Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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“PIZZICHI D’AMORE” SUCCESSO TEATRALE DI M. VACCA-foto

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foto 17Pizzichi d’amore - l’amore di Don Perlimpino nel giardino di Donna Belisa” un poemetto erotico scritto da Federico Garcia Lorca e adattato da Maurizio Vacca, è andato in scena giovedì 3 settembre alle ore 20,30 nella suggestiva cornice della Signorella,  Guest House situata sulla strada provinciale Gioia del Colle – Castellaneta in contrada Caccamone – Castellaneta (Ta).

I bravi attori Francesca e Marinella del Tito, Mario Dezio, Claudio Pinto diretti da Maurizio Vacca hanno dato vita ad una rappresentazione dura e deliziosa, semplice e piena di malizia, con tratti di dolore e di ‘pizzichi d’amore’, così come recitava una delle colonne sonore di Ambrogio Sparagna nel sottofondofoto 11.

La storia è molto semplice: Don Perlimplino, un vecchio ricco e inesperto dell’amore, sposa la tanto giovane quanto bella e infedele Belisa. L’uomo, distrutto dall’amore e dal desiderio della donna incontrerà la morte come soluzione ad una vita di facciata e come liberazione. García Lorca ha sempre sostenuto che “la Morte ama camuffarsi da Amore! Quante volte l’enorme scheletro munito di falce che vediamo ritratto sui libri di preghiere assume sembianze femminili per ingannarci e aprirci le porte della sua ombra!”, tuttavia la scelta registica di Maurizio Vacca, nonostante l’epilogo,  è stata in grado di condurre lo spettatore, attraverso  un continuo altalenare fra sofferenza e leggerezza, pene d’amore e sospiri, in una scoppiettante e movimentata corsa all’interno e all’estercommedia pizzichi d'amoreno del palcoscenico. La scelta di inserire due grandi cornici  sospese non come semplici oggetti scenici ma come ‘luoghi’ nei quali Don Perlimpino e Donna Belisa potevano esprimere, come in una sorta di ‘cantuccio’, le proprie ansie e desideri; l’allestimento del palcoscenico durante la rappresentazione in una sorta di indaffarato atto preparatorio della vita sulla scena che poi non è così differente dalla vita vera; l’uso delle maschere per nascondersi ed esibire le tante personalità di cui è in possesso l’uomo hanno reso il lavoro di Maurizio Vacca un altro esempio della creatività e ricerca continua del nostro operatore culturale.

Pablo Neruda ha descritto Federico García Lorca  non solo come una  centrifuga, che racccommedia pizzichi d'amoreoglieva in seno e irradiava, come un pianeta, la felicità di vivere ma anche come un uomo ingenuo e commediante, uno splendido mimo, raggiante e gentile, come  una sorta di riassunto delle età della Spagna, nella quale era presente la lotta mortale fra l’ombra e la luce, la lotta fra la violenza della Guerra Civile e l’anelito alla libertà.

E dunque anche questo lavoro di Maurizio Vacca applaudito dagli amici e dal pubblico fedele, un pubblico composto anche da giovanissimi e da coloro i quali sono stati iniziati al teatro proprio dal regista, conferma  il successo della capacità attrattiva del teatro e della forza di un lavoro serio e creativo sui testi, ingredienti necessari per raggiungere il piacere  di fare e godere il teatro. Perché il teatro nel silenzio, nel colore, nel movimento e nella parola resta sempre un moltiplicatore di bellezza. [foto Elettra Panzarino]

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