Venerdì 16 Novembre 2018
   
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GIACOMO SINTINI LA SUA STORIA TRA “FORZA E CORAGGIO”

Jack-Sintini

copertina_-_forza_e_coraggioIl campione di pallavolo Giacomo Sintini, soprannominatoJack, è stato ospite del liceo scientifico “R. Canudo” di Gioia del Colle, mercoledì 21 ottobre 2015, per raccontare la sua storia e pubblicizzare il suo libro intitolato “Forza e Coraggio”. Parte del ricavato dalla vendita di questo libro andrà all’associazione Giacomo Sintini, che si pone l'obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca suleucemiee linfomi e per l'assistenza in campo onco-ematologico. La raccolta fondi è supportata anche dalla partecipazione dell'associazione ai principali eventi pallavolistici nazionali. Tutto questo perche a lui: il miglior palleggiatore serie A1 (2005), miglior palleggiatore della finale coppa CEV (2006), miglior palleggiatore della finale Challenge Cup (2010) e MVPdella finale del campionato italiano (2013), al termine della stagione agonistica 2010-2011, gli venne diagnosticato untumorealsistema linfatico, che lo costrinse ad abbandonare l'attività agonistica e a non poter trasferirsi inPolonia, dove era stato raggiunto un accordo con loJastrzębski Węgielallenato daLorenzo Bernardi. Per fortuna però, dopo un anno, la malattia venne superata, e l'8 maggio2012ottenne la certificazione di idoneità alla pratica sportiva agonisticama solo il 12 maggio 2013 tornò in campo con la squadra del Trento come secondo palleggiatore. Durante la semifinale il palleggiatore titolare, Raphael, ebbe un infortunio e così Giacomo Sintini dovette giocare al suo posto nei playoff, ovvero nella finale, vincendo così il terzo scudetto della squadra trentina. Nell'occasione viene nominato anche MVP della partita.

Alla domanda “Cosa hai imparato dalla malattia?” lui ha risposto:

Ho imparato 3 cose:

- non c’è nessuna difficoltà che non possiamo affrontaresintini
- siamo molto più forti se combattiamo per chi vogliamo bene
- dalle cose più brutte, chiamate da lui “schifose”, nascono le cose migliori.

Come mai?

Durante la malattia ha voluto più volte mollare ma l’idea svaniva dopo soli pochi minuti perché lui voleva mostrarsi coraggioso agli occhi della figlia Carolina e mollare, per lui, sarebbe significato insegnarle, per l’appunto, a mollare e non a combattere fino alla fine!

Ed ecco alcune frasi importanti che ritroviamo scritte nelle ultime due pagine del suo libro, dalle quali possiamo dedurre ciò che per lui significa lottare:

Il cancro si è voluto prendere tutto e io ho voluto riprendermelo…ho vinto io”. “La vita è una sfida con forza e coraggio”.

Durante la conferenza, era proiettata un immagine con uno slogan con una frase di B. Spinola: “Non si piange sulla propria storia, si cambia rotta”.

 

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