Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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RICORDANDO IL X ANNIVERSARIO DISASTRO ATR-72-foto

tragedia atr72 anniversario

atr72 cerimonia a bari Nel decimo anniversario di quel 6 agosto, doloroso è stato il ricordo del sacerdote che ha vissuto con i parenti delle vittime tutti i momenti trascorsi a Palermo. Drammatica ma significativa la decisione di decollare da questa città insieme ai propri cari, quasi a desiderare per il tragitto aereo di essere più vicini a tutti loro. Tra i tanti personali ricordi di quel 6 agosto 2005, di politici di ieri e di oggi, il più toccante è quello di Antonio De Caro, sindaco di Bari. La sua bambina che nel 2005 aveva quattro anni, era compagna di banco di Chiara Aquaro. Dopo pochi mesi dalla tragedia nacque la sua secondogenita e la sorellina volle che si chiamasse Chiara, come la sua compagna di banco. Per cui ogni giorno con la sua presenza ricordano Chiara e quella immane tragedia.”

Con queste parole Tonia Scarnera descrive uno dei momenti più suggestivi della commemorazione tenutasi a Bari, registrando con profondo disappunto l‘assenza anche di un solo rappresentante istituzionale di Gioia del Colle.

“Alcuni Comuni avevano due, tre rappresentanti… per Gioia, invece, non è venuto nessuno.”

Il commissariamento di una amministrazione non assolve dal dovere di presenziare in tali frangenti. Alla commemorazione celebrata nei giardini di “Paolo VI” da don Alessandro D’Angelo, hanno partecipatr72 cerimonia a bariato le famiglie delle vittime, le autorità militari e la dott.ssa Grandolfo, sub commissaria.

La celebrazione gioiese di anno in anno si ripete seguendo lo stesso schema, con la deposizione di una corona di fiori, mentre il ricordo è affidato alle famiglie di cui è portavoce il papà di Giuseppe Scarnera che con Antonella Capurso e Grazia Berenato perse la vita quel tragico giorno.

Tornando a Bari, l’Associazione “Disastro Aereo Capo Gallo 06/08/05” ha voluto celebrare il decennale lanciando un messaggio di speranza che ha coinvolto centinaia di bambini nelle vesti di autori, lettori e musicisti con il progetto Il Bosco nel Cielo - Una Favola per Imparare la Responsabilità”, una “favola” a lieto fine scritta da Nicky Persico per i ragazzi e da loro illustrata e commentata

Dopo la messa celebrata nella Parrocchia di San Sabino, il saluto delle autorità e la deposizione di fiori si è tenuto il concerto dei bambini dell’Orchestra “MusicaInGioco”, diretta dal M° Emanuele Manzo. I piccini hanno suonato le musiche scritte dal M° Andrea Gargiulo e ispirate dal racconto che ha visto come voce narrante Marilù Quercia.

L’ingenua espressione figurata della fiaba – affermano gli organizzatori -, carica di spontaneo sentimento qual è quello dei bambini, si trasforma così in espressione musicale, ossia nel linguaggitragedia atr72 anniversarioo universale che unisce ed abbatte le difficoltà di comunicazione tra le generazioni.”

RICORDANDO IL 6 AGOSTO 2005…

Quel maledetto giorno persero la vita 16 passeggeri, 14 di loro erano pugliesi:Chiara Acquaro, Elisabetta Acquaro, Carmela Amoruso, Barbara Baldacci, Maria Grazia Berenato, Francesco Cafagno, Antonella Capurso, Paola Di Ciaula, Raffaele Ditano, Enrico Fallacara, Annamaria Palmisano, Isabella Ruta, Rosa Santoro e Giuseppe Scarnera. Si salvarono solo in 23.

Il volo Tuninter 1153 era un collegamento charter che decollò dall'aeroporto di Bari il 6 agosto 2005 alle 12.32 Utc, con destinazione Gerba. L'aereo, un ATR-72 (marche TS-LBB), effettuò un ammaraggio di fortuna alle 13.37 Utc al largo della costa di Punta Raisi, dove è situato l'aeroporto di Palermo, dopo aver dichiarato emergenza. Le indagini hanno determinato ctragedia atr72 anniversariohe l'incidente fu provocato dall'esaurimento del carburante, causato sia dal non rispetto delle procedure di misura a terra che da un indicatore inadatto usato in cabina.

Nel 2013 la Corte di Cassazione ha riconosciuto come colpevoli del disastro sette imputati tunisini (i due piloti, il direttore generale, il direttore tecnico, due responsabili della manutenzione e il meccanico della Tunintair), i quali sono stati condannati a pene detentive tra 6 anni e otto mesi e 5 anni e otto mesi.

Ad oggi, ancora nessuno dei condannati sta scontando la pena nonostante gli appelli al governo da parte dei familiari delle vittime affinchè la sentenza venga fatta rispettare.

Concludiamo con alcune frasi tratte da “Il Bosco nel Cielo”: “Ho imparato nel modo più doloroso cosa vuol dire responsabilità – confessa il piccolo criceto Dino -: farsi carico dei nostri impegni che si ripercuotono su di noi e sugli altri. […]. Venendo volontariamente meno ad un impegno preso, ho tradito me stesso e di questo sono io stesso il mio giudice e non mi perdonerò mai!” Chi ha causato tanto dolore si assumerà mai tale responsabilità?

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