forti come Wonder woman, felici, nessuno potrà fermarle, la cui innocenza di ragazzina viene venduta in cambio di qualche denaro. In scena due attrici, due donne, due testimoni dell’amore, della violenza, della contraddizione dei rapporti, in scena un pubblico attento e partecipe di studenti dai 14 ai 19 anni che hanno ascoltato, interagito, commentato e riflettuto.

DAL COINVOLGIMENTO ALLA RIFLESSIONE…

Queste le loro impressioni e i loro pensieri raccolti una volta che lo spettacolo è terminato e le provocascalzati compagnia teatrale “Animalenta”zioni e gli stimoli si sono sedimentati e sono stati metabolizzati.

“L’ironia è servita a far capire come davvero è la realtà, fatta di questioni nascoste, a generare parole amare e doppi sensi” (Mary 17 anni).

“Femminilità e sangue, questo è stato lo spettacolo. Piccoli frammenti di vite interrotte, private della libertà, della coscienza e della lucidità proprie di una vita dignitosa ed emancipata” (Giorgio 16 anni).

“La tenebra non può scacciare la tenebra; solo la luce può farlo. L’odio non può scacciare l’odio: solo l’amore può farlo. L’odio moltiplica l’odio, la violenza moltiplica la violenza, la durezza moltiplica la durezza, in una spirale discendente di distruzione” (M.C. 15 anni).

“Mi ha colpito la frase: non si può cambiare da soli, ciò che è per natura violento. Il gatto non smetterà di mangiare i topi per amore…” (Federica M. 14 anni).

“Era una violenza travestita d’amore… Sostengo vivamente tale pensiero perché la donna davanti alle violenze dell’uomo diventa cieca, sorda e incapace di prendere una posizione ; la maggior parte delle volte, perché crede che tutto possa tornare come prima, che sia temporaneo. Non si accorge che la violenza dell’uomo che ama si cela dietro ad un patto: TI AMO” (Elena 17 anni).

“Metateatro,scalzati compagnia teatrale “Animalenta” rotture improvvise di scienza, forte patto con il pubblico, un forte legame con lo spettatore. E’ questa la chiave che ha determinato una partecipazione attiva nello spettatore” (Antonio 18 anni).

“Sguardi improvvisi, esprimono spavento, contatto con il timore della donna. Pause, riflessioni, confusione a ancora una volta paura, timore. Un incrocio di emozioni forti e reali. Era una violenza travestita di amore” (Paola 17 anni).

“Nonostante gli occhi gelidi ed impassibili sembravano trasmettere solo sconforto e rassegnazione, si intravede quel briciolo di speranza e voglia di libertà che dovrebbe animare la vita di ogni donna” (Claudia 17 anni).

“Mi sono innamorata perché non avevo niente da fare” Non parla solo del femminicidio questo spettacolo, ma anche del senso di pochezza e precarietà che spesso invade l’uomo…” (Antonio 17 anni).

“Paralizzante, finito lo spettacolo ero attonito davanti alle attrici. Non sapevo cosa pensare, sentivo solo la mia saliva scendere in gola” (Andrea 17 anni).

“Il taglio dei capelli e la perdita della femminilità sono state scene molto forti... Mio marito mi ha ucciso una volta, ma voi lo fate mille volte” la critica rivolta ai giornalisti che raccontano a piacimento la storia di una donna senza sapere che cosa questa abbia realmente provato e pensato” (Arianna 16 anni).

LE DONNE DEVONO CHIEDERE E PRETENDERE RISPETTOscalzati compagnia teatrale “Animalenta”

Parole, gesti che suscitano riflessioni, che smuovono gli animi, che non lasciano indifferenti, che coinvolgono, proprio su questo si sono concentrate a fine spettacolo le attrici che ha invitato i ragazzi ad esprimere le loro impressioni su quanto visto, su quello che ha suscitato in loro: “c’è una richiesta continua di una risposta, di attenzione, di aiuto del pubblico, di capire insieme, di esplorare. È una costruzione che si fa insieme, parola dopo parola, azione dopo azione, viene richiesto tanto al pubblico in questo spettacolo, viene richiesto di essere attivo rispetto a ciò che accade, di farsi delle domande, e ad ogni risposta per noi cambia qualcosa”.

Continua l’attrice Cangialosi: “E’ stato bello incontrarvi stamattina, durante lo spettacolo vi sentivo, c’eravate, mi sono emozionata tantissimo quando ho chiesto aiuto e vi siete avvicinati, è stato bellissimo perché è proprio quello che noi cerchiamo, la stretta vicinanza col pubblico. Cerchiamo inoltre di evocare emozioni e immagini differenti, lavoriamo molto per immagini”. Riferimenti anche alla violenza tra donne, che fa più male: “E’ facile giudicare ed è difficile conoscere, soprattutto alla vostra età è facilissimo giudicare”. È giusto però affermare che per una parte di uomini che praticano la violenza per sentirsi tali, ce ne sono tantissimi altri che sono una forza per noi donne, l’invito ai ragazzi è di intervenire, di chiamare la polizia in caso si assista ad atti di violenza. Come donne: “E’ importante chiedere, pretendere rispetto e non permettere assolutamente la violenza, perché se un uomo è violento non lo si può cambiare da sole, c’è bisogno di un lungo lavoro da parte di esperti, bisogna chiedere aiuto, denunciare, ci sono tanti mezzi: i centri antiviolenza, il telefono rosa, i vostri insegnanti, i vostri genitori. C’è poi una violenza “Quella più pesante perché non si vede che si insinua più facilmente, quella che è più difficile da sviscerare, che ci costringere ad un controllo perenne, telefono, facebook, dove eri? Con chi eri? Sono tutti segnali inequivocabili, segnali che dobbiamo imparare a riconoscere”, e questo tipo di violenza può essere subita anche dagli uomini. Altra cosa da superare è la convinzione che nonostante tutto “Lui mi ama, ma non è amore la violenza, non facciamo finta di niente, che va tutto bene, che è amore. Ed è proprio questo il senso del nostro spettacolo, incontrare il vostro sguardo, ‘toccarvi’, non avrebbe senso altrimenti”.

In conclusione dopo aver raccolto alcune impressioni degli studenti, le attrici li hanno invitati a contattarle sulla pagina facebook della cooperativa per inviare impressioni che a caldo non riescono ad esprimere, ed a cliccare ‘mi piace’ per essere sempre aggiornati sulle loro iniziative, tra le quali i laboratori teatrali per ragazzi, per adulti, per le donne, inoltre laboratori integrati per ragazzi diversamente abili.[Foto Andrea Spinelli]

 

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