Domenica 18 Novembre 2018
   
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“PAROLE AL VENTO” CON E.CO. E MAURIZIO VACCA-foto

commedia parole al vento

commedia parole al vento commedia parole al vento commedia parole al ventoUna distesa bionda di steli di spighe di grano appena mietuto; un cielo terso con la promessa di regalare milioni di stelle e nell'attesa il crepuscolo, che con i suoi caldi colori illumina le bianche pareti della "Signorinella Guest House", antica masseria di Luna Donvito, diventata ora punto d'incontro tra arte e cultura. Il luogo è suggestivo e come in un Eremo ci si abbandona facilmente al suo silenzio. Appena si varca la soglia dell'ingresso principale si viene avvolti da magiche atmosfere, si entra in un mondo parallelo e lontano nel tempo, dove i sogni e le fantasie hanno il sopravvento.

L'allestimento scenico è di forte impatto comunicativo, ai lati del cortile e sull'aia vi sono dei frati il cui volto è nascosto e coperto da cappucci tali da sembrare più spettrali. La rappresentazione man mano prende corpo accompagnata da un crescendo di musica antica che fa da cornice ai vari quadri scenici di indubbio valore creativo: un'attrice che simula una "santa" con braccia sollevate a mó di supplica, alla base un candeliere per ricreare una cappella e trasformare una locanda in una reggia con relativo luogo di culto; due tricicli tappezzati e camuffati in destrieri uno dei quali, il più famoso, chiamato "Ronzinante", infine tanti mulini a vento disseminati sulla scena e intorno sulle terrazze, realizzati con bandierine poste su un'asta fatta ruotare fra le dita.

"Parole al vento" la vera storia di Alonso Quijana conosciuto come Don Chisciotte della Mancia il noto racconto cavalleresco di Miguel de Cervantes, portato in scena e rivisitato dal regista Maurizio Vacca nell'ambito di un laboratorio avviato con l'associazione E.CO (Ente per la Comunicazione Umana) di cui è presidente Angela Risplendente, scopo è quello di “stimolare e sviluppare una maggiore conoscenza del "Sé" attraverso le proprie capacità comunicative”.

Protagonisti Maria Grazia Angelozzi, Grazia Campanelli, Piero De Palma, Pamela Di Giuseppe, Mario Farina, Francesco Fasano, Angela Genco, Nunzia Gentile, Mirko Marchitelli, Maria Antonietta Prisco, Rosaria Risplendente. Ognuno di essi ha dato il meglio di se rendendo vincente il gioco di squadra.

Il romanzo di Cervantes dall'impronta fortemente ironica e di accusa al regime dell'epoca, ha un carattere attuale ed eterno per i temi che tratta. Maurizio Vacca fa suoi questi concetti interrogandosi e interrogandoci su cosa è la pazzia e la normalità, sul bisogno di credere e far proprio un sogno e non arrendersi per paura di sembrare folli agli occhi della gente.

Elevare il sogno al rango di mera manifestazione umana che ci strappa dalla disperazione dello stato esistenziale. Uno spettacolo teatrale di elogio alla “pazzia” e a “tutti quelli che credono in un ideale e in un sogno, che per la società odierna parlano al vento, al folle innamorato, al visionario, al reietto, a tutti quelli che credono ancora al vero sentimento, a quelli che piangono e si commuovono, a chi non si arrende e ritorna a combattere, a chi non ha paura di dire quello che pensa”.

A sintetizzare il tutto in termini musicali la sigla iniziale del "Mistero buffo" del premio Nobel Dario Fo sulle cui note gli attori hanno salutato il pubblico riscuotendo il meritato e intenso applauso.

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