Martedì 20 Novembre 2018
   
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CAZZULLO: “POSSA IL MIO SANGUE SERVIRE” A NON DIMENTICARE

aldo cazzullo

aldo cazzullo Nella sala congressi dell'Hotel Esperia di Sammichele, domenica 27 settembre si è svolta la presentazione del libro di Aldo Cazzullo, noto editorialista e scrittore, dal titolo “Possa il mio sangue servire”. Qui un gran numero di partecipanti ha seguito con attenzione e commozione il racconto dell'autore, intervallato da lettere di testimonianza dei tragici eventi della seconda guerra mondiale, la cui lettura è stata affidata alla brava attrice Monica Vallerini.

Sono intervenuti il presidente Giacomo Spinelli del “Centro studi di storia cultura e territorio”, Orietta Limitone responsabile dell'“Associazione presidi del libro” Gioia del Colle, Angelo Rossano caporedattore “Corriere del Mezzogiorno, il giornalista Gianni Spinelli e in rappresentanza del Sindaco del comune di Sammichele l'Assessore Liotino.

“Possa il mio sangue servire per costruire l'unità d'Italia e rendere di nuovo la nostra terra onorata e stimata nel mondo”. Questo è ciò che scrive nella sua ultima lettera prima di essere fucilato il 5 Aprile 1944, Franco Baldo cazzulloalbis, militare impegnato nella difesa della Patria e catturato dalle forze nemiche nella sacrestia del duomo di Torino dove si era rifugiato. Questa lettera che dà il titolo al libro di Aldo Cazzullo, “è in sintesi il senso della Resistenza”, dichiara l'autore in una intervista, ed è anche lo spunto per narrare i fatti storici ad opera non solo dei partigiani ma, di tante altre figure impegnate in prima persone ed accomunate da un unico ideale di liberazione: cattolici, liberali, monarchici, donne, civili, ebrei, carabinieri, alpini, militari, racconti di uomini e donne che hanno fatto la storia.

Le lettere dei condannati si somigliano un po' tutte, dichiara ancora l'autore, invocano Dio chiedendo scusa ai propri familiari per aver anteposto l'amore per la Patria al loro, sentono che non è vano il loro sacrificio ed incitano allo studio i loro figli o nipoti perché studiare rende uomini.

Quasi mai i condannati hanno parole di odio nei riguardi dei nemici ma di perdono. “....Figlia mia sei piccola per comprendere ma quando sarai più grande sarai orgogliosa di tuo padre e mi amerai di più.... ”, parole toccanti scritte da Eusebio Giambone alla figlia Gisella.

La Resistenza non è stato solo aldo cazzulloun affare del Nord, tanti ragazzi del Sud nonostante il meridione fosse ormai liberato partirono per il Nord. Donne coraggiose che sfidavano non solo il nemico ma anche una mentalità fortemente pregiudiziale nei loro riguardi, donne postino che avevano preso il posto degli uomini nella consegna delle lettere ma che si pensava potessero farle sparire o curiosare perchè l'indole femminile è quella.

Non mancano testimonianze di uomini noti ed illustri fra cui Mike Bongiorno ed Indro Montanelli per aver conosciuto Suor Enrichetta, valorosa suora che ha salvato tanti uomini da morte certa, Guido Pasolini fratello del più noto Pier Paolo, Francesco De Gregori zio del famoso cantautore, Gianni Rodari e Mario Sironi. Ferrovieri che rallentavano i treni per far fuggire gli ebrei, medici che firmavano certificati falsi, militari o preti che si offrivano in ostaggio per salvare altri uomini dalla fucilazione. Un caleidoscopio di situazioni drammatiche dove i valori predominanti e netti erano, un no secco al nazismo e fedeltà all'Italia.

Sono storie da salvare nella memoria di chi non ha vissuto quegli anni drammatici ed un modo per tener vivi quei valori di solidarietà per i quali quel “sangue” fu versato. 

aldo cazzullo

Commenti  

 
#1 gianni spinelli 2015-10-05 08:09
Grazie a nome di tutti
 

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