Domenica 18 Novembre 2018
   
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“DIVERSAMENTE OSV”- OMAGGIO A VITO OSVALDO AL CIRCOLO UNIONE

Vito Osvaldo

Vito Osvaldo e SofiaIl Circolo Unione accoglie nel suo splendido giardino un incontro ideato da una “DiversaMente”, quella di Sofia Antonicelli che da due anni -730 lunghi giorni, 17.520 interminabili ore -, colma l’assenza di Vito Osvaldo Angelillo - regista e attore, poeta e musicista, grafico e fotografo per i suoi amici semplicemente Osv - nutrendosi di ricordi.

Un grande uomo cui è tributato il riconoscimento di una genialità fervida e pulsante, non sempre compresa, innamorato di una piccola, grande donna che oggi, domenica 5 luglio alle ore 20 gli renderà omaggio attraverso le tre arti che più egli amava: il teatro, la poesia, la musica, condividendo questo momento con i soci del Circolo, il presidente Dino Marazia e gli amici di sempre tra cui Augusto Angelillo, presidente della Pro Loco e della Compagnia amatoriale “Teatralmente Gioia”, per l’occasione “dottore” in “Ipotz il gabbiano disobbediente”, tratto da “Il gabbiano Jonathan Livingston” di R. Bach, scrittura rivisitata, riadattata e impreziosita da inserti tratti da “Psicosi delle 4 e 48” di Sarah Kane e “Mercante di luce” di R. Vecchioni.

Uno stralcio dell’opera sarà presentato in prima assoluta nel reading letterario ospitato nel giardino del Circolo Unione questa sera, domenica 5 luglio, nel secondo anniversario della sua scomparsa.

Giuseppe ed Angelica Mastromarino accompagneranno Sofia in questo percorso catartico e a tratti anche biografico, con registrazione di brani scritti da Osvaldo, interludi musicali dal vivo ed un suggestivo accompagnamento alla chitarra acustica. Condurrà la serata leggendo alcune poesie dell’indimenticato poeta - attore,loc-osv-4 deliziando i presenti con la sua bellezza, la sua simpatia e versatilità, la giovane e talentuosa Alessia Surico, attrice e cantante per diletto, che di recente - dopo aver conseguito la laurea magistrale in “Consulente per i Servizi alla persona e alle imprese” - ha ideato progetti universitari vincenti legati al sociale e all’economia.

“IL GABBIANO”

L’unico momento in cui chi non c’è più rivive, è nell’Arte evocata, e per quanto in apparenza e nella sostanza doloroso, è un momento conviviale di grande gioia e vitalità…

Si brinda con le parole, l’applauso conforta, la musica inebria, la poesia torna a far palpitare il cuore, respira su altre labbra, rivive nell’ascolto e “connette” spirito e mente anche attraverso diverse dimensioni.

“Il mio - confessa la donna-gabbiano -, è stato un incontro travolgente, innamoratissima del mio mito, l’uomo che al solo aprir bocca disegnava per l’aria sogni fantastici e parole immortali. Sono rimasta appesa da sempre a quell’incanto, bevendo a sorsi larghi la vita che traspariva dal suo dire, granuli di sabbia da una clessidra senza fondo. Ho investito tutto in quell’incontro, persa dietro la sua bellezza e grandezza, convinta di essere una parte necessaria, ma da quando è andato via tutto ha perso significato. Tutto è piatto, un nastro scorrevole senza tempo, sfumature, senso…”

Questa è la dimensione che esplora chi ha vissuto il dramma della solitudine, dell’abbandono, della perdita di quella parte di sé che vola via con chi si ama, del dopo colmo di silenzi in cui i pensieri naufragano e rischiano di smarrirsi nella foschia di una follia a tratti desiderata, quasi taumaturgica a fronte di una consapevole, disperata realtà, in cui nessuna luce splende!

“Questo non è il mondo in cui ho voglia di vivere. Le speranze infondate non riescono a tenermi a galla. Annegherò nella disforia nel freddo e nero stagno del mio io, la tomba della mia mente immateriale, come posso ritrovare una struttura, se non ho più un pensiero strutturato?

Non potrei tollerare una vita così… Nata per essere sola, per amare chi non c’è!”

vito osvaldo trigesimo4“DiversaMente”

“DiversaMente” è la compagnia teatrale fondata da Osvaldo Angelillo - eclettico e tormentato spirito dal cuore così grande eppur così fragile, tanto da fermarsi all’improvviso all’1.30 del 5 luglio del 2013 -, lo strumento attraverso cui Osvaldo dava spazio alla sua creatività modellando con severa attenzione dizione e movenze, gestualità e toni e riscrivendo opere teatrali rivisitate nei loro più profondi significati con originalità.

Sofia in questo incontro mette a nudo la sua anima ed il suo dolore, con un obiettivo: ridare vita e respiro ad un sentimento e ad emozioni che la morte non può rubarle, e su cui costruire future progettualità attingendo ai ricordi, dando loro corpo e sostanza, nutrendosi del suo dolore.

Lo stesso per due anni, 730 lunghi giorni, 17.520 interminabili ore, le ha graffiato a sangue il cuore con i suoi artigli, uccidendo la sua gioia di vivere, oggi sconfitto dalla certezza di poter scrivere altre pagine di teatrali ricordi e ad altri dar vita, con l’aiuto di chi le vuol bene e la accoglie con un abbraccio.

Cenni biograficivito osvaldo trigesimo3

Vito Osvaldo Angelillo nasce a Gioia del Colle il 12 febbraio del 1965 - acquario e sole giallo “auto esistente” -, appassionato di tai chi e profondo conoscitore delle filosofie orientali.

Inizia gli studi ginnasiali, è un ragazzo coltissimo, apparentemente introverso, ama scrivere e leggere classici, a sedici anni compone su un quadernone la sua prima opera “In principio”.

Si trasferisce al liceo scientifico statale “R. Canudo”, dove consegue la maturità, quindi studia fotografia e grafica presso l’IPS “Lentini” di Mottola, e diviene grafico pubblicitario, proseguendo studi letterari e filosofici presso l’Università di Bari.

Appassionato di fotografia, vince concorsi e partecipa a mostre prestigiose, per un periodo esercita questa professione. Affascinato dalle scritture teatrali, da lui rivisitate e create, si dedicherà al teatro sia in qualità di regista che di autore e light designer, interpreterà anche ruoli attoriali e si dedicherà alla drammaturgia con la scrittura di piéce originali. Seguirà corsi e seminari con i massimi esponenti del teatro sperimentale, è il caso di Eugenio Barba, Julia Varley, Catie Marchand. Partecipa a numerosi festival di regia teatrale internazionale, ottenendo spesso buoni piazzamenti come il 3° posto nazionale al XIII festival internazionale Fantasio 2010. La sua prima regia cinematografica è del 2011 con “Garibaldi Reloaded”, un lungometraggio di genere fantastico realizzato con la propria compagnia teatrale in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Docente molto apprezzato di corsi di dizione tenutisi al Rossini e di Storia della Letteratura Teatrale presso l’U.T.E. riveste il ruolo di direttore del Centro Studi della U.I.L.T.(Unione Liberi Teatri Italiani) Puglia nel 2011. Dal 2011 collabora con il bimestrale “la Piazza” su cui cura una rubrica: “La bocca del teatro”.

 

Commenti  

 
#1 Giacomo Leronni 2015-07-05 11:53
Lunga e imperitura vita a te, Amico prezioso e indimenticabil...
 

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